Egoismo e supponenza di alcuni operatori turistici, sentiti in una riunione l’altro giorno in risposta ad un mio intervento-osservazione. Il Ticinese non lo vogliamo come turista, noi vogliamo Olandesi, Germanici e tutto il mondo ma non il Ticinese, e mentre chi diceva queste parole aveva anche un sorriso da “strafottente”. Il Turista va bene da ogni parte del mondo, ci mancherebbe altro ma il turista di casa nostro è altresì importante. Addirittura vi sono regioni che vivono solo grazie alle tasse delle residenze secondarie, e a torto i loro direttori si vantano che hanno le finanze in nero. Non certo per gli eventi che organizzano ma proprio per le tasse di queste residenze che guarda un po’ sono ticinesi che vengono sulle nostre montagne a passare parecchi periodi dell’anno, spendendo nei nostri negozi e nei nostri ristoranti. Sentire frasi come quelle che abbiamo udito ci ha ancora una volta, dato la percezione che sembra quasi inutile parlare di turismo a certe latitudini, perché assolutamente non si ha alcune mentalità turistica, a partire dai vari direttori e animatori turistici. Con il risultato che per combattere le continue perdite di velocità nel turismo, da oltre venti anni si perdono pernottamenti, checché ne dicano i vari osservatori Guru del turismo ticinese, si pensa a lidi lontani, credendo che andare ad accaparrarsi fette di turisti stranieri sia la soluzione. Questi signori, che non sono addetti al turismo ma sono diventati funzionari di uffici di informazioni, chiusi la domenica e quando vi è la gente che avrebbe bisogno di informazioni, si dimenticano i costi di promozione o marketing necessari per attirare nuovi turisti, con il risultato di non essere in grado di offrire loro nemmeno un sorriso di benvenuto o welcome !
Ci vuole ben altro, e molto meno di progetti faraonici, pensiamo alle nuