Una stagione pazza sotto certi versi, dove le ticinesi si erano presentate con obiettivi minimi da raggiungere. Questi obiettivi sono stati raggiunti con estrema difficoltà da parte del Lugano e molta fortuna e per l’Ambri ora si tratta di ottenere la salvezza, loro obiettivo prioritario.
Non vogliamo intervenire su affermazioni poco felici proprio da parte della dirigenza leventinese, oggi vogliamo analizzare, secondo noi, la stagione regolamentare conclusa delle due ticinesi.
HCAP
Una squadra indebolita rispetto la passata stagione, vedi perdita del fenomeno Kubalik, ma rinforzata nello spirito. Si conferma la forza di Cereda, allenatore motivatissimo e legato ai valori del club e del territorio. Ha saputo trasmettere questi valori ai giocatori e non ammette prime donne. L’unica prima donna deve essere tutto il gruppo. Martoriato da infortuni all’inverosimile, che ne ha scombussolato di partita in partita la composizione della squadra, creando non poche difficoltà tecniche. La mano sicura dell’allenatore ha continuamente dato vigore ai giocatori, tanto da inserire dei giovanissimi sconosciuti e provenienti da Biasca che si sono integrati al meglio nello spirito del gruppo. Ogni partita è stata una lotta, hanno divertito e giocato bene, con il cuore e si sono adoperati tutti per la causo, sacrificandosi a prendere colpi proibiti, a fermare il puck che arrivava veloce per proteggere la propria porta. Insomma molte le partite perse con il minimo degli scarti, che avrebbero potuto vincere. Bastava un nulla per agguantare, con merito diciamo noi, i Play-off. Ma forse, ancora la mentalità deve essere rafforzata, sebbene l’Ambri, a differenza degli anni passati, ha lottato per 60 e/o 65 minuti, sempre, con foga, voglia di onorare la maglia che portano. Qualche nota negativa a riguardo di rendimento di alcuni giocatori l’abbiamo vista, ma qui lasciamo continuare il campionato e finirlo con la meritata salvezza, che arriverà prima della finalina, ne siamo certi. Questo Ambri non è più la cenerentola del campionato, ma una signora squadra che va rispettata e temuta. Basta abbassare la guardia e ti ferisce con gol rapina o con gol di spettacolo puro. Un giocatore ci sentiamo di nominarlo perché reputiamo abbia veramente dato un tocco personale con i suoi gol, il suo fiuto e l’intelligenza del suo gioco; Mat D’Agostini. Tutto sommato l’Ambri si trova dove tutti pensavano si trovasse, ma non illudiamoci, ancora qualche mese e questo Ambri sarà un cliente fisso nei Play-off. Cereda e i giocatori lo meritano.
HCL
Il Lugano quest’anno è stato un giocattolino incomprensibile. Sulla carta i giocatori li ha tutti. Ha voluto affidarsi a una nuova gestione, pensando di iniziare un periodo innovativo con tante vittorie. La realtà si è subito rivelata diversa, sebbene le prime partite hanno illuso tutti sulla forza del club. Nulla di tutto ciò. La gestione Kapanen è stata la peggiore mai vista a Lugano dall’avvento dei Play-off. Questo personaggio ha rovinato tutto quanto di bello questo Lugano aveva fatto negli scorsi tre anni di campionato, raggiungendo ben due finali per il titolo, poi perse. Kapanen si è intestardito a far giocare chi non rendeva, ha bruciato un campione come Spooner, senza mai farlo giocare, lo stesso giocatore dopo un passato recente glorioso in NHL si è “incazzato” su come veniva trattato e ha chiesto di lasciare le sponde del Ceresio. Ora in Russia è una star che segna gol su gol. A Lugano bisognava almeno dare la possibilità di mostrare il suo valore e talento. Ma Kapanen non si è limitato a questo, ha messo in panchina, che dico, in tribuna Klasen che comunque è un giocatore con la “G” maiuscola, anche se a nostra memoria dopo sei anni non ha mai dato l’acuto verso una vittoria del titolo. Rientrato con il cambio di direzione tecnica del club, Klasen ha dimostrato tutto il suo valore ed attaccamento ai colori bianconeri. Ha insistito, sempre Kapanen, a dare spazio a giocatori che non hanno graffiato mai e Domenichelli, con troppo ritardo ha deciso in concordanza con la dirigenza di allontanarlo. Ma il danno era fatto. Chi è arrivato? Un certo Pelletier che ha ripreso un club alla completa deriva, iniziando a farli giocare con le basi del gioco: difendere, passare, tirare! Il gioco alla fine è sempre questo. In situazione disperata alcuni giocatori si sono svegliati e hanno iniziato a far vedere qualcosina. Non tanto, ma almeno l’amalgama della squadra è stata ricreata. Poi una cavalcata di vittorie e belle prestazioni che a 4 partite dalla fine dava il Lugano al sesto posto con 6 punti di vantaggio sulla linea. Era fatta, hanno pensato tutti, noi compresi, ma proprio Pelletier ci mette del suo nel rovinare tutto, e questa non è una novità. Contro il Friborgo, scontro diretto che si doveva vincere per mettere la parola fine e si ai Play-off un secco 6-3! Maturato con un cambio di giocatori incomprensibili. Klasen in tribuna il portiere Schlegel riserva, insomma i due che meglio giostravano li ha esclusi. Una follia di un personaggio che ha dato sentore di fregarsene della maglia. Contro il Berna, altra direttissima per arrivare ai Play-off, peggio ancora, sconfitta per 6:0 alla Corner Arena. Tutto bruciato per incapacità di gestire una situazione favorevole. I giocatori andati nel pallone, l’allenatore che non si è scaldato troppo, insomma questo è Pellettier, un allenatore non vincente…
Il Berna e il Lugano in parità con Berna una partita da recuperare. Grazie al Davos e poi al Losanna, il Lugano ha raggiunto, lo diciamo immeritatamente, il suo obiettivo minimo, i Play-off. Troppi giocatori non più si identificano nel club e sono li solo a prendere lo stipendio, e che stipendio!. Ora arrivano i Play-off contro il fortissimo Zurigo, sarà una Via Crucis o per incanto il brutto anatroccolo si sveglierà. Di certo il posto nella massima lega per la prossima stagione è salvato.
Lunedì la Lega deciderà il da farsi, complice il Corona Virus e vedremo che succederà. Di certo sulla piazza bianconera si dovrà fare molta pulizia.
I tifosi: da ambo le parti sono encomiabili salvo quei pochi cretini che vanno allo stadio per fare casino. I club, in particolare in alta valle, minimizza i fatti e questo è grave, molto grave. Il presidente, con certe sue affermazioni, da tifoso poco razionale, fomenta l’innalzamento della temperatura presso quei tifosi, non li chiamiamo tifosi, che usano le partite e le situazione per sfogare le proprie frustrazioni.
Se noi dovessimo dare una nota globale a fine Stagione regolamentare ai due club ticinesi da 1 a 6 daremmo queste valutazioni:
• HCAP 4- Cereda 5
• HCL 3 Pelletier 3
(ETC/rb)