(Abbiniamo foto di gastronomia per addolcirci la bocca) Da due decenni assistiamo ai teatrini dei vari partiti e dei vari attori politici, che si dicono dispiaciuti e amareggiati per il continuo aumentare dei prezzi. Solo parole e nulla più. Ora mancano ancora all’appello i vari MPS, Verdi e socialisti che chiameranno in piazza della foca la gente per contestare. Di solito un paio di centinaia di persone, perché quelli che lavorano non possono presenziare e magari non vogliono neppure.
Di fatto le soluzioni ci sono ma nessuno ha il coraggio di affrontarle. Meglio e più chic contestare, senza troppa veemenza per non innervosire i vari attori della sanità, chiamateli assicuratori, medi, farmacisti e istituti di cura. Un sistema che è scoppiato a cui bisogna porre rimedio. Non è possibile che una famiglia con un figlio maggiorenne, moglie con franchigia 2500, marito e figlio con franchigia 300, si veda recapitare una fattura-premio (premio è una parola sarcastica) di fr 1068 al mese, dove inglobati vi sono 67 fr per le complementari minime totali per i tre membri. Se il reddito fosse sui frs 6000.- lordi mensili, probabilmente questa famiglia non avrebbe diritto ai sussidi e sarebbe obbligata, vedi affitto, premi, comunicazioni, rifiuti e altri balzelli e in più deve mangiare e vestirsi per cui la moglie dovrebbe lavorare.
Ne va a sgretolarsi il nucleo famigliare. Stessa situazione con famiglie con figli giovanissimi dove i due genitori devono (non per la pelliccia o le ferie, ma per vivere) lavorare. Si innesca un sistema deficitario dal profilo anche sociale, che potrebbe rispecchiarsi in futuro in costi sanitari e sociali enormi proprio per la mancanza del nucleo famigliare inteso come tradizionalmente dovrebbe essere inteso. In questa fotografia molto deprecabile di famiglia, le regioni delle valli hanno certamente maggior valore qualitativo rispetto i grandi centri.
Ma se le autorità preferiscono continuamente versare 100 milioni in sussidi per aiutare chi non ce la fa a pagare i premi, e non basteranno più, anziché una volta per tutte affrontare il tema al nocciolo senza guardare in faccia a nessuno.
E le soluzioni si sanno:
• cassa malattia unica con prestazioni uguali per tutte (equivale anche a menori costi di amministrazione)
• non sussidiare più nemmeno per un franco le cliniche private (parliamo di ca 80 mio all’anno)
• razionalizzare le grandi tecnologie nei vari ospedali (che senso ha avere 4 postazioni Tac in quattro ospedali diversi!
• Verificare le ricette mediche e favorire (obbligare) a far uso di generici
• Escludere alcune malattie e meglio se chi ha un semplice raffreddore, può benissimo acquistare egli stesso le gocce o le pastiglie per guarire (vi sono anche rimedi naturali)
• Verificare l’operato dei medici (inutile che vado dal mio medico di famiglia e mi fa le analisi del sangue e altro, per poi inviarmi da uno specialista che esegue anche lui le stesse analisi)
• Levare le convenzioni capestro che hanno i medici con le casse malattie e cantone per i pazienti delle case anziani. Qui il potenziale di risparmio è enorme… (potremmo documentare l’operato di alcuni medici al riguardo). Una spartizione che a noi non piace per nulla, sulle spalle degli anziani e di tutta la comunità.
• Il sistema di provvigionamento dei consulenti assicurativi, va rivisto al ribasso. Chiaro che come consulente se mi trovo una cliente che è affiliata ad una cassa malattia, se le consiglio di andare in un prodotto della stessa cassa malattia che costa meno, non riceve alcuna provvigione. Se invece disdice il tutto e trasferisce il cliente in una nuova cassa malattia, riceve delle profumate provvigioni. (volete esempi: ne potremmo fare a iosa). Senza poi pensare ai super bonus per chi raggiunge risultati interessanti di cambi casse malattia. Al sistema di provvigionamento nessuno è escluso, ci permettiamo di dubitare anche delle varie associazioni consumatori come anche dei vari siti internet che propongono paragoni e possibilità di richiedere offerte.
• Chi ha semplicemente raffreddore o mal di gola o leggeri ferimenti (quelli che possono essere rimediati a casa con un po’ di disinfettante e cerotto, che vengano respinti ai pronti soccorsi).
• Mantenere alcuni Pronti Soccorsi inefficienti sono costi inutili. Meglio allora trovare altre soluzioni tra i privati operatori sanitari.

Ebbene, abbiamo letto molte prese di posizioni e anche osservazioni di luminari nel campo, e pensiamo che adottando questi sistemi, al mese il premio cassa malattia possa essere contenuto in frs 170.- per adulto e fra 40 per giovane, con franchigia 300 (adulto) e 0 (giovane).
Politicamente significa creare delle tensioni verso chi fino ad oggi presumiamo ci abbia “sguazzato” nel sistema, sfruttando anche un certo mancato controllo di ogni operazione. Forse invece adottando certe misure, i politici dimostrerebbero almeno una volta di operare a favore della popolazione, senza mettere sulla bilancia altri interessi.

Siamo certi che non cambierà nulla, che il cantone pagherà sempre più soldi per aiutare i cittadini (ma non è un vero aiuto è un tamponare), alle cliniche private saranno sempre corrisposti milioni per permettere ai ricchi di pagare meno cure costose e il contorno da Hotel 5 stelle, si sottrarranno risorse economiche importanti per la gente, e tutti dopo qualche reclamo ritorneranno a convivere con questa distorta situazione.
Ma potremmo continuare su un sistema contorto, in particolare su certi giochini delle istituzioni, che dicono e non dicono, mettendo in difficoltà chi veramente ne ha bisogno. Poi le casse, se per caso uno non ce la, iniziano con richiami a colpi di fr 40.- di supplemento, precetti esecutivi fino a escluderti dalle cure mediche….
E’ questa la società che vogliamo? (ETC/rb)