UDF Ticino ¦Votazioni cantonali e federali del 10.2.2020
𝙑𝙊𝙏𝘼𝙕𝙄𝙊𝙉𝙄 𝘾𝘼𝙉𝙏𝙊𝙉𝘼𝙇𝙄 : UDF Ticino constata con soddisfazione il SÌ all’introduzione del principio della sussidiarietà nella Costituzione cantonale.
Siamo delusi per la sconfitta di misura dell’iniziativa cantonale sulla legittima difesa, sconfitta cui hanno contribuito, purtroppo, le false affermazioni del Governo sull’opuscolo delle spiegazioni. La partita non è, comunque chiusa, poiché il comitato d’iniziativa ricorrerà al tribunale federale.
𝙑𝙊𝙏𝘼𝙕𝙄𝙊𝙉𝙄 𝙁𝙀𝘿𝙀𝙍𝘼𝙇𝙄: Constatiamo con soddisfazione il NO all’iniziativa federale per l’alloggio.
Prendiamo atto del risultato della votazione federale sulla modifica dell’articolo 261bis del codice penale.
Non nascondiamo la nostra delusione per il risultato, potremmo disquisire sulle motivazioni della sconfitta, ma preferiamo accettare serenamente e democraticamente il verdetto popolare.
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuti con il loro voto promettendo che anche in futuro saremo sempre attenti in difesa della libertà d’opinione e d’espressione.
La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori si rallegra del fatto che l’iniziativa sugli alloggi sia stata respinta
L’iniziativa dell’Associazione svizzera inquilini “Più abitazioni a prezzi accessibili” è stata rispinta alle urne. La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori si rallegra del fatto che gli elettori svizzeri hanno rifiutato gli interventi della burocrazia nel mercato immobiliare. Allo stesso tempo, questo respingimento significa che il Fonds de Roulement per la costruzione di abitazioni di utilità pubblica sarà aumentato di 250 milioni di franchi. Questi soldi possono essere utilizzati in modo efficace, in particolare nelle aree urbane dove vi è una quota di appartamenti sfitti molto bassa. La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori chiede che sia ridotto l’inutile surplus normativo e che vi sia una sistematica densificazione centripeta, affinché questi mezzi possano essere investiti in modo mirato.
La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori accoglie con favore la decisione di respingere l’iniziativa dell’Associazione svizzera inquilini “Più abitazioni a prezzi accessibili”. L’iniziativa ha suscitato false speranze relative ad affitti generalmente più bassi.
Con il respingimento dell’iniziativa, verrà messo a disposizione un credito quadro supplementare di 250 milioni di franchi per il Fonds de Roulement a favore della costruzione di alloggi di utilità pubblica. Questa iniezione di capitale permetterà di mettere a disposizione circa 1600 unità abitative di utilità pubblica l’anno, a partire dal 2020. Grazie a degli iter per il rilascio delle licenze edilizie più veloci ed efficienti, potrebbe inoltre essere possibile realizzare più progetti per abitazioni a prezzi accessibili. Le regioni con una domanda elevata di alloggi con affitti minori sono chiamate ad affrontare questi problemi.
Un’altra misura per avere a disposizione più abitazioni a prezzi accessibili è il migliore sfruttamento del terreno edificabile esistente. Per raggiungere questo obiettivo, le restrizioni pianificatorie devono essere allentate. Le norme di piano regolatore nelle aree urbane sono troppo restrittive per quanto attiene ad esempio alle distanze minime, alle altezze degli edifici e agli indici di sfruttamento. Sui terreni all’interno della zona edificabile deve essere possibile creare più spazio abitativo. Ciò richiede un’edificazione densificata e la costruzione di nuovi edifici che sfruttano al meglio lo spazio esistente. Allo stesso tempo, ciò contrasterebbe le emissioni di CO2 da ricondurre al parco immobiliare, per le quali vi è ancora un enorme potenziale di risparmio.
L’Associazione svizzera inquilini nella sua campagna ha argomentato facendo leva su affitti più bassi. Tuttavia, questa è un’utopia, soprattutto negli agglomerati urbani. Grazie a un’edificazione densificata anche negli agglomerati urbani sarebbe possibile costruire più appartamenti.
