di seguito la mail di >>AGNA inviata ai parlamentari a sostegno dell’emendamento al Preventivo 2023 del Cantone per il potenziamento del Servizio violenza domestica della Cantonale presentato da Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini con la precisazione
– che con l’aumento dell’organico, nei casi di violenza domestica, venga riservata altrettanta attenzione alle vittime di sesso maschile quanto quella riservata alle vittime di sesso femminile
Onorevoli Gran Consiglieri
Gentili Signore, Egregi Signori
L’edizione di sabato 10 dicembre de “La Regione” riferisce dell’emendamento al Preventivo 2023 proposto dalle deputate Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini per il potenziamento del Servizio violenza domestica della CantonaleL’articolo, che alleghiamo, spiega anche con dovizia di particolari le motivazioni che hanno spinto le deputate a proporre il potenziamento in oggetto.
AGNA, che si batte dalla sua costituzione per il diritto dei minori ad avere relazioni serene con ambedue i genitori (padri e madri), dopo la loro separazione o divorzio promuovendo nella società e nelle Istituzioni:-la bigenitorialità, anche dopo separazione o divorzio
-il mantenimento dell’autorità parentale congiunta
-la custodia alternata come criterio di base per la definizione dell’affido dei figli
-la corretta quantificazione dei rispettivi oneri di mantenimento
condivide le preoccupazioni e le motivazioni delle signore Merlo e Mossi Nembrini e vi invita a sostenere l’emendamento, con una aggiunta:
– che con l’aumento dell’organico, nei casi di violenza domestica, venga riservata altrettanta attenzione alle vittime di sesso maschile quanto quella riservata alle vittime di sesso femminile
È indubbiamente vero che, nelle relazioni di coppia, troppi maschi non si sanno comportare da uomini, ma, come correttamente riportato nel “Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica” questa lacuna la si riscontra anche nelle rappresentanti del sesso opposto.
Tuttavia, quando si parla di vittime, si parla sempre di donne.
I soggetti maltrattanti sono sempre gli uomini, le donne mai.
Eppure, si sa che ci sono, e addirittura si presume che i casi conosciuti rappresentino una minoranza per il fatto che l’uomo è restio a denunciarli, perché si vergogna.
Anche la Convenzione di Istanbul, entrata in vigore in Svizzera il 1° aprile 2018, pur mettendo in primo piano la tutela della donna in virtù del numero sproporzionato di vittime, inserisce per la prima volta in un trattato internazionale la possibilità che vi sia violenza femminile contro gli uomini.
Lo fa a partire dal preambolo riconoscendo che «anche gli uomini possono essere vittime di violenza domestica» la quale, come si legge nell’articolo 3 (comma 2), «designa tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo famigliare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima»
Nel capitolo III relativo alla prevenzione, chiede che gli Stati garantiscano “un’ampia diffusione presso il vasto pubblico delle informazioni riguardanti le misure disponibili per prevenire gli atti di violenza che rientrano nel campo di applicazione della presente Convenzione”.
Senza escludere il fatto che «anche gli uomini possono essere vittime», chiede di mettere in atto una campagna di sensibilizzazione per prevenire anche la violenza domestica contro di loro.
Come giustamente segnalano le gran consigliere, “Tra i compiti dei collaboratori del Servizio violenza domestica, un ruolo sempre più importante è svolto dalla prevenzione, anche tramite la formazione, la sensibilizzazione e l’informazione; quindi, la “rivendicazione” di AGNA è pertinente, ma affinché il Servizio possa adempiere efficientemente ed efficacemente al compito, servono persone preparate e in numero sufficiente.
Maggiore consapevolezza del fenomeno da parte della comunità, e maggiori possibilità di chiedere aiuto per gli uomini che si sentono oppressi, possono evitare l’escalation di crisi domestiche ed evitare reazioni drammatiche.
Grazie per l’attenzione
Cordiali saluti
Pietro Vanetti
Presidente AGNA