Da oltre una decina d’anni, diciamo vent’anni, le cifre sul turismo in Ticino sono sempre in perdita di velocità. Ogni anno il balletto delle motivazioni dove si incolpa sempre e solo il meteo. I vari direttori delle agenzie turistiche, erano poi gli enti locali, che anche loro da oltre vent’anni sono incollati alla poltrona, continuano a non voler analizzare a fondo la situazione e a chiedere semrpe unicamente soldi per il turismo.
Pensiamo a quelle agenzie dislocate in luoghi di montagna, nelle valli dove tutto diventa più difficile e dove l’innovarsi sarebbe causa di successo. Innovarsi significa però dare molte energie proprie al turismo e non sempre, abbiamo l’impressione, che questi funzionari desiderano investire almeno del tempo e energie nel tentare vie innovative. In questo sistema economico, proprio perché sono funzionari, lo stipendio è comunque sempre garantito. Ma sia chiaro che il male non stà solo nella meteo o nei funzionari che da anni gestiscono i loro uffici come situazioni statiche e non con le emozioni e l’entusiasmo che impone questa professione. Oggi non si tratta di colpevolizzare funzionari o meno ma si tratta di capire cosa non funziona visto che la meteo non può venir sempre incolpata. Se piove piove, se vi è il sole vi è il sole, si innescano sempre delle motivazioni fuorvianti che scansano il problema. Diciamo subito che se questi funzionari arrivassero da attività imprenditoriali proprie, dove avevano dovuto investire risorse loro e se le cose non fossero andate bene avrebbero dovuto trovare le soluzioni per far fronte agli impegni, anche finanziari, forse avremmo personaggi che quando parlano sanno quello che dicono. Ed è sempre una impressione, che alcuni funzionari alla testa degli enti locali, filosofeggiano con le teorie senza sapere quel che dicono o peggio ancora senza fare i conti della serva. Uno più uno deve dare due e non può dare uno e mezzo. Da anni si finanziano gruppi di studio, Supsi e USI per dirci che le cose non funzionano. Quando sappiamo tutti come il maggior costo della vita in Ticino rispetto le Nazioni vicine non deve essere un ostacolo se ci si comporta con massima professionalità. Ma cosa significa massima professionalità? Basta con riunioni fiume di funzionari che non risolvono nulla, puntare sulla gentilezza, sul servizio, sulla qualità, avere una gastronomia storicamente territoriale, basta con i soliti tromboni polemici per secondi fini, basta politica e partitica nel turismo, vorremmo vedere operatori statali con gli scarponi da montagna .

Ci risulta difficile immaginare questi direttori che devono essere promotori di turismo e di innovazioni sul territorio, resta quietamente seduti in ufficio davanti a un Notbook e con qualche bella immagine del nostro Ticino dietro le spalle. Le nostre esperienze turistiche ci hanno fatto capire che il tema turismo e problematiche annesse vanno risolte assieme agli operatori, dicasi ristoratori e albergatori, ma non solo, e non bellamente senza alcun confronto o se ci si confronta tenere la posizione di prevalenza su chi rischia i propri soldi. Vi sono esempi in Ticino di operatori fantastici, che trovano nel marketing e nelle innovazioni, soluzioni strategiche per riuscire a far quadrare i conti. Perché se ci affidiamo ai funzionari che non hanno alcuna idea di cosa significa far quadrare i conti, difficilmente riusciremo a fare del turismo la nostra grande sfida per scacciare la crisi e ritrovare il benessere generale, non solo economico ma anche di qualità di vita. Siamo anche basiti dai milioni dati alla causa turistica, senza che vi sia una direttiva su come impiegare questi fondi pubblici, dando priorità non agli investimenti, ora fine a se stessi, ma all’approccio diverso con cui devono essere affrontate le tematiche. Turismo è emozione, entusiasmo e creatività. Tre parole a cui gli imprenditori cercano di avvicinarsi, ma che non trovano la giusta