Giornata calda e soleggiata quella di sabato 3 settembre a Lugano. Allo stadio di Cornaredo diverse centinaia di persone si sono preparate sin dalle prime ore della mattina per assistere al più entusiasmante e colorato carnevale a due ruote del mondo.
Alle ore 12:00 in punto ha preso il via la settima edizione della Red Bull Alpenbrevet, la più pittoresca, goliardica e originale carovana di motorini che, da Lugano, attraverso gli impegnativi tornanti di Gravesano e Arosio, si è spinta sulle sponde del Lago Maggiore, in Italia, per rientrare sul Ceresio dal Gambarogno e dal Ceneri.
Almeno quattro ore di puro divertimento che ha coinvolto un migliaio di partecipanti che, dalla prima mattinata, sono arrivati a Cornaredo in sella al loro motorino abbigliati nei modi più divertenti e assurdi.
E non soltanto le persone, giovani e anziani mascherati nei modi più impensabili, ma gli stessi motorini erano un puro spettacolo.
Dai modelli anni Ottanta e Novanta andando a ritroso nel tempo, nella quasi impossibilità di incrociarne uno che non fosse in qualche modo personalizzato.
Manubri che rievocavano Harley Davidson con rimorchi, borsette vintage e marmitte luccicanti che non si sarebbero viste in altro posto se non alla Red Bull Alpenbrevet.
Alla linea di partenza sono confluiti quattro gruppi di 250 motociclisti partiti a distanza di un quarto d’ora l’uno dall’altro con caschi vichinghi ed elmi militari, cappelli dalle forme più assurde, ragazzini con giacche a vento, uomini in tenuta da montanari o con divise militari. E tutti su motorini addobbati con fiori, peluche, bandiere, frange di pelle attaccate ai manubri.
Una grande festa dove professioni, condizioni e ruoli sociali sembravano essere scomparsi per lasciare posto al più puro e sfrenato divertimento.
Niente competizioni o gare, ma solo tanta voglia di passare una straordinaria giornata in compagnia.
A ritmo di musica rock si sono preparati alla partenza leggiadre ballerine classiche, monaci, preti, suore, contadini in tradizionali costumi tirolesi, ma anche centurioni romani, idraulici e improbabili aviatori.
Dalla linea di partenza è sfrecciato pure un inquietante becchino carico di una bara di cartone, portata sulle spalle per oltre cento chilometri sulle strade del Ticino e per le impervie vallate del Luinese, ma anche Mat Rebeaud, trentaquattrenne svizzero campione di motocross freestyle, insieme alla moglie ancora in abiti matrimoniali e al testimone delle loro recentissime nozze.
Partenza che, per il secondo anno consecutivo, è stata data dal sindaco di Lugano Marco Borradori.
Ed è stato proprio lui ad esprimere al microfono il suo entusiasmo prima di inforcare simbolicamente il motorino, smontare dal suo ruolo istituzionale e unirsi per un breve tratto, indossando un casco da poliziotto, a questa incredibile e coloratissima carovana.
Aria carica di tensione, musica ad alto volume, conto alla rovescia e ….via!!!
Un viaggio al quale per la prima volta in assoluto è stato presente anche Jonny Walker, il campione britannico di hard enduro che nel 2015 ha dominato la stagione vincendo tutti e quattro i principali eventi disputati, il Tough One, l’Hell’s Gate, il Red Bull Hare Scramble e la Red Bull Romanians.
Ma tra i protagonisti di questo strepitoso sabato, è stato anche il mitico Kari Kreidler, il famoso appassionato di motorini della Confederazione, noto anche per aver inciso la canzone Mi Nama isch, diventata inno ufficiale del Teffli Rally.
Un personaggio assolutamente indimenticabile e anticonformista nel perfetto spirito di questa giornata, la Red Bull Alpenbrevet, di cui incarna alla perfezione stile e spirito.
Alle 16:30 hanno superato la linea d’arrivo i primi motociclisti, segnati da un percorso davvero impegnativo per il tracciato e il sole cocente ma tutti con un sorriso riflesso di una giornata sicuramente indimenticabile.
Jonny Walker, tra i primi rientrati a Cornaredo, non ha esitato a rilasciare una breve intervista, esprimendo tutta la sua soddisfazione anche per aver visto e conosciuto luoghi meravigliosi.
La parte più impegnativa, ha dichiarato il giovane britannico, sono state ovviamente alcune salite dove ha dovuto pedalare per spingere il motorino ma, fortunatamente, è riuscito a completare il tracciato senza problemi tecnici.
Ha sorriso ricordando il momento in cui ha dovuto fare rifornimento e ha speso solo due miseri “franchetti”.
Entusiasta dell’evento si è ripromesso di ripetere l’esperienza, magari in compagnia di qualche suo amico.
La testimonianza di Jonny Walker è la conferma di un’avventura indimenticabile, conclusasi con la consegna dei premi a coloro che sono riusciti a compiere il percorso nel tempo più vicino alla media di tutti i partecipanti.
La giornata è quindi terminata con una coinvolgente serata dove protagonista è stato il DJ Fatoni, la cui musica ha ritemprato le forze ai mille eroi del motorino.