PLRT ¦ Una società più tollerante e uno Stato che non si intromette nell’iniziativa privata
Il PLRT saluta con piacere l’esito “liberale” delle odierne votazioni federali
Quella di oggi è una domenica di voto che ha dato esiti incoraggianti per la difesa dei valori liberali radicali in Svizzera. L’approvazione della modifica del codice penale che punisce la discriminazione e l’incitamento all’odio basati sull’orientamento sessuale è un concreto passo avanti verso una società più tollerante ed aperta. Allo stesso modo, l’esito del voto sull’iniziativa “più abitazioni a prezzi accessibili” ha scongiurato l’introduzione nel nostro Paese di misure fortemente illiberali in ambito immobiliare.
Per una società più tollerante
Le ragazze e i ragazzi che amano qualcuno del loro stesso genere spesso vengono insultati, bullizzati, emarginati e devono subire sofferenze e ingiustizie che meritano attenzione. In questo senso è fondamentale, oltre a una sensibilizzazione in materia, che si dia un chiaro indirizzo anche a livello di codice penale non tollerando gli eccessi e pretendendo maggior rispetto. Il chiaro SI alle urne di oggi è certamente un passo avanti verso una società basata su maggiore tolleranza, principio basilare per i liberali radicali.
Scampato pericolo con “più abitazioni a prezzi accessibili”
Una ricetta profondamente sbagliata per un problema certamente sentito in taluni agglomerati. Imponendo quote fisse di alloggi di pubblica utilità, prevedendo strumenti per spingere i cantoni e i comuni a diventare essi stessi promotori immobiliari e vietando di fatto aumenti di affitti nel caso di risanamenti energetici, l’iniziativa “più abitazioni a prezzi accessibili” avrebbe generato costi enormi per gli enti pubblici e benefici per una cerchia molto ristretta di persone. Si proponeva una soluzione profondamente illiberale e il voto odierno conferma la contrarietà svizzera a soluzioni eccessivamente stataliste.
I temi cantonali in votazione
Nei due temi cantonali in votazione si registra il rifiuto dell’iniziativa popolare “Le vittime di aggressioni non devono pagare i costi di una legittima difesa”, oggetto che ha acceso maggiormente gli animi suscitando le emozioni più marcate. Mentre l’approvazione del principio della sussidiarietà ha forse provocato minor coinvolgimento trattandosi di un principio piuttosto astratto.
Per il PLRT il testo di legge proposto dall’iniziativa sulla legittima difesa sarebbe stato molto problematico in relazione al principio della parità di trattamento, inefficace e, in definitiva, inutile. Anzi, avrebbe rischiato di aprire scenari poco auspicabili per quanto concerne l’abuso del concetto stesso di legittima difesa, introducendo una pericolosa tendenza alla “giustizia fai da te”. Bene dunque che il popolo abbia seguito le indicazioni delle Istituzioni.
Per quanto concerne invece la proposta di introdurre il principio della sussidiarietà nella Costituzione cantonale il PLRT riteneva fondamentalmente inutile questa proposta visto che il principio della sussidiarietà, in particolare verticale, è già iscritto nella costituzione federale. Mentre per quanto attiene la sussidiarietà orizzontale, in Ticino esiste un buon equilibrio tra prestazioni erogate dall’ente pubblico e quelle assicurate da entità private; vale in particolare nell’offerta di prestazioni sanitarie e sociali. Per il PLRT l’odierna decisione popolare va certamente rispettata e si tratterà di rimanere vigili se dovesse prevalere un’interpretazione eccessivamente ideologica e filologica. Si tratterà di evitare eccessi problematici nel rispetto dell’equilibrato sistema istituzionale svizzero.
UDC: In Ticino trionfa la società civile: SI alla sussidiarietà!
In Ticino trionfa società civile! Con il 53,1% dei consensi il popolo ticinese ha accettato di introdurre il principio di sussidiarietà nella costituzione cantonale. Dopo 8 anni dall’Iniziativa parlamentare del capo gruppo UDC Sergio Morisoli, e dopo numerose peripezie e e giravolte provocate ad arte per bloccarla da parte della sinistra e degli statalisti nascosti in tutti i partiti, oggi grazie al sostengo in parlamento di UDC, Lega e PPD, il popolo ha potuto finalmente esprimersi e l’ha fatto chiaramente.
I compiti di interesse pubblico d’ora in avanti dovranno essere organizzati, gestiti e fatti funzionare tenendo conto del principio di sussidiarietà. Da oggi è la Costituzione cantonale a dirlo e a ordinarlo. Il principio di sussidiarietà è semplice, è “svizzerissimo”, è liberalissimo nella distribuzione del potere tra i vari livelli istituzionali dello Stato. Tutti gli altri Paesi UE ce lo invidiano da sempre, perché è il cemento tra solidarietà, democrazia diretta e federalismo. Portando il principio di sussidiarietà dalla pratica alla Costituzione, significa dargli non solo il massimo riconoscimento, ma ancorarlo nella carta fondamentale affinché rimanga e continui ad essere ciò che di più prezioso possiamo avere in Svizzera.