rispondenza verso quei funzionari che da oltre 15 anni monopolizzano posizioni e gioco forza non hanno più nel loro DNA, se mai lo hanno avuto, le giuste emozioni, l’entusiasmo e la creatività necessaria. Senza poi contare la demenzialità nostra, con un campanilismo infondato, pensando che ogni piccola regione abbia i mezzi e la necessità di proporsi individualmente. E sono temi veri. L’altro giorno un responsabile di un ristorante importante in un centro del sopraceneri ci confidava che con la gelosia e l’invidia si marcia sul posto, tanto da accennarci che quest’anno, ve lo diciamo, nel Locarnese si conta un meno 12%. L’altro giorno eravamo a Expo 2015 dove abbiamo organizzato un nostro evento a favore del territorio ticinese, creando anche ponti con zone limitrofe al Ticino, in quanto crediamo negli interscambi culturali e commerciali tra i popoli, con un programma di promozione di eventi in Leventina, nel Mendrisiotto e in tutto il Cantone Ticino, ci siamo visti accusare da politici di “grido” che è vergognoso che abbiamo favorito uno scambio con i “badin”. Due giorni prima, questa stessa persona, in occasione di una giornata ufficiale Ticinese (!) elogiava i “badin” per il grande lavoro svolto a Expo 2015, sottolineando come gli scambi tra le nostre regioni e nazioni sono alla base del successo economico e tra i popoli. Oppure di gente comune, che proprio a Milano Expo 2015 noi abbiamo promosso Incontro Gastronomico “Al nos mangee…” come evento leventinese, e subito ci hanno fatto rimarcare che non è evento leventinese ma di Faido. A queste condizioni, anche al privato che organizza e mette del suo senza chiedere nulla alla comunità ma lavora a favore della comunità stessa, cadono veramente le braccia. Così, con queste premesse, abbiamo sempre un’impressione che non si arriverà da nessuna parte e che ogni franco pubblico investito sia un franco gettato in un pozzo senza fondo e a perdere. A contribuire alle difficoltà degli imprenditori ci sono poi delle nuove leggi che chiedono standard di costruzione e di sicurezza elevati, follemente elevati, tanto da mettere in ginocchio molti imprenditori. Pensiamo solo alla situazione anti incendio. Sono chiesti investimenti di svariate decine di migliaia di franchi, a ristoratori che già per loro stessi sono in enorme difficoltà.

Pensiamo in particolare a quelli nelle valli dove l’inverno è lungo e la gente è poca. Ebbene anche queste situazioni non fanno che mettere in difficoltà i privati, che a questo punto chiuderanno i battenti a tutto discapito del turismo e del benessere proprio in quelle regioni dove sarebbe necessario avere maggiore comprensione. Ma ritorniamo al solito ritornello; anche in questo caso funzionari che non hanno la minima idea di cosa significa la gestione di un’attività privata, si intestardiscono mettendo in ginocchio, inesorabilmente in ginocchio, l’industria privata. A tutti questi funzionari si chiederebbe maggiore elasticità e consapevolezza che il loro stipendio viene garantito proprio dalle tasse di questi imprenditori privati, per cui forse la ruota potrebbe anche girare al contrario e mettere in difficoltà gli stessi funzionari. Cominciamo a ragionare in termini di stipendi a provvigione e ci spieghiamo. Se i dati sul turismo sono in negativo, vi sarà il prossimo anno il malus sullo stipendio del dirigente dell’ente locale, ma un malus importante, forse da far capire che i vari uffici turistici devono rimanere aperti anche il sabato e la domenica, almeno in quei mesi dove sarebbero sollecitati da turisti. E fa scandalo che funzionari di enti locali del turismo, in ogni ordine di grandezza, si mettano di andare loro stessi in ferie proprio in quei periodi dove dovrebbero essere presenti. Forse ancora una volta non si è capito cosa sia lavorare nel turismo !!! Ci diamo un’occhiatina per cercare di migliorare anche solo un pochino, ne va del nostro benessere generale! (ETC/rb)