“SEPARARSI INSIEME. L’opportunità della mediazione familiare” è il libro realizzato dal Consultorio dell’Associazione Comunità familiare con il patrocinio del Dipartimento delle istituzioni – Divisione della giustizia, presentato questa mattina in conferenza stampa a Lugano. L’autore è Mauro Aldeghi, Mediatore FSM con specializzazione in mediazione familiare, in organico da 15 anni presso il Consultorio di Cf; il progetto è stato fortemente voluto e sostenuto da Renata Dozio, già direttore del Consultorio.
Il Consultorio familiare, diretto dal gennaio 2018 dall’avv. Deborah Solcà (Direttore generale dell’Associazione Comunità familiare), è attivo dal 1972 come struttura ambulatoriale che opera nelle sedi di Lugano e di Bellinzona; è riconosciuto dallo Stato e da esso parzialmente sussidiato. Offre tre servizi specifici: di Consulenza-terapia alla persona, alla coppia e/o alla famiglia, di Mediazione familiare, di Ascolto dei figli minorenni (previsto dall’articolo 298 del Codice di procedura civile). Il Consultorio propone inoltre il Gruppo per i neo papà
in collaborazione con lo Studio Levatrice di Bellinzona e il Gruppo di parola per figli di genitori separati.
Mauro Aldeghi (al centro della fotografia in alto)
SEPARARSI INSIEME. L’opportunità della mediazione familiare
Consultorio dell’Associazione Comunità familiare
Fontana Edizioni
Di fronte alla scelta di un partner di “gettare la spugna” quasi mai c’è margine per salvaguardare la coppia. Al contrario c’è molto da fare per disfare quanto tessuto insieme – magari in anni di vita condivisa – e per proteggere i figli da una situazione che non hanno scelto ma che li riguarda.
“Separarsi insieme” può allora rappresentare un atto generoso e responsabile – e necessariamente reciproco tra gli ex partner – che acquisisce ancora più forza se ci sono dei figli di cui prendersi cura. Anche perché le conseguenze della separazione coinvolgono tutti e gravose sono le scelte da fare: la separazione è irreversibile?

Chi prepara le valigie per andare a stare dove? Come ripartirsi i soldi a fine mese? E se non dovessero bastare che fare? Come garantire sicurezza e benessere ai figli confrontati a un forte stress emotivo?Come suddividersi le cose in comune?
Questi interrogativi sono gli stessi per tutte le ex coppie ma molto diversi sono spesso i punti di vista personali su come affrontarli.
La separazione non è un semplice evento quanto piuttosto un percorso a tappe e non si limita alla separazione giudiziale, che può rappresentare sì una delle tappe, anche se spesso sono altre le priorità da gestire nell’immediato.
Qui entra in linea di conto la mediazione familiare che rappresenta un’opportunità nella gestione globale della separazione.
Come descritto nel libro “Separsi insieme”, la mediazione è una tipologia d’intervento nell’ambito della separazione, finalizzata ad aiutare i partner a prendere accordi funzionali durante tutte le tappe della separazione. Si distingue dunque dalla terapia (che si concentra nel superamento di uno stato di sofferenza) o dal patrocinio legale (che è improntato sulla difesa dei diritti del cliente).
La proposta di mediazione familiare è senza dubbio ambiziosa, “separarsi insieme” implica un impegno concreto: per evitare l’insofferenza in chi è promotore della separazione; per non lasciare in preda alla disperazione chi si sente abbandonato; per mantenere vivo il dialogo e l’unione negoziale (nonostante la crisi e la frattura coniugale); per recuperare la pazienza e la ragionevolezza nel trovare soluzioni adatte (quando si vorrebbe invece risolvere “tutto e subito” magari demandando a terzi il da farsi); per evitare di esporre i figli, o ancora peggio, coinvolgerli nei conflitti tra marito e moglie.
La proposta forte della mediazione è quella di rendersi disponibili a “tendersi la mano” nonostante tutto e nel procedere “mano a mano” nel separare quanto creato insieme durante la realizzazione di un progetto di vita in comune.
La mediazione familiare si propone allora come un luogo e uno spazio per tentare di spiegarsi e di fare ordine, per provare a ridefinire i bisogni e le priorità attuali di ciascun membro della famiglia, per cercare di trovare soluzioni sostenibili e sufficientemente soddisfacenti per tutti e, quando è opportuno, per legalizzare presso il tribunale gli accordi presi.
La mediazione è caratterizzata dall’espressione e dall’ascolto reciproci, ma anche dalla responsabilizzazione e dal rispetto vicendevole
Di tutto ciò parla il libro pubblicato dal Consultorio dell’Associazione Comunità familiare: dei limiti e delle possibilità della mediazione familiare. Mauro Aldeghi lo fa attraverso la spiegazione di alcuni concetti, ma soprattutto attraverso delle storie di vita vissuta di coppie incontrate nella stanza della mediazione.
Alcune di queste storie dimostrano grande capacità di adattamento. Altre trasudano di sofferenza e di fatica ma anche di commozione e di speranza. Soprattutto quando le soluzioni adottate di comune accordo hanno condotto sì alla fine del rapporto di coppia, ma anche alla trasformazione del legame familiare.
Lo sforzo nel continuare a prendersi cura del legame, come testimoniato bene alcuni, si è rivelato un punto di forza nell’affrontare le stagioni successive della vita di famiglia. Di quella famiglia composta da genitori e figli che continua ad esistere e, quasi sempre, si è allargata e popolata di altri membri, nonostante la fine dell’unione tra marito e moglie.
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