Mancano pochi giorni ed assistiamo ad attacchi violenti di alcuni “talebani” dei partiti storici nei confronti del nuovo che potrebbe avanzare. Tipo quei “bastardi” cosa pensano di fare, noi da 100 anni abbiamo fatto il bene del paese e via dicendo. Girate nelle “bettole” di paese e ne sentirete di tutti i colori. Assistiamo anche a potenziali candidati che hanno paura di non essere eletti nel loro paese dove hanno vissutto per oltre 30 anni, cambiare domicilio per avere la scusa di non presentarsi in lista. Di tutto e di più. Di questi giochini poco importa, forse proprio nei paesini o paesotti dove il nuovo fa paura, vuoi perché la gente è stufa di non arrivare a fine mese e vuoi anche perché per la prima volta alcuni movimenti con giovani “osano” affacciarsi. Le stanno provando di tutte per fermare il pericolo del nuovo che avanza, senza rendersi conto che il confronto con nuove teste potrà solo portare a benefici per la popolazione. Ma certi partiti, che da anni monopolizzano (e non sempre in maniera positiva) non accettano che il mondo possa evolversi e trovare nuovi interessanti sbocchi. Quando poi sentiamo “chi li i è giuvan i capis nota” detto al bar in maniera spregiativa, ci viene una rabbia. Come facciamo a far fare esperienza ai giovani se non gli diamo la possibilità di entrare in questi consessi? Ma per certi partiti i giovani sono quei figli dei loro amici di merenda, avvocati e laureati, che di certo non hanno il coraggio di alzare la testa perché …. Tutti lo sappiamo. Di questi giovani non sappiamo che farcene.
Nulla è cambiato rispetto 25 anni fa. Vi racconto esperienza personale: almeno 25 anni fa ero stato contattato da vari partiti per entrare in CC del mio paese. Accettai per un partito storico che mi permetteva, a parole, ampio margine di azione personale. Eletto al primo affacciarsi alla scena politica paesana, chiesi alla dirigenza di quel partito di cui facevo parte cosa fosse un’iniziativa e un’interpellanza ocme anche una mozione. La risposta fu che se non so niente potevo risparmiare di mettermi in lista. Queste persone che mi hanno risposto così oggi sono ancora in lista per consessi comunali vuoi CC e/o Municipio. Per onore della cronaca chiesi a un collega di un altro partito il quale mi diede tutte le risposte e degli esempi passati fatti.
A QUESTO MODO DI COMPORTAMENTO CHE NOI SIAMO OSTILI E NON CAPIAMO COME SI POSSA DIRE DI ESSERE VICINO AI GIOVANI QUANDO POI SI FA DI TUTTO PER LASCIARLI NELL’IGNORANZA POLITICA.
Certo lasciare i giovani nell’ignoranza politica fa comodo, perché permette ai vari senatori che da oltre venti anni tengono le briglia dei vari comuni a loro esclusivo piacimento (i risultati sono lì da vedere, negativi sotto ogni profilo).
E’ UN’OCCASIONE D’ORO PER I GIOVANI DI VOTARE GIOVANI. TUTTI GLI AMICI CHE HANNO I GIOVANI DOVREBBERO IN MASSA VOTARE QUEI GIOVANI CHE NON SONO I SOLITI FIGLI DI PAPÀ MA CHE SONO GIOVANI CHE LAVORANO, RIDONO, SCHERZANO E DEVONO FAR QUADRARE I LORO CONTI PERSONALI. A QUESTI NOI DAREMMO LA MASSIMA FIDUCIA.
Chi ha capito ha capito, chi non vuole intendere non si lamenti poi se nel so comune di appartenenza si perdono posti di lavoro, le ditte scappano e il turismo è assente. Dipende solo da fino a che punto si ama dove si vive!
E sia chiaro che non stiamo parlado di partiti, a noi interessa che nei comuni vi sia gente libera da condizionamenti, giovani e donne per lo più e che abbiano voglia ed entusiasmo di appartenere a quella compagine che lavora effettivamente per la popolazione tutta. (ETC/rb)