Ci isoliamo dai soliti piagnistei per vedere finalmente il bicchiere mezzo pieno e non come sempre guardare al passato e subire tutta questa negatività che ci rende apatici e di certo smorza l’entusiasmo di voler affrontare per le corna il toro. Prendiamo la famiglia tipo del nostro cantone, che ha l’unica esigenza di voler uscire, svagarsi senza essere collassata. Si può, eccome che si può. Evitiamo di pensare come dei perdenti, amiamo quello che facciamo e trasmettiamo il nostro entusiasmo ai nostri amici e clienti. Questo é il primo passo per avere successo. Proviamo a sederci con i clienti durante l’aperosederci e facciamo loro assaggiare degli stuzzichini sfiziosi. Basta con le noccioline e patatine, che sono il sistema principe per rendere il cliente non nostro ospite ma uno che non ci interessa. Diamo durante l’aperto un saggio della potenzialità del locale, rendendo i nostri clienti unici ed esclusivi. Questo é il primo passo di un cammino innovativo, ma non troppo, di avvicinamento strategico alla clientela. Guardiamo cosa ci offre il territorio, i nostri contadini sono gli unici che possono fornire le eccellenze locali sulle quali dobbiamo basare il nostro abboccamento agli amici turisti. Nella parola turisti noi intendiamo tutti, anche in particolare i residenti. Diamo la garanzia che nei nostri locali si promuovono prima i nostri prodotti, salumeria, formaggi, ortaggi, carne e vino con dolci tipici. Immedesimiamoci nel Ticino terra di eccellenze, viviamo le noi in primis e cerchiamo di coinvolgere anche i clienti in questa nostra fontana di emozioni territoriali. Un’occhio di riguardo anche al prezzo, importante ma non prioritario. Certo se noi serviamo un pezzo di formaggio delle nostre alpi dobbiamo far capire che in questa eccellenza gastronomica ci é la tradizione e il lavoro di nostri concittadini, che con enorme sacrificio dedicano la vita per cercare di produrre il meglio del nostro variopinto ventaglio gastronomico. Non dobbiamo vergognarci e sentirci frustrati nel servire le nostre semplicità, anzi ne dobbiamo andare fieri ed esserne orgogliosi di aver offerto la nostra storia sotto forma di eccellenza gastronomica. Anche perché il retro gusto della memoria ci fa ricordare quel sapore e quell’oste che ci ha dato da mangiare quel prodotto speciale, fornito dal contadino vicino, che ci ha fatto conoscere. Ecco la semplicità del marketing del nostro territorio. Dando questo sapore e questo ricordo abbiamo incoronato tanti nostri ambasciatori e così che funziona, assolutamente così, e che tutti se ne rendano conto. Il successo del turismo locale e interno passa assolutamente da questo cammino, primo biglietto da visita di un cantone ricchissimo di storia e cultura dove la gastronomia é il legante a tutto ciò.
ETiCinforma.ch / Roberto bosia