Per la stagione 2025 il Dazio Grande presenta un nuovo programma, ricco e differenziato. Accanto ai numerosi e vitali appuntamenti di eventi variegati, quest’anno la Fondazione indice anche un piccolo e qualificato “Festival” tematico, con incontri distribuiti lungo l’arco di tutta la stagione e legati tra di loro da un contenuto “forte”; “Alpi in transizione”, una riflessione sui profondi cambiamenti in corso nella regione alpina. Si intrecciano temi ambientali, sociali, economici e culturali, per capire e vivere al meglio e con coscienza comunitaria la nuova realtà del nostro territorio.
Il programma culturale che da diversi anni viene proposto al Dazio è strettamente connesso al luogo e al territorio in cui si svolge. Il Dazio è un imponente edificio storico situato al limite meridionale dell’Alta Leventina dove ha inizio la gola del Piottino. Costruito nel 1561 e gestito per tre secoli dagli urani, ha svolto la funzione di dogana per le merci, luogo di riposo per gli animali e locanda per i viaggiatori. Caduto in disuso, dopo un importante lavoro di restauro, è stato aperto al pubblico alla fine degli anni ’90.
La sfida alla quale si è confrontata la Fondazione è stata quella di ridare vita al Dazio, reinterpretando e valorizzando, evidentemente con un’accezione contemporanea, le funzioni e i ruoli che la struttura ha ricoperto nella sua storia.
Il ricco e variegato programma proposto si prefigge di rafforzare il ruolo del Dazio come luogo privilegiato d’incontro, di scambio e di condivisione di esperienze. Attraverso i vari eventi si vuole sviluppare un originale dialogo per esplorare, raccontare in ambito artistico, musicale, letterario realtà molto vicine ma anche tematiche di stretta attualità.
Il principio che attraversa l’offerta culturale è quello di aprirsi alle diverse forme di cultura, assicurando uno spazio e valorizzando le diverse sensibilità artistiche e sociali. Le molteplici iniziative sono pensate per essere fruibili da un pubblico di tutte le età e di ogni provenienza.
Basta scorrere il programma per riconoscere questi elementi cardine e come, sull’arco di nove mesi, si propongono mostre (pittura, fotografia), esposizioni, concerti (aperti a esperienze musicali diverse), conferenze, dibattiti, escursioni e atelier.
L’edizione 2025, pur mantenendo la sua struttura consolidata, presenta alcune novità di rilievo; accanto ai molteplici e vitali appuntamenti, la Fondazione ha voluto inserire un “Festival” tematico: “Alpi in Transizione”, una profonda riflessione sui cambiamenti in corso nella regione alpina. Un “Festival” che mira a intrecciare temi ambientali, sociali, economici e culturali.
Numerosi e competenti sono gli specialisti che ci aiuteranno a riflettere e dibattere negli otto appuntamenti che confluiscono nel Festival. Nel suo insieme però il programma offre numerose altre attività che contribuiscono ad alimentare la riflessione sulle tematiche del Festival.
Una seconda novità che ci preme segnalare è il ciclo di tre conferenze “Finanza e territorio”. Attorno a questo tema si confronteranno numerosi qualificati relatori attivi in ambito finanziario, economico e politico.
In conclusione vogliamo rivolgere un sentito ringraziamento ai numerosi amici, ai Comuni di Prato Leventina, Quinto, Faido, all’OTR Bellinzonese Alto Ticino e al DECS che con il loro sostegno ci consentono di realizzare questo programma.
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