Potremmo fare gli auguri di Buon Anno, elencando le speranze, i sogni, e le aspettative di ognuno di noi. I soliti rituali di bilanci gonfiati che lasciano il tempo che trovano e aspettative riposte sapendo che stiamo parlando del nulla. Ci raccontiamo a noi stessi le favolette che la speranza nel futuro va riposta con molta positività, quando sappiamo bene che ogni anno che passa sarà sempre peggiore per la classe operaia, o meno volgarmente chiamata ceto medio, sempre che definiamo una volta per tutte cosa sia il ceto medio, con l’impressione che questo ceto sia scomparso del tutto, per un sommo volere di una economia che vuole favorire la minoranza dei ricconi a scapito di un buon 90% di popolazione che arranca verso una meta ignota; oseremmo dire verso il burrone. Ostentiamo sui socials serate goliardiche, con champagne, chinoise a volontà e grande festa, per poi ritornare ai temi di sempre. Mi domando con quale faccia tosta i politici ci augurano il Buon anno sapendo che nel 2025 dovremo pagare piu’ tasse, piu’ premi malattia, gli alimentari aumentano, la benzina aumentata a dismisura, il tutto con la scusa di una guerra che non finisce e che gli stessi politici, invece di aiutare il proprio popolo si invischiano in sostegni economici folli, per poi piangere in casa propria e, tanto per citarne uno, versare la 13esima AVS decisa nel 2024, solo a dicembre 2026!
Con che coraggio ci sciorinano cifre e dati che mostrano la crescita economica (ci domandiamo per chi?), con che coraggio ci dicono che i posti di lavoro aumentano (per chi? 80mila frontalieri!) con che coraggio ci dicono che non ci sono soldi quando foraggiamo un reggimento di persone in assistenza che potrebbero lavorare, oppure diamo invalidità e disoccupazione a chi non la merita, alzando muraglie di difficoltà a nostri cittadini che la meritano. Ma con che coraggio ci inviano gli auguri di Buon Anno sapendo che hanno tagliato sulla socialità, che vogliono estremizzare l’economia a favore di pochi, penalizzando i tanti! Va bene ce li facciano pure gli auguri, preferiremmo che invece degli auguri applicassero delle soluzioni a favore della gente aiutando chi ha veramente bisogno e non foraggiando migliaia di impiegati statali senza nemmeno controllarne il lavoro che eseguono, perché la meritocrazia nello Stato non sa da essere. Che trovino soluzioni vincenti; mezzi pubblici economici, salari minimi dignitosi, aiuto ai giovani che vogliono studiare (che ottengono risultati evidentemente), sostegno economico a quei oltre 50enni che vengono licenziati unicamente perché sono un costo sociale elevato per le aziende! E potremmo continuare all’infinito, a dimenticavo ora vi e’ l’intelligenza artificiale che risolverà tutto! Cosa tutto! Sarà l’ennesimo strumento in mano ai ricchi per “schiavizzare” la popolazione rendendola “serva” di un sistema che ha fallito in ogni suo linea.
La società va ripensata alla svelta, facendo veramente gli interessi della popolazione e non unicamente gli interessi dei grandi gruppi economici. Ma qualcuno si e’ accorto che il piccolo imprenditore stà scomparendo? Vabbe’ per oggi la finiamo qui e auguriamo Buon Anno, cercando di rattoppare e aggiustarsi il tiro per non trovarci fra qualche mese a giocare a scopa sotto un ponte!
(ETC/rb)