La Diana di Bellinzona festeggia i 130 anni: è la società venatoria più vecchia nel Cantone e ha dietro di sé una lunga, variegata storia di persone, avvenimenti, ripopolamenti di selvaggina, catture, lotta ai nocivi e ai predatori, assemblee, creazione di bandite, guardacaccia, reati in materia di caccia, ecc. Un caleidoscopio di vicende ma anche di cacciatori e di selvatici. Vista l’eccezionalità dell’evento, il comitato ha incaricato il giornalista luganese Raimondo Locatelli di allestire un libro, appena uscito, a suggello di questo straordinario giubileo. In questo senso, la pubblicazione (190 pagine) può certamente rappresentare una piacevole e singolare strenna natalizia per chi ama conoscere il Bllinzonese e più in generale il Cantone Ticino, per amici e conoscenti, estimatori di questo particolare aspetto della vita sociale ed aggregativa, ma anche per chi nutre sincera, ragionata deferenza per l’habitat che ci circonda.
Nel volume – riccamente illustrato ed introdotto dalle prefazioni del presidente Gianmarco Beti, del consigliere di Stato Claudio Zali e del neo-presidente della Federazione cacciatori ticinesi (FCTI) Davide Corti, nonché dell’autore Raimondo Locatelli – è tracciato l’istoriato dal 1894 ad oggi di quest’associazione, la «nonna» della trentina di società di caccia presenti in Ticino e tuttora mossa da vitalità ed impegno a difesa delle tradizioni ma anche in ossequio ad una caccia moderna e rispettosa dell’ambiente.
Ma non è affatto un volume che si limita alla Diana presente nella nostra capitale. Infatti, tratta svariati altri argomenti che superano i confini cittadini: si parla dei grandi carnivori del passato nel Bellinzonese soffermandosi sulla presenza attuale del lupo (segnatamente in Valle Morobbia) e si illustrano le preziose carte «antiche» di cui trattano le apprezzate e documentate ricerche del bellinzonese Marzio Barelli a proposito specialmente di lupi ed orsi catturati nella nostra regione nei secoli passati; sono esposti diritti e doveri nelle leggi sulla caccia emanate a Berna e nel Cantone Ticino; si parla di bandite di caccia e di zone di tranquillità in vigore negli ultimi decenni nel nostro distretto ma anche in tutti gli altri a livello cantonale; si descrive l’Unione cacciatori Giubiasco e dintorni, istituita nel 1919 ma che nel 2017 ha deciso la fusione con Diana Bellinzona; in altri capitoli si ricordano «protagonisti» come armaioli, cacciatori notissimi, scrittori, bracconieri e persone dedite in mille modi diversi a questa radicata tradizione venatoria, tutti con il merito di aver vivacizzato il passato della nostra città e il contado, lasciando tracce indelebili su verbali e fra la gente; non meno significative le pagine che attestano la presenza di guardacaccia sia nelle bandite federali di fine Ottocento sia da fine Novecento ai giorni nostri nei singoli Circondari, non trascurando funzionari che si sono distinti all’Ufficio caccia e pesca nella gestione dell’attività venatoria su piano cantonale.
Un libro, insomma, che tratta non soltanto di argomenti locali, ma ha l’ambizione di sviluppare una miriade di problemi e situazioni che, appunto, travalicano i confini di Bellinzona e dintorni per documentare, con dovizia di dati ed informazioni, non pochi aspetti – dalle catture di selvatici ai vistosi lanci di starne, fagiani e lepri in particolare, dalla gestione di bandite di caccia a gravi episodi di bracconaggio, dall’importazione (a tratti persino… propositata) di animali soprattutto da Paesi dell’Est europeo all’abbattimento di nocivi o predatori, senza dimenticare le colorite vicende legate al Parco di allevamento a Gudo con le tanto discusse «gabbie d’oro», ecc. – della «storia», minuta ma avvincente, del fenomeno-caccia in Ticino. Un’autentica miniera di ragguagli d’ogni natura, frutto di una ricerca spassionata ma molto impegnativa e pertanto assai laboriosa da parte dell’autore e di chi lo ha aiutato con documenti ed immagini, frugando fra verbali, giornali, riviste e, soprattutto, consultando annate (sull’arco di oltre un secolo) di pubblicazioni conservate alla Biblioteca cantonale di Lugano ma anche all’Archivio di Stato di Bellinzona.
Il libro, messo in vendita a 40 franchi, è edito dalla Società cacciatori Diana di Bellinzona, con prestampa della Graficomp SA di Pregassona e stampa a cura della Salvioni arti grafiche di Bellinzona. Al finanziamento ha contribuito pure un gruppo di generosi sponsor ai quali Diana Bellinzona esprime la propria viva gratitudine.
Per l’ordinazione del volume di Raimondo Locatelli, disponibile a partire dal 20 settembre circa, occorre rivolgersi a questo recapito:
Salvioni Edizioni, via Ghiringhelli 9, 6500 Bellinzona,
tel. 091-821.11.11 libri@salvioni.ch www.salvioni.ch