La situazione che si è venuta a creare successivamente alla demolizione di un’ala dell’ex-Macello non fa bene all’immagine e alla coesione di Lugano.
Il PPD si è sempre opposto a ogni tipo di violenza fisica e simbolica, perché siamo abituati a costruire ponti, mediando fra posizioni anche molto distanti, allo scopo di trovare delle soluzioni che consentano una convivenza pacifica fra diverse visioni della persona umana e della società.
Crediamo fermamente nel nostro ordinamento democratico che esige da tutti il rispetto della legge e che prevede che l’Autorità politica abbia il controllo su quella di polizia. Nel caso in questione emerge la necessità di fare al più presto chiarezza sui fatti e sulle responsabilità.
Confidiamo pertanto che l’inchiesta della Magistratura sia rapida e che riesca a gettare luce sulle diverse zone grigie di quanto successo: in particolare sulle informazioni circolate all’interno del Municipio, sui ruoli della Polizia comunale e della Polizia cantonale, su probabili interventi esterni, sulle informazioni date dalla Polizia alle autorità politiche e sulla proporzionalità degli interventi delle forze dell’ordine.
In attesa dei chiarimenti del Ministero Pubblico la Politica deve tornare a lavorare per risolvere un problema che è cantonale e non solo luganese.
Il PPD di Lugano esige che il Consiglio comunale, i Partiti e i Gruppi siano informati dal Municipio quanto prima e coinvolte nelle prossime decisioni, ma si aspetta pure che anche l’Autorità cantonale si assuma le proprie responsabilità e si impegni a trovare una soluzione a una questione che concerne tutto il Cantone.
I fatti di sabato scorso hanno fatto emergere la necessità di trovare in tempi rapidi un nuovo spazio, adeguato e duraturo, nel quale possa esistere e si possa esprimere una forma di aggregazione non tradizionale quale l’autogestione, sulla base di una nuova convenzione vincolante che assicuri pacifica convivenza e rispetto reciproco per le persone e per le idee.
Ora si tratta di riallacciare un dialogo che purtroppo già in precedenza è stato molto difficile a causa delle rigidità che hanno prevalso sulle posizioni moderate di ambo i fronti, volte a consentire un’esperienza di vita alternativa. Speriamo che tutti quelli che hanno protestato per quanto successo sabato scorso, si adoperino anche per facilitare un incontro tra l’autogestione e le Autorità comunali e cantonali.
L’Ufficio presidenziale della Sezione PPD e GG di Lugano