Maria me lo aveva detto con messaggio sul telefono, se avessi raggiunto il suo paese natio avrei trovato persone ospitali e la leggerezza della terra. La leggerezza della terra…che affermazione profonda. Per pura combinazione, a distanza di qualche giorno, ricevo un invito che calza a meraviglia per verificare di persona quanto scrittomi da Maria, un viaggio di qualche giorno in provincia di Chieti: la sua terra.
La partenza è programmata dalla stazione centrale di Milano, con me un gruppo di colleghi giornalisti. Cavoli, sono il più vecchio! Dopo meno di sei ore di viaggio ferroviario arriviamo a Pescara; ad attenderci un finto autista di cui scriverò tra breve. Da Pescara a bordo di un pulmino ci trasferiamo in provincia di Chieti, prima tappa il Castello di Septe a Mozzagrogna. Il castello è una bellissima costruzione medioevale interamente ristrutturata e adibita per la ricezione turistica. All’interno c’è festa, due giovani sono convolati a nozze. Dribliamo gli invitati. Il tempo di posare i bagagli nelle rispettive stanze e subito a tavola per la cena.
Ci vengono serviti piatti a base di pesce, deliziosi e raffinati: esaltante il polipo in insalata con tartufo nero locale. Beviamo vini bianchi, due Trebbiani, mesciati direttamente dal finto autista! Non è in realtà un autista ma il gentilissimo Maurizio, il responsabile commerciale di una delle più belle espressioni enologiche dal territorio: la Cantina Tollo. Sarà un ottimo compagno per tutto il nostro viaggio. Tra una portata e l’altra mi informo sul lavoro della cantina, la vendemmia, i vini, le etichette, il mercato. Vini celebri e famosi in tutto il mondo come il Montepulciano d’Abruzzo, ma anche gli autoctoni riscoperti come il vitigno Cococciola dalle origini ancora dubbie e tipico della zona di Chieti. Viene vinificato sia nella versione ferma che in quella spumante e si rivela una graditissima sorpresa.
L’indomani, dopo colazione, raggiungiamo la piccola cittadina di Villa Santa Maria. Qui ha sede uno degli istituti alberghieri più importanti d’Italia: l’Istituto “Giovanni Marchitelli” e, come se non bastasse, da decenni da questo piccolo comune sono partiti e partono centinaia di cuochi che hanno lavorato e lavorano presso le grande famiglie nobili d’Europa e nei più prestigiosi ristoranti e hotel del mondo. Significativo il ricordo di Giovanni Spaventa per ben 18 anni operativo presso il Grand Hotel Cipriani di Venezia. In poche parole abbiamo raggiunto la capitale dei cuochi, o meglio: dei “Cochi” come si usava dire un tempo.
Che bella espressione “Coco”, quanto vorrei venisse usata al posto di “Chef” che di italiano non ha proprio nulla. Pensieri e desideri personali a parte, qui a Villa Santa Maria da tanto tempo ogni anno va in scena una rassegna dedicata proprio a cuochi, motivo per cui le giornate sono ricche di incontri culturali, dibattiti, momenti festosi e gli spettacoli delle pentole: i cooking show. Quest’anno ai fornelli si alternano i ragazzi e i docenti dell’istituto, ma anche chef stellati come Davide Pezzuto e chef abituati alle telecamere dei programmi TV come Bartolomeo Errico. Il Maitre Chocolatier Massimo Tavoletta, e tanti sapori, ingredienti, ricette, il tutto sapientemente amalgamato dalla presentazione della collega Maddalena Baldini.
Io e miei compagni di viaggio alterniamo gli eventi in città con una visita presso il vicino comune di Tornareccio dagli amici dell’apicoltura Tieri.
In realtà da queste parti di apicoltori ce ne sono diversi e i mieli prodotti sono di primissima qualità. i Tieri hanno una storia nel settore che risale al 1930, sono ottimi produttori, gentili e ospitali, producono una decina di varietà di mieli che raccontano la biodiversità italiana. Praticano il nomadismo in apicoltura. Non lontano da Tornareccio c’è la piccola città di Quadri conosciuta come la città del tartufo. Un pensiero vola subito alla cena della sera precedente e all’abbinamento mare terra che ho menzionato. Durante la giornata sia a pranzo che a cena abbiamo modo di gustare i piatti realizzati nelle cucine dell’istituto dagli stessi allievi coadiuvati dai docenti. Bravi, complimenti a tutti, ragazzi e insegnanti, anche loro straordinariamente gentili e ospitali. Inizio a capire Maria. Al calar del sole sovvengono due simpatiche curiosità: A Villa Santa Maria molti “Villesi” sono chef, sindaco compreso e, nel lontano 1500, qui nacque e visse San Francesco Caracciolo indiscusso patrono dei cuochi.
Il giorno dopo si parte di buon ora per una visita al castello di Roccascalegna. Di probabile origine Longobarda fu eretto su uno sperone roccioso e dalla sua suggestiva posizione domina il borgo medioevale. E’ uno dei castelli più importanti dell’Abruzzo. Dal castello al mare. Raggiungiamo quella che viene definita la Costa dei Trabocchi. E’ il litorale Adriatico della provincia di Chieti caratteristico per la presenza dei trabocchi. Sono particolari strutture da pesca costruite su palafitte con un bagaglio storico culturale interessantissimo. Storia e leggenda si miscelano sulla loro origine mentre per la costruzione venivano usati legni adatti alla resistenza alla salsedine. Per molto tempo sono stati mezzi di sostentamento per tante famiglie, oggi elementi turistici di primo piano. Ci attende Bruno il titolare del Trabocco Pesce Palombo in località Fossacesia. Ci gustiamo una grande espressione di cucina tipica marinara e godiamo appieno di una cornice unica dove la natura e l’ingegno rispettoso dell’uomo sono ancora elementi vivi. Una piacevole nota enologica viene rappresentata dal bianco, fresco e delicato vino Pecorino della cantina del finto autista: l’amico Maurizio. Nessuno di noi vorrebbe più muoversi, l’intenso profumo del mare, il rumore dell’onde che si infrangono contro i pali del trabocco, l’atmosfera gioviale e la grande piacevolezza dei cibi appena gustati. Ma il dovere ci chiama, a Villa Santa Maria altri cooking show si attendono.
Da attenti spettatori seguiamo gli chef che si alternano sul palco tra ingredienti tipici come il pecorino di Farindola, le uova di gallina Atriana, il grano Solina, e la loro bravura, esperienza e simpatia. Vedo preparare l’uovo in purgatorio di Davide Pezzuto e l’hamburger scomposto di Bartolomeo Errico ma anche tante altre creazioni che rendono il pomeriggio piacevolissimo. Le ore passano serene, arriva sera è tempo di altre sorprese. Lasciamo Villa e ci rechiamo ad Atessa. Maurizio ci offre un altro spaccato enogastronomico di questo meraviglioso comprensorio territoriale.
Sapori semplici, tipici quanto unici, formaggi, salumi e i celebri arrosticini di carne ovina, il tutto abbondantemente annaffiato da un ottimo Montepulciano d’Abruzzo riserva Cantina Tollo. Che maniera deliziosa di finire una splendida giornata. Finisce la giornata e finisce anche il mio viaggio, domani si ritorna a casa, con qualche etto in più ma tanto, tanto più ricchi. Si, mi sento più ricco perché ho conosciuto persone speciali e sapori unici, ho appreso cultura e mi sono inebriato di bellezze naturali. Avevi ragione Maria. E’ successo tutto questo nella tua terra, la terra dei “Cochi”.
Fabrizio Salce