Una carellata di carnevali dalle valli alle pianure, per godere delle tradizioni piu’ allegre e tipiche della Svizzera italiana.
Si sono da poco spenti gli echi dei Carnevali nella Svizzera italiana.
Quest’anno ho avuto la possibilità di affacciarmi ai festeggiamenti che si sono svolti nei vari “Regni”, come vengono da sempre chiamati i centri cittadini che per quasi una settimana, vengono circoscritti per dar luogo all’impianto di numerose tendine e capannoni, dove musica e divertimento andranno avanti fino a notte inoltrata.
In Canton Ticino il Carnevale è praticamente un’istituzione, che coinvolge grandi, piccini e persino personalità politiche e cittadine.
Di solito, mentre la notte è dedicata agli over 18; durante la giornata, tra pittoresche e imponenti sfilate dei carri e di bimbi delle locali scuole, e svariate altre iniziative, le Città si dedicano ai giovanissimi e alle famiglie. Non mancano cosi’ giochi tipici di gruppo, concorsi e le golose risottate servite nelle tendine.
Molti Carnevali hanno visto natali in Ticino da oltre 100 anni e visto il susseguirsi e l’alternarsi dell’elezione di veri e propri “Regnanti” (un Re e una Regina), che riceveranno, la prima sera di inaugurazione, “le chiavi della Città” direttamente dalle mani del vero Sindaco, sul balcone del Municipio, attorniato per l’occasione da migliaia di cittadini mascherati: una tradizione allegra ed affascinante, che simboleggia la consegna di quel comune al re del divertimento.
Ogni attimo di ogni carnevale sarà seguito intensamente dai media locali e non, per tutta la sua durata.
Qualcuno lamenta come negli ultimi venticinque anni, si sia passati da una “pins” che costava appena 7.- fr. per aver accesso 7/7 e 24/24 alle aree del divertimento, a biglietti dell’esoso costo di 60.- fr. a sera. Purtroppo, la motivazione piu’ seria risiede nella problematica della sicurezza: negli anni è innegabile che le generazioni siano cambiate, le teste calde e chi vuole scatenare grazie all’anonimato risse e disastri, non mancano; e un carnevale come quello di Bellinzona richiama da sempre anche molte persone dall’estero.
Un’altra specialità di queste manifestazioni, riguarda le celebri guggen: si tratta delle orchestre carnescialesche che suonano nelle piazze tipiche musiche “cult” del divertimento.
A tal proposito, una citazione importante merita il premio alla carriera attribuito a Bellinzona ad Angelo Traversi, per la sua vita dedicata alla musica e alle Guggen.
Personalmente, quest’anno ho ricevuto pass stampa sia per il Rabadan (lo storico Carnevale di Bellinzona, forse il piu’ famoso), sia per la Stranociada (Locarno) che per Re Naregna (Biasca); ma non ho disdegnato di dare un’occhiata in privato anche ai festeggiamenti che si sono svolti in quel di Malvaglia. Non bisogna infatti dimenticare che dalle valli alle pianure, il Cantone è costellato anche di miriadi di carnevali per cosi’ dire “minori” e piu’ popolari.
Nel caso del primo, il Rabadan, ho purtroppo smarrito il pass che mi avrebbe dato l’accesso all’area fotografi per il live di diversi artisti musicali, con in testa i celebri Eiffel65 : ogni anno il Rabadan, per non smentire la sua fama di Carnevale della capitale, si sbizzarrisce per organizzare eventi di grande spessore e richiamo (in un’edizione di diversi anni fa, ricordo una incredibile imitazione della “Street Parade”); e quest’anno la scelta era caduta sulla musica a tema anni Novanta. Ho quindi seguito di piu’ i sopracitati carnevali rimanenti.
In questo articolo però, mi dedichero’ a rispolverare un po’ la storia di queste allegre ricorrenze.
RABADAN, il Carnevale di Bellinzona.
Il carnevale di Bellinzona vide la luce nel 1862; mentre il tipico nome Rabadan appare per la prima volta nel 1874. Le origini di questo nome sono affascinanti e curiose: mentre la pronuncia ricorda per antonomasia il “baccano” ed il rumore tipici di questi festeggiamenti; in realtà, si rifà ad un termine inventato dai piemontesi all’epoca delle Crociate, quando scoprirono che durante l’anno i musulmani celebravano il “Ramadan”, un periodo di silenzio e digiuno diurno, che sfociava in festeggiamenti e baldorie al calar del sole.
