Premessa: In seguito alla diffusione del rapporto del gruppo di lavoro Territorio e Ungulati, nel quale si evidenziano i gravi danni alla produzione viticola causata degli ungulati (ca. 1’350 quintali di perdita annua), il gruppo dei Verdi chiede al Consiglio di Stato di attivarsi per promuovere misure urgenti con l’obiettivo di ridurre i danni in modo non cruento.
L’aumento del prelievo venatorio e gli abbattimenti da parte dei guardacaccia non possono essere la sola e unilaterale risposta a questo problema. I metodi cruenti, chiesti a gran voce da più parti, generano crescenti sentimenti anti caccia nella popolazione (che potrebbero portare a provvedimenti non auspicati di riduzione drastica dei prelievi) e non da ultimo un danno d’immagine per tutto il settore vitivinicolo. I Verdi sono convinti che la maggior parte dei cittadini apprezzi un buon bicchiere di vino rosso, ma non di rosso sangue.
Tra i sistemi non cruenti per facilitare la convivenza tra viticoltura e ungulati vi sono ovviamente gli indennizzi. L’utilizzo di parte del gettito fiscale per misure volte alla protezione della natura risulta essere apprezzato dalla maggior parte dei cittadini in numerosi sondaggi aventi come tema l’utilizzo dei soldi pubblici. Garantire quindi i necessari mezzi finanziari per il risarcimento dei danni anche in futuro è senz’altro la prima delle misure da adottare per evitare l’acuirsi dei conflitti e la polarizzazione delle opinioni.
Per gravare meno sui contribuenti, e nel contempo migliorare la propria immagine presso i propri clienti, il settore potrebbe devolvere una modesta parte del prezzo di vendita su ogni bottiglia al fondo risarcimenti. La produzione di vino in Ticino è, infatti, di circa 74’000 quintali, pari a 7’400’000 bottiglie da 75 c. Il risarcimento di 1’300’000.- CHF del 2013 corrisponde quindi a 17.5 cent/bottiglia. La donazione (o un sovrapprezzo) di 10 cent/bottiglia, del tutto accettabile per il produttore e/o cliente, porterebbe a una riduzione dell’onere per l’ente pubblico di 740’000.- CHF.
La riduzione dei danni degli ungulati alla viticoltura, alla campi coltura e alle foreste va inoltre perseguita con una gestione più mirata delle foreste (più ecotoni e radure) e creando le premesse per l’accettazione del ritorno dei grandi predatori, in particolare del lupo.
L’ammontare dei danni va inoltre contenuto e possibilmente ridotto con adeguate misure di protezione dei vigneti. Il rapporto annuale dell’Ufficio caccia e pesca 2014 è molto esplicito, infatti, a pagina 65 si legge:
Oltre che ad un’accurata gestione del capitale di ungulati, ci deve quindi essere una radicata
cultura di prevenzione del danno, consuetudine che troppo spesso viene ancora a
mancare.
Non da ultimo un ulteriore aumento dei danni può essere ottenuto con una migliore pianificazione, evitando per esempio la costruzione di nuovi vigneti situati all’interno del bosco. Se le misure non cruente per favorire la convivenza tra vigneti e ungulati non sono sufficienti e si deve far capo in modo massiccio a misure di riduzione degli effettivi, allora il pianificatore deve anche evitare di proporre nuovi vigneti in zone molto boscate.
Con queste debite premesse, il gruppo dei Verdi chiede al Consiglio di Stato:
1. di garantire anche in futuro sufficienti mezzi finanziari per risarcire i danni causati dagli ungulati e il finanziamento delle misure di protezione dei vigneti;
2. maggiori sforzi per diffondere una vera cultura della prevenzione dei danni ai vigneti, anche con sistemi innovativi (non solo recinzioni);
3. di coinvolgere il settore vitivinicolo per un contributo volontario (tra i 5 e i 10 cent/bott.) che alimenti parzialmente il fondo per i risarcimenti dei danni e nel contempo migliori l’immagine del settore stesso presso l’opinione pubblica;
4. l’elaborazione urgente di un ‘concetto lupo’ e aiuti supplementari per favorire la convivenza tra allevatori e predatori;
5. una gestione del bosco, in particolar degli ecotoni e delle radure, che riduca i danni degli ungulati;
6. Il bocco della costruzione di nuovi vigneti situati a confine del bosco fintanto che non verranno sviluppate adeguate risposte non cruente al problema dei danni arrecati dagli ungulati.
Per il gruppo dei Verdi
Francesco Maggi