Commentiamo una notizia apparsa in questi giorni sui media. Un istituto bancario si ritira dalla cordata di investimento per una grande cattedrale nel deserto. 16 mio certi un anno fa, ora non lo sono più e chi li ha bisogno sta facendo la voce grossa con i piccoli finanziatori, “tesserati”, per cercare di dare la dimostrazione che il miracolo può essere fatto. Se una banca fa un passo indietro o si ritira significa semplicemente che l’affare è bislacco e probabilmente non genera alcun attivo. Non abbiamo mai visto un briciolo di umanità negli istituti bancari, solo redditività allo stato puro. di Solo i comuni della regione, fessacchiotti, credono nel miracolo e concedono fideiussioni milionarie ad un progetto che doveva decollare ma è ancora fermo a terra. Ora ci si chiede se tutte quelle energie messe e che ancora dovranno essere spese abbiano un senso. Ma ci chiediamo terra a terra: si sono spesi milioni nel capoluogo della valle per una pista di pattinaggio (ops ora si sa di che parliamo) che è un gioiello e non si poteva potenziare questa e farla diventare la sede ufficiale per quel club di valle che milita in serie A. Ma così succede con tutto, per accontentare le brame di alcuni si creano piste ovunque, ai tempi erano i campi di calcio e poi di tennis, ora pianure incolte e piene di sterpaglie. Idem con strutture sociali, che non si riesce a fare un discorso di pianificazione territoriale, solo per accontentare, ancora una volta, gli amici degli amici. Poi si tenta di lottare per mantenere quello che non si potrà mantenere, parliamo di ospedale e via dicendo. Facendo in questo modo si frazionano le potenzialità delle varie strutture, rendendole sempre meno difendibili. Questa non è politica di valle ma autodistruzione di valle proiettata nel futuro. Poi non lamentiamoci se… (ETC/rb)
E che per piacere non si usino i soldi della comunità per queste brame singole di protagonismo: la gente, ha bisogno di lavoro e benessere per tutti e non solo per alcuni eletti.