Festeggiare Alptransit come opera ci stà tutto, in quanto solo una piccola Nazione come la Svizzera, tecnologica e lavoratrice, riesce a fare una grande opera, la più grande al mondo. Ma attenzione, ci si è riusciti grazie al sacrifico di alcune vite umane, alle quali ci inchiniamo, e grazie al sacrificio di migliaia di operai e minatori stranieri che hanno trovato in questo cantiere una opportunità lavorativa.
Grazie a tutti per quest’opera di valore straordinario, in grado di rendere per alcune giornate tutti gli Svizzeri esclusivamente Svizzeri e non di etnie diverse. Un secondo pregio dei festeggiamenti di oggi e di domani è la possibilità di far entrare tutti i cittadini che lo desiderano, le FFS parlano di 30 mila visitatori oggi (ci sembra un po’ esagerato) e mostrare la filiera delle eccellenze ticinesi. Interessante, così ci hanno riferito i nostri collaboratori presenti, la presenza di molti Svizzero Tedeschi, che a velocità supersonica si sono ritrovati in una Full Immersion ticinese, apprezzandone l’organizzazione e la varietà di un Ticino laborioso e orgoglioso di essere Ticinese.

Domani altra immersione a Pollegio per presenziare ad un momento storico, che va oltre i discorsi del 1 giugno, dovuti e pragmatici, ma che non sono l’espressione vera della popolazione. Sarà poi interessante quantificare le sinergie o l’indotto, vuoi turistico che economico, di quanto è stato speso con i soldi pubblici per festeggiare. Non sarà mai detto e non lo sapremo mai come ogni spesa pubblica, dove ci si trincera su sinergie e indotti mai quantificati …
Sugli effetti positivi o meno di Alptransit non è oggi, giornata di festa, la sede per fare questo genere di analisi, di certo, e questo è una certezza, cambierà il modo in interpretare la nostra vita, nel bene e nel male.
