“Ostaggi è un’emozione, un’emozione vissuta più e più volte che alla fine ho sentito la
necessità di fissare su carta, anzi, Ostaggi è tutte le emozioni che non mi permettevo
di provare” ci racconta Titta, l’attrice e cantautrice fiorentina autrice appunto di *Ostaggi*, che ci spiega come questo brano, il cui testo è stato vincitore nientemeno che del Premio Mogol, sia diventato il suo personale Manifesto delle
Emozioni. Poche righe che racchiudono tantissimo, autobiograficamente.
Titta racconta come si era illusa di sentirsi più
forte bloccando le emozioni che provava, bloccandole attraverso il cibo.
Dal brano l’artista forse non
appare ‘risolta’, ma lascia vedere una luce che Titta ha effettivamente trovato, la luce del
cambiamento.
Titta dice che questa canzone è un augurio, cito testualmente le sue parole:
“Auguro a
tutti quelli che ascoltando Ostaggi ci si riconoscono di poter scegliere di
imparare ad amarsi ogni giorno un po’ di più, perché odiarsi non serve poi a molto,
ma soprattutto gli auguro di imparare ad accettarsi così come sono”, perché *Ostaggi* è
anche questo: accettazione di sé in musica.
*Ostaggi* ci ricorda che non si può cambiare niente combattendo ma che bisogna prima passare per l’accettazione e l’amore di noi così come siamo e, un passo alla volta, sentirsi grati per ciò che siamo e lasciar andare per aprirsi a qualcosa di nuovo.
” *Ostaggi* è aver trasformato tutti i miei mostri in qualcosa di bello” racconta Titta, ricordando che questo suo primo brano, che la introduce nel mondo dei cantautori, è stato come scegliere di smettere di avere un sorriso di circostanza e sentirsi ok così com’è, sentirsi vera… Sentirsi abbastanza.
Questo è il messaggio scritto che Titta vuole dare: “essere se stessi, anche quando ci fa sentire
piccoli e sbagliati, è comunque sempre la chiave per tutto quello che vogliamo realizzare”