Nel 2019 il Gran Consiglio ha deciso di riconoscere ai/alle docenti della Scuola dell’Infanzia il diritto a una pausa di almeno trenta minuti, dal momento che devono svolgere il proprio lavoro educativo anche durante il pranzo dei piccoli allievi e allieve.
Le difficoltà dei Comuni
La ricerca di personale per sostituire i/le docenti sulla pausa pranzo è risultata difficoltosa per tutti i Comuni, al punto che molti, per mancanza di interessati o di persone con i requisiti, non hanno di fatto implementato questa misura votata dal Parlamento cantonale. Di conseguenza molte/i docenti oggi non possono beneficiare della dovuta pausa.
Le motivazioni di queste difficoltà sono abbastanza ovvie, una su tutte: l’impiego offerto riguarda poche ore settimanali e proprio sulla pausa pranzo. Un’occupazione oraria così ridotta non è motivante per chi è in cerca di un lavoro.
Partendo da questa constatazione della situazione concreta insoddisfacente, con questa mozione si chiede come soluzione alla pausa pranzo per i/le docenti di Scuola dell’Infanzia di introdurre la doppia docenza, in modo che l’alternanza durante il pranzo dei bambini possa garantire ad entrambe/i i/le docenti anche la loro meritata pausa pranzo.
Questa soluzione, inoltre, dà risposta a tante altre problematiche, altrettanto importanti sia per le/i docenti, ma anche e soprattutto per i piccoli allievi.
Pausa pranzo per allievi e docenti
Dall’introduzione di Harmos la Scuola dell’Infanzia è diventata obbligatoria in Ticino a partire dai 4 anni, compresa anche la pausa pranzo.
Quale unico Cantone, in Ticino sono accolti facoltativamente nella Scuola dell’Infanzia anche i bambini di 3 anni. L’iscrizione prima dei 4 anni è facoltativa, tuttavia, una volta iscritti da parte delle famiglie, anche per questi bambini diventa obbligatoria la pausa pranzo.
Ciò significa che un/una docente si deve occupare di 20 e oltre bambini dai 3 ai 6 anni per 7-8 ore ininterrottamente, dall’orario di entrata delle 8,30 a quello dell’uscita delle 15,30 (a dipendenza del Comune) senza possibilità alcuna di pausa. Una mancanza di pausa persino contraria alla legge sul lavoro.
Tutto questo carico dato ad una sola persona (il/la docente di Scuola dell’Infanzia) nella formazione e cura di bambini alla prima esperienza scolastica è incomprensibile. Ma vi è di più.
Le direttive del Dipartimento della Sanità e della Socialità (DSS) per la gestione di un Nido d’Infanzia prevedono che il rapporto tra adulti e bambini deve essere d’obbligo di 1 a 12 per bambini dai 3 anni. Non è comprensibile come questa necessità non sia implementata in una Scuola dell’Infanzia con bambini (comunque) fra i 3 e i 6 anni.
Docenti d’appoggio
Oggi la legge prevede l’obbligo di un/una docente d’appoggio per una sezione con più di 21 bambini per almeno metà tempo e per tutta la durata dell’anno scolastico.
La funzione del docente d’appoggio favorisce il precariato nella professione, in quanto dipende dal numero di allievi e dalla formazione delle classi nei vari Comuni. Questi dati sono variabili e arrivano relativamente tardi, da qui la precarietà delle posizioni di queste/i docenti, che spesso fino all’ultimo non sanno se avranno o no le ore di lavoro, rispettivamente dove.
Maggiore stabilità nella professione andrà a beneficio dei/delle docenti e, di conseguenza, dei piccoli allievi e allieve.
Bisogni particolari
Si è molto discusso in merito all’aumento di bisogni particolari che richiedono oggi i bambini e il relativo aumento dei costi che comportano per lo Stato. Resta il fatto che, se lo Stato desse le sue migliori risorse proprio in quella fascia d’età più bisognosa di buone cure e di un buon avvio nella società, rispettivamente di una fascia d’età importante per supportare le famiglie nella loro conciliabilità lavoro-famiglia, questo sarebbe certamente un ottimo investimento.
Si prenda un esempio: un’insegnante inizia la giornata con i suoi 22 allievi. Un bambino ha improvvisamente bisogno di più attenzione degli altri. Forse ha solo avuto un piccolo incidente, o forse ha solo quattro anni, fa i capricci e non riesce più a calmarsi. Oppure non è ancora in grado di separarsi molto bene dai genitori e necessita di attenzione individuale (1:1). Intanto il resto della classe aspetta fino all’inizio o alla prosecuzione delle lezioni.
L’educazione della prima infanzia è particolarmente efficace per i bambini svantaggiati (problemi comportamentali o difficoltà di apprendimento) e può significare che sarà necessario ricorrere a meno misure educative speciali nel corso degli anni scolastici successivi.
La situazione attuale per l’ingresso nella Scuola dell’Infanzia non soddisfa queste crescenti esigenze con classi fino a 21 bambini. Il doppio staff durante tutto l’orario permette di incoraggiare e sostenere ogni bambino individualmente. Questa situazione è sicuramente migliore, per il singolo bambino ma anche per la classe nel suo insieme, rispetto a un “andirivieni” di diversi operatori.
Ulteriori riflessioni
Quale suggerimento, la doppia docenza potrebbe essere organizzata con uno scostamento orario, ad esempio con un/a docente potrebbe iniziare alle 7:30 e finire alle 15:30, mentre l’altro/a potrebbe iniziare alle 9:30 e finire alle 17:30. Ciò eviterebbe il “turismo” dei bambini tra scuola e centri extrascolastici che sono sottodimensionati di numero e anche costosi per le famiglie, una migliore conciliabilità quindi tra vita familiare e lavoro per i genitori, con risparmi su vari servizi.
Anche la questione delle supplenze è fonte di difficoltà per chi (i Comuni e gli Istituti scolastici) deve garantire pronte sostituzioni: la doppia docenza garantirebbe un margine di manovra in situazioni contingenti.
Il settore dell’istruzione primaria, oltre che fondamentale per la società, può finalmente diventare attrattivo, fornendo posti di lavoro consoni alle/ai giovani che ricevono una formazione in particolare nel nostro Cantone (SUPSI).
Conclusioni
Alla luce di quanto precede, si ritiene che l’attuale organizzazione non sia sostenibile con una sola docenza. Al momento, gli insegnanti del primo ciclo sono troppo spesso soli in classe e dispongono di risorse troppo limitate per fornire il sostegno individuale necessario per un buon inizio della scuola.
Con questa mozione si chiede pertanto di estendere alla doppia docenza tutte le sezioni di Scuola dell’Infanzia superiori alle 12 unità di bambini.
Oltretutto questa soluzione favorirebbe un buon lavoro di équipe, attirando verso questa professione anche un maggior numero di docenti uomini, oggi ancora grandemente minoritari, malgrado in altri ambiti lavorativi con bambini, come società sportive, medicina pediatrica, ecc. siano invece in gran parte attivi.
Maura Mossi Nembrini e Tamara Merlo per Più Donne