Il mondo è allo sfascio e anche il nostro piccolo cantone non sfugge questo stato di cose. Mai abbiamo approvato gli attacchi alle persone, in quanto vili e non costruttivi. Che siano i socialisti a scandalizzarsi questo ci fa un po’ stato in quanto loro rappresentanti non sono mai andati sul sottile, attaccando le persone, ma seppure non vogliamo entrare nel merito di quanto affermato dall’on. Bertoli, che offende di stiletto il popolo ticinese, merita assoluto rispetto come persona. Discutiamo i temi, approviamoli o no, ma mai le discussioni devono andare a mirare le persone. Sono troppi gli esempi che vanno a ledere la rispettabilità delel persone. Purtroppo i socialisti in Ticino sono per la maggior parte istruiti e pertanto cercano di essere taglienti con il linguaggio, sempre sul filo della dialettica che va oltre o tenta di andare oltre senza però oltrepassare il limite dell’attacco personale. Poi vi sono le eccezioni che lasciano il tempo che trovano. La conferma dei nostri articoli sul primo agosto e sui discorsi puntuale è arrivata prima ancora di quanto pensavamo. I politici, tutti, usano e strumentalizzano la festa nazionale per porre dei temi a loro favore e per cercare di sponsorizzare la propria persona e il proprio partito in ottica elezioni cantonali. Ecco perché noi chiediamo da sempre di bandire i politici dai discorsi del 1 agosto anche perché, onestamente ci dicono cose scontate e teoriche che sono distanti anni luce dal mondo reale. In quei paesi dove le autorità hanno invitato gente comune a parlare alla gente, sono apparsi discorsi veri, discorsi vicini a noi, di gente che vive il mondo reale e che sa quanto costa un litro di latte, magari anche le differenze dei vari negozi e delle azioni per poter spendere meno. Se invece continuiamo a dare spazio ai nostri politici, siano essi di sinistra oppure di destra oppure di centro (noi di differenze non ne vediamo assolutamente più) ci troveremo sempre confrontati con polemiche sterile che sono mediatizzate e sembra abbiano l’effetto desiderato da chi ‘’lancia’’ il sasso nello stagno, si siede ed aspetta l’effetto desiderato, amplificato, tanto per avviare polemica e fare, ognuno a proprio modo, la sua campagna elettorale. Siamo stufi di leggere sui giornali, sui blog e sui Social di insulti gratuiti a questo o quel personaggio. Dare, indirettamente, al popolo dell’ignorante è porsi su un piedestallo che offende la dignità delle persone. Chi lo ha fatto, ne ha avuto l’intenzione di farlo e pertanto non è meglio di chi replica in maniera diretta con insulti e attacchi alle persone. Vediamo di fare tutti un passo indietro, per salvaguardare quel poco di rispettabilità ancora rimasta e per onorare la democrazia come tale. Un bene inestimabile che da noi dovrebbe ancora essere il fulcro del nostro sistema di vita. Lottare e garantire a tutti di dire la propria opinione non è licenza di colpire al cuore le persone. Le discussioni vanno fatte sui temi, ma mai, e poi mai vanno attaccate le persone in maniera subdola oppure diretta. Il tema deve essere il centro della discussione, l’attacco alle persone è segno di debolezza e pochezza di argomenti. Abbiamo l’impressione che la pochezza appartiene a tutti e magari cercare di fare uno sforzo per trovare dei punti di incontro, seppure con idee diverse è categoricamente necessario, anche perché il continuare sulla strada intrapresa può portare a traguardi a noi noti ma che gradiremmo farne a meno. Le guerre di questi giorni sono il risultato di una situazione estremizzata iniziata da pochi insulti e storicamente protrattasi e esacerbata fino a giustificare l’uccisione di chi non la pensa come noi. Questo non lo vogliamo e allora sappiamo come comportarci con una preghiera a tutti i politici comunali cantonali e nazionali a fare loro per primi un passo indietro, dando il buon esempio, perché se da loro non arrivano gli esempi come possiamo pretendere che il popolo sia educato, sebbene da anni la popolazione si mostra ben più responsabile dei politici stessi, in quanto come priorità noi abbiamo quello di cercare di arrivare a fine mese. Per alcuni governanti il problema non si pone per cui difficilmente capiranno cosa andiamo scrivendo …. Noi vorremmo rimanere liberi e Svizzeri in uno Stato dove ognuno può esprimere civilmente la propria opinione senza che venga imprigionato o messo a tacere. Altrimenti ci avviamo a diventare come alcuni stati nel mondo….