L’altro giorno passeggiatina turistica direzione Santa Maria Maggiore, in val Vigezzo, passando dal lago Maggiore, Locarno, Brissago fermata per caffè e brioche a Verbania. Chiaro, subito va detto che il fatto che siamo sul lago vi è un impatto differente che nelle montagne, sebbene il fascino delle montagne sia altrettanto suggestivo. Zone di confine molto turistiche dove i prezzi sono esageratamente “pompati”, ma anche questo fa parte del gioco del turismo. Salita poi verso Domodossola per fermarsi nel paese meta del nostro viaggio. Un paesino ben tenuto, in ordine, capitale mondiale degli spazzacamini, tanto che hanno il loro museo, con persona addetta a spiegare le gesta dei loro uomini in Francia e nel resto del mondo, con bambini piccoli, sfruttati all’inverosimile. Aneddoti, veri o non veri non è dato da sapere, ma certamente emozionali. Storie di gente povera che grazie alla professione è riuscita a sfamare le proprie famiglie, andando a cercare lavoro. Alcuni trovando fortuna e protezione dei vari monarchi francesi altri lavorando e rientrando in inverno, sperando che nella vicina Lombardia si poteva lavorare anche nei mesi freddi. Al ristorante poi ha prevalso la gentilezza delle giovani cameriere (Osteria bar Pizzeria Al Cortiletto che consigliamo,) come anche le pietanze servite; nostrane, abbondanti e buone. Anzi troppo abbondanti. Un girettetto nel paese, dove non circolano vetture, ben curato e caratteristico, con le persone tutte, diciamo tutte molto gentili. Nei negozi il personale vestito con i costumi caratteristici del luogo danno un valore aggiunto al clima di tranquillità della regione. Ritorno in direzione Locarno con la mitica Centovallina o Vigezzina dipende dal punto in cui si sale, per snodarsi velocemente tra curve e contro cure, ponti e altre diavolerie in un contesto naturalistico e di gole scavate dall’acqua e dal vento molto suggestivo. A Locarno il nostro accompagnatore Domenico Barenco dell’omonima ditta di trasporti pubblici di Faido , ci ha poi
riportato a casa in Leventina. La passeggiata di famiglia allargata termina così con molta soddisfazione di tutti i partecipanti. Ma alla fine ci poniamo una questione dopo una così frizzante ed entusiasmante giornata, nella sua semplicità e spontaneità: ma come mai non si riesce a far decollare il turismo nelle nostre vallate dell’alto Ticino, stimolando anche? Non abbiamo la soluzione, o forse l’avremmo anche ma desideriamo solo stimolare il pensiero e far riflettere, in particolare quegli addetti pubblici che hanno stipendi da capogiro e dovrebbero loro mettere la regione nella condizione ideale per permettere il decollo del turismo e conseguentemente l’economia della regione. Ma che ognuno faccia pure le sue riflessioni e nel frattempo, visto che continuiamo da decenni a riflettere e creare gruppi di lavoro, le nostre valli si spopolano irrimediabilmente… (ETC/rb)