Di certo il Tour de Suisse è una kermesse di festa che aggrega molta popolazione in giornate allegre e spensierate, avvicinando il ciclismo alla popolazione. Vi è ciclismo amatoriale, il nostro e quello professionale che entusiasma per le gesta sportive dei corridori (con qualche dubbio che permane sulle prestazioni fuori dall’umano). Ogni Comune di arrivo di tappa o di partenza di tappa deve stanziare vari biglietti da mille per far fermare la carovana. Sulla bilancia vanno messe le entrate e le uscite. Il tutto con contorno di grande visibilità, ma a che prezzo! Quello che un po`lascia l’amaro in bocca sono alcuni punti che danno fastidio considerando i budget del TdS stesso che non sono briccioline. Macchine di grossa cilindrata a benzina/diesel con grande inquinamento, idem per le motociclette; da una carovana così ricca ci aspettiamo l’obbligo del buon esempio, chiamasi veicoli elettrici o almeno ibridi. Punto secondo questi veicoli sfrecciano in paese a velocità folli, sorpassandosi come dei “criminali”, non curandosi delle persone a bordo strada, anche bambini. Come
mai possono sfrecciare a velocità oltre al limite consentito, mettendo in pericolo la vita stessa loro e dei tifosi? Pensate che se noi viaggiassimo a 145 kmh in autostrada sui 100 kmh consentiti, ci “becchiamo” almeno 3 mesi di revoca e multe salatissime, con iscrizione sulla fedina penale per 2 anni almeno, citando che siamo dei criminali della strada. Un metro e due misure. Come mai non vengono transennati i circuiti, in particolare nei paesi dove si affolla la gente per metterli in sicurezza? Naturalmente spese di transennamento a carico degli organizzatori del TdS. Piccole osservazioni di chi ama il ciclismo ma che al tempo stesso ama l’ambiente e la sicurezza delle persone. Oppure, perché sono loro, allora tutto è accettabile e condivisibile? No grazie. Quando poi ci scapperà il morto tutti a piangere ipocritamente. (RB)