Per chi ha qualcosa da dire o da fare Milano é l’opportunità, misconosciuta da molti ticinesi, anche imprenditori. Se parlate di Milano nelle valli vi sentirete scherniti con frasi poco edificanti. Praticamente preferiscono chiudersi a riccio piuttosto che aprirsi e confrontarsi. Per gli operatori delle varie OTR, Milano creerebbe solo lavoro e molti di loro concepiscono il turismo seduti a tavolino dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 17, con sabato e domenica chiusi. Poi danno la colpa alla meteo se da oltre 20 anni si perde velocità. La parola coeso non ha radici e qui sta il grande male. Da una parte i funzionari del turismo, non tutti ma molti, occupano posizioni chiavi senza mai aver rischiato un franco del loro. Poi si vedono gli atteggiamenti di stizza se si osa metterli in discussione. E anche Milano entra in questo ordine di cose. I privati devono attivarsi loro stessi in quanto i vari enti, in particolare quelli discosti dal confine non fanno nulla per favorire la visibilità mondiale delle nostre valli. É stato riorganizzato il settore, con nuova legge e nuovi nomi, ma le persone sono le stesse che venti anni fa occupavano le poltrone. In 20anni hanno mietuto solo insuccessi (le cifre cantano) ma loro imperterriti continuano a occupare posti non calzati per loro e a freno dell’economia. I grandi imprenditori ticinesi hanno messo mano al proprio borsino per andare a Milano, i piccoli, come noi che capiscono l’importanza della visibilità faranno di tutto per esserci a presentare i propri eventi o semplicemente la propria attività senza che i vari OTR si siano chiesti come mai questa stagnazione di creatività ci appartenga. Con tutto il rispetto sembra che alcuni direttori di OTR si impegnino per la festicciola campestre dei loro monti, anziché sedersi e riflettere cosa si può fare per migliorare il turismo a supporto degli albergatori, commercianti, ristoratori e della popolazione. Tocchiamo loro il borsino con bonus e malus. Non li abbiamo mai sentiti fare un mea culpa, nemmeno una riflessione sul loro operato. Potremmo scrivere un libro su atteggiamenti vergognosi di alcuni personaggi, i quali sembra si dimentichino spesso che sono pagati dalla collettività, e dovrebbero lavorare per la collettività. Dunque Milano é tabu per loro. “Narem mia gio a dag sold ai talian”, ecco la filosofia che appartiene a certi personaggi che dovrebbero promuovere il nostro territorio. Però saranno presenti a Milano, loro, ad invito e pagati da tutti noi, a far bella mostra di se stessi. Ieri abbiamo toccato con mano la grande capacità, creatività e professionalità dei nostri vicini di casa che hanno il mondo a casa loro e ne vanno fieri sia delle loro opere che del loro orgoglio nazionale. In questo senso abbiamo solo da imparare. E come chicca finale l’ intervento di Mario Botta, vergognoso e ingrato che si é permesso di affondare critiche a tutti dando degli incompetenti e minimalisti chi per anni ha lavorato per portare il buon nome della Svizzera nel mondo. Il padiglione Svizzero é un fiore all’occhiello di Expo 2015, e valutando da dove arrivano le critiche, comprendiamo le motivazioni di gelosia e invidia per chi ha operato su mandato e non ha preso i lavori senza mandato. Forse dovremmo cominciare a dare meno credito a questi personaggi che vedono solo il loro beneficio anziché quello della comunità a cui molte volte sono stati chiamati a rappresentare, mai a titolo di volontariato ma profumatamente pagati dalla comunità. Con questo disegno geografico almeno che ci facciano il piacere di non parlare più di Turismo, parola a loro non nota. (ETC/RB)