Una festa importante, densa di significato che ora sembra essere solo occasione per qualche nostalgico di sinistra di riaffermare il diritto al lavoro. Un diritto al lavoro che ci è stato portato via da una politica scellerata che ha anteposto la redditività alla persona umana. Tornare indietro sarà difficile, a meno di una grave crisi che potrebbe riaffermare il valore umano del lavoratori anziché solo la redditività. Abbiamo l’impressione che per la redditività si lasciano sul campo le conquiste del passato.
Quando assistiamo ai discorsi del primo maggio in questi ultimi anni, i relatori parlano solo per riaffermare più di altri il diritto al sindacato (così si paga la quota e loro al calduccio…) oppure stanno facendo propaganda partitica. Ebbene il primo maggio dovrebbe essere una festa dei lavoratori e il riaffermare il diritto di ogni persona al lavoro e non all’assistenza! Regolamentando magari chi realizza utili miliardari (mondo finanziario) con obblighi di far condividere tali utili anche a favore di quella classe che ha permesso, con il suo sudore, di far arricchire chi ora si arroga il diritto di levare la dignità ai lavoratori stessi. Cerchiamo tutti di farsi un passo nella direzione giusta per ritrovare il senso del lavoro e l’amore alla vita.
Sentir parlare consiglieri nazionali, anche di di sinistra ma con redditi alti, sentire parlare parlamentari GC, sentire parlare sindacalisti in poltrona calda con redditi sicuri, sentire parlare studenti di arrivare a fine mese, quando hanno i genitori che li foraggiano, non pensiamo facciano bene alla vera causa dei lavoratori…
Ci rendiamo conto che stiamo ancora cercando di discutere per il salario minimo, oppure che per il sindacalista Ricciardi che parla di reinserimento… tutta teoria. Cosa ci dicono di oltre 8000 persone in assistenza, di cui secondo il CdS Vitta solo 1500 sono reintegrabili nel mondo del lavoro. O noi non capiamo nulla oppure i problemi sono grandi, enormi che meritano meno parole e molti più fatti. E le soluzioni ci sono e sarebbero attuabili dall’oggi al domani e che la smettino di parlare di accompagnamenti e storie varie. Il primo maggio voleva sentire soluzioni concrete, così, come sempre, non lo è stato.
(ETC/rb)
“Il meglio del vivere sta in un lavoro che piace e in un amore felice.”
(cit. Umberto Saba)