È un passo importantissimo nella direzione della modernizzazione del rapporto Cittadino – Stato. Un passo che permetterà allo Stato di essere meno estensivo ma più intensivo nella sua indispensabile azione mediatrice per promuovere la prosperità comune e favorire il benessere personale.
Purtroppo invece, per un soffio (ovvero la differenza di soli 427 voti) non è passata l’iniziativa popolare sulla legittima difesa che l’UDC ha sostenuto. Il risultato tirato è comunque la dimostrazione che il problema della sicurezza, dell’immigrazione e della criminalità di confine è sentito e preoccupa gran parte della popolazione ticinese. Indipendentemente dall’esito di questa votazione ci aspettiamo che governo e parlamento agiscano tempestivamente per dare quelle certezze concrete di sicurezza alla popolazione che vive a ridosso della frontiera. Il crimine e le attività illegali dell’hinterland milanese non finiscono più, purtroppo, alla dogana ma col passar del tempo invade anche il nostro territorio. L’UDC continuerà a battersi per la sovranità e la sicurezza in casa nostra.
Salutiamo con soddisfazione il risultato della votazione federale sulle abitazioni ringraziando il popolo svizzero di aver bocciato la strisciante statalizzazione. Bisognerà invece vegliare che l’estensione delle categorie inserite nell’articolo contro la diffamazione e l’istigazione all’odio non diventi un coperchio per tutte le pentole e l’alibi per ridurre la libertà di opinione e di espressione.
I Liberi Pensatori Svizzera accogliono con favore l’estensione della norma penale contro la discriminazione
I Liberi Pensatori Svizzera sono lieti di constatare il risultato del voto distinto. È la responsabilità di tutta la società promuovere una convivenza tollerante. Tuttavia, anch’il diritto penale può e deve essere usato come ultima risorsa per combattere l’incitamento all’odio e alla discriminazione contro le persone LGBTI – che è spesso motivato dal fondamentalismo religioso.
Sujet «die dunklen Zeiten sind vorbei»
I Liberi Pensatori Svizzera vedono il voto chiaro del 9 febbraio 2020 come il segno che i fondamentalisti religiosi non sono riusciti a convincere molte persone fuori della loro clientela principale. La società svizzera diventa vieppiù laica e gli svizzeri sono vieppiù lontani dalla religione. I liberi pensatori in Svizzera si sono battuti per l’estensione della legge antirazzismo con spot su autobus e treni, e lo hanno fatto laddove i loro avversari sono particolarmente rappresentati: nelle regioni della Svizzera che sono relativamente religiose.
I Liberi Pensatori Svizzera attribuiscono grande importanza alla libertà di espressione e auspicono che l’articolo 261 continui ad essere applicato con cautela e moderazione. In casi estremi, tuttavia, l’odio reale a cui sono esposte le persone LGBTI può essere contrastato anche con misure di diritto penale. Allo stesso tempo, I Liberi Pensatori Svizzera continuano a chiedere la depurazione dell’articolo 261 del Codice penale svizzero: in particolare, il divieto di blasfemia deve essere abolito. Le persone e i gruppi di persone meritano protezione. Le idee religiose e i sentimenti religiosi, divinità o dee, tuttavia, non lo fanno. L’attuazione della risoluzione dei Liberi pensatori svizzeri del novembre 2018 rimane un segnale chiaro e necessario, soprattutto per gli stati che ricorrono al divieto di blasfemia per perseguitare le minoranze religiose e gli attivisti laici. La mozione relativa del consigliere nazionale Beat Flach non è ancora stata discussa in Consiglio.
Il risultato della votazione dimostra che la protezione delle persone LGBTI è una questione che riguarda la società intera e che è sostenuta dalle maggioranze. In questo contesto, i liberi pensatori sperano anche che il “matrimonio per tutti”diventi presto realtà.
Chi siamo
L’associazione dei Liberi Pensatori Svizzera sostiene un’etica laicoumanistica in cui i diritti umani hanno un ruolo centrale. Si impegnano per la causa delle persone non confessionali e rappresentano una visione del mondo scientificamente plausibile.