In questi decenni recenti, il Rabadan è passato da celebrazioni popolari cittadine, ad una macchina per un evento di proporzioni nazionali ed internazionali; diventando un simbolo di Bellinzona al pari dei tre Castelli protetti dall’Unesco.
Nelle ultime edizioni si sono toccati facilmente i 30’000 visitatori a sera e cifre del genere, ci aiutano a ritornare al tema sicurezza senza troppo sforzo.
Per continuare a leggere sulla storia di Re Rabadan: http://www.rabadan.ch/it/la-societ-rabadan
STRANOCIADA, il Carnevale di Locarno.
Il Carnevale locarnese è un carnevale “giovane”: è nato infatti, includendo l’edizione 2017, solo 19 anni fa! “Stranociada”, il suo nome, è un puro vocabolo inventato su base dialettale, che si potrebbe tradurre con “occhi stroppicciati”, ovverosia dal sonno, dopo la notte lunga del carnevale di “Locarn”! Solitamente, nonostante l’affluenza di persone, essendo la Stranociada anche concomitante con il weekend del Rabadan bellinzonese, la Città Vecchia di Locarno non è letteralmente invasa e straripante di gente come succede nella capitale, che in quei giorni vive una movida un po’ dispersiva, eccelsa e luccicante. Cio’ lo rende sicuramente un “carnevale a misura d’uomo”, dove chiunque si puo’ divertire con piu’ comfort e con la sensazione di partecipare ad una fantastica festa di paese in maschera. C’è chi incontra l’amico dei tempi della scuola e scambia due parole, chi porta i bambini nonostante l’ora tarda e, genericamente, per ciò che ho visto, l’atmosfera è festante ma rilassata; ci si sente “a casa”. Particolare non trascurabile, la Stranociada è stata baciata quest’anno da un tempo mite, che ha favorito la storica piazza Sant’Antonio adiacente al grande ospedale, nel servire per tutta la notte i festivalieri con una ricca griglia e varie buvette, e nell’animare la nottata con karaoke, musica live di una band ticinese, guggen e balli in maschera all’aperto. Dopo lo straripante Rabadan, lo considerei un carnevale “intermedio” per grandezza, durata e offerta d’intrattenimenti.
Per maggiori info: www.stranociada.ch
CARNEVALE di MALVAGLIA.
Il Carnevale Malvagliese mi ricorda un po’ il mio, nel minuscolo paesino lombardo dove ho vissuto l’infanzia. Vengono adibite tendine e aperte terrazze nei locali, per dare il via alle danze in maschera e alla musica dal vivo. Quest’anno, a seconda del locale e della tendina, il tema era il cinema. Si passava quindi da Star Wars, tema predominante, per strizzare l’occhio a qualche classico qua e la’. In generale, bell’ambiente, allegria, buone mangiate e gente che si è saputa divertire in modo sano.
RE NAREGNA, il Carnevale di Biasca.
Il Carnevale biaschese è addirittura stupefacente per la sua antichità: i primi documenti che ne parlano risalgono nientemeno al 1495. Tuttavia, il documento riferisce di avvenimenti particolari ed inspiegabili, visto che si narra vagamente di risse, scompigli e persone ferite. Difficile dire se si trattò veramente di baldorie sfuggite di mano; ma vi sono comunque riferimenti ad una festa cittadina. I dettagli sono giunti nebulosi ai posteri.
Si intuisce comunque la volontà del popolo di festeggiare e divertirsi in date concomitanti al carnevale, soprattutto da successivi documenti, che parlano già della decisione della Chiesa di reprimere questo impulso popolano. A quel tempo, Biasca e la Tre Valli erano sotto il controllo religioso di Milano che non vedeva di buon occhio musica, balli e divertimenti comunitari. Tempi bui, ai quali la gente già provata, cercava di sottrarsi con qualche cosa che regalasse allegria. Si può quindi già parlare di carnevale vero e proprio.
Oggi, il Carnevale di Re Naregna rimane una festosa ricorrenza fatta di puro svago, con animazioni in tutti i locali per tutta la notte, tende all’aperto a tema, grigliate e buvette.
Re Naregna: http://www.renaregna.ch/
Monica Mazzei
Addetta stampa eventi
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monica.mazzei.eventi@gmail.com