I Giovani UDC Ticino prendono atto con scetticismo dell’iniziativa parlamentare lanciata in pompa magna oggi dai Giovani del Centro, che hanno chiesto un assegno fiscale del valore della metà delle imposte cantonali pagate nell’arco di 5 anni per i giovani formati che scelgono di rientrare a lavorare in Ticino.
“Si tratterebbe di uno sconto agli esenti” così Diego Baratti, presidente dei Giovani UDC, critico verso la proposta che verrà presto discussa anche in parlamento “Si andrebbero a rimborsare tramite assegno i giovani che tornerebbero per guadagnare degli stipendi sotto i 3000 CHF, e che hanno quindi un imponibile già bassissimo”. Una proposta del genere andrebbe nella direzione opposta a quella auspicata dai Giovani del Centro: verso una istituzionalizzazione del working poors, creando così tramite lo sconto fiscale un motivo ulteriore per giustificare i salari bassi per i giovani.
Secondo i Giovani UDC, per invogliare i giovani a tornare a lavorare nel nostro Cantone c’è solo una via, ed è quella di permettere a chi vuole lavorare di lavorare con degli stipendi adeguati, e lo stato deve creare le condizioni quadro affinché chi crea lavoro non sia ostacolato, agendo contro la burocrazia che soffoca i cittadini e i giovani che vogliono fare impresa. Inoltre, occorrerebbe rendere la manodopera frontaliera a basso costo meno attrattiva, andando finalmente ad applicare il concetto di preferenza indigena. Solo in questo modo il Ticino potrà ritornare ad essere un cantone dove i giovani possono lavorare, vivere, realizzare i propri sogni e creare una famiglia.