Andiamo con ordine. Le votazioni cantonali erano molto importanti per il futuro della vita stessa del Cantone in ambito di scuola, mobilità e sanità.
I docenti, o meglio il loro sindacato capitanato dal rosso Raul Ghisletta (PS) hanno subito un secco no da parte della popolazione. Interpretiamo come il popolo sia maturo e mandi un messaggio chiaro alla classe dei docenti. La gente vuole una scuola migliore, che abbracci tutti i temi e non cerottini che fanno comodo solo ad una classe sindacale e non tengono presente che la scuola media va rivista nella sua totalità della tematica. Cosa ci hanno sottoposto i maestri sostenuti dal partito socialista è inaccettabile per la maggior parte della popolazione (non è nostra opinione ma il risultato della votzione popolare) e in particolare per i genitori che vivono con i loro figli che frequentano la scuola media un percorso difficile e tutti ne sappiamo il motivo. Il desiderio del popolo in ambito scolastico è quello di dare mandato ai politici e studiare, indi proporre una revisione globale del sistema scuola e non i soliti cerottini che favoriscono solo una parte del complesso organico scuola. (Si ricorda che nella classifica generale in Svizzera il livello scolastico ticinese è cattivo ultimo).
Vittoria risicata per l’on. Zali per la mobilità, comunque vittoria è stata per la tassa di collegamento. Ora ci aspettiamo che le promesse fatte da parte dello stesso ministro vengano mantenute, aspettandoci diminuzione del traffico e una maggiore sensibilità della popolazione verso il servizio pubblico che dovrà essere ramificato e potenziato, tenendo presente anche le zone discoste dai grandi generatori di traffico.
La legge EOC non cambia, questo è quanto è scaturito dalle urne e ha sconfessato l’on. Paolo Beltraminelli esprimendo paura di dare al settore Privato troppo margine di azione a scapito del pubblico.
Giù le mani dagli ospedali, l’iniziativa del MPS (a sinistra molto a sinistra) promossa e sostenuta da Matteo Pronzini, sindacalista muro contro muro è stata bocciata in quanto gli argomenti dei promotori non sono stati tali da convincere la popolazione. Per mantenere situazioni attuali di ospedali di prossimità che lasciano molti dubbi sulla loro vera connotazione, ben venga il mantenimento degli ospedali nelle zone discoste, ma mirati per le vere necessità della popolazione che vive in queste regioni. Ecco semplicemente il mantenere le strutture solo per mantenerle e avere tema ideologico politico significherebbe solo un ritardo dello smantellamento, se invece si studieranno strutture di pronto intervento mirate per le zone discoste, con ogni probabilità queste potranno essere garantite a medio-lungo termine. Questa sembra essere il desiderio della popolazione scaturito dalle urne.
Se poi sentiamo le dichiarazioni dei vari promotori e politici cantonali, ecco che assistiamo al solito balletto, dove invece di analizzare i risultati si continua a fare demagogia e partitica come e ideologia filosofica, che non permette di analizzare razionalmente le tematiche. Ancora una volta partito contro partito senza troppo tener conto del desiderio della popolazione. Ci sembra che le votazioni servirebbero proprio per dare delle indicazioni ai politici di come proseguire alla ricerca delle soluzioni. Abbiamo invece l’impressione che così non sia e allora serve a poco andare a votare se chi deve raccogliere i risultati non vuole sentire e vedere cosa la popolazione indica. In politica ci vuole la giusta visione creativa delle soluzioni, ma tenendo sempre presente le linee direttive tracciate dalla democrazia popolare. (ETC/rb)
Una nota negativa è la percentuale di partecipazione: nemmeno uno su due hanno votato in Ticino !!! Anche queto è un dato che dovrebbe far riflettere…