Se una comunità può dire di essere viva lo deve soprattutto alla cultura, alla vivacità delle sue proposte. Allora la continuità di una stagione teatrale è un gran bel segnale. L’Associazione Amici del Teatro di Locarno, che della comunità locarnese è un perno da 35 anni, ha battuto un colpo con la presentazione della nuova stagione: venti spettacoli a partire dal mese di novembre sino ad aprile. Con un paio di proposte parallele: lo spettacolo in occasione dell’assemblea dell’Associazione il 3 ottobre, e il concerto, offerto dal Casinò di Locarno a fine ottobre, “In viaggio con Enzo” eseguito da Paolo Jannacci e la sua band. La stagione di prosa propone tanti bei nomi pronti a tornare in scena e convincere il pubblico che si tratta di una stagione di qualità. Da gli Oblivon a Giuliano Musso, Gianluca Guidi, Giampiero Ingrassia, Emilio Solfrizzi, Carlotta Natali, Michele Di Mauro, Natalino Balasso, Ambra Angiolini, Antonello Fassari, Alvia Reale, Gabriele Vacis, Maria Paiato, Tullio Solenghi.
Ottimi spettacoli proposti in generi diversi. Gli Oblivion: un quintetto che svaria tra nostalgia e modernità, tra giocoleria e cabaret, tra intrattenimento leggero e satira. Si ride con “La strana coppia” uno spettacolo di qualità, con gag messe in scena da un ottimo cast e da due grandi attori: Guidi e Ingrassia. Cosi come “L’anatra all’arancia” dove Solfrizzi & Natoli danno vita ad una pièce divertente, dinamica e frizzante. Sullo stesso filone arriverà Tullio Solenghi, dopo il successo della scorsa stagione con “I maneggi”, torna a interpretare Gilberto Govi nella commedia brillante
“ Pignasecca e Pignaverde”. Il grande autore Eduardo De Filippo è omaggiato con un testo intriso di profondità e potenzialità per raccontare le nostre emozioni, le nostre incertezze e le nostre ossessioni ne “La grande magia”.
La stagione sempre attenta alla contemporaneità e ai suoi drammi, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, in collaborazione con lo “Zonta club” di Locarno, ospita Giuliana Musso con la storia di una verità chiusa dentro ai corpi e che lotta per uscire allo scoperto.
In tema di teatro civile anche la storia vera di Franca Viola, la ragazza siciliana che a metà degli anni Sessanta fu la prima, dopo aver subito violenza, a rifiutare il cosiddetto “matrimonio riparatore”. Il romanzo di Viola Ardone (Einaudi) prende spunto da quella vicenda, la evoca e la ricostruisce, nell’interpretazione di Ambra Angiolini. Uno spettacolo intenso ma pieno di humour è “Farà giorno”, riflessiva e anch’essa ricca di humor: “Boston Marriage” Una commedia di donne e d’amore di David Mamet. Con il loro entusiasmo, forza e freschezza ritornano, con “Sette a Tebe” da Eschilo, i tanti giovani attori e attrici di Pem condotti da grande regista Gabriele Vacis. Insomma tante cose con il tagliando d’abbonamento che continua a essere fisso a CHF 320.00 per dieci spettacoli, la promozione per chi si abbona per la prima volta con la riduzione del 25%.
Tutte le info su www.teatrodilocarno.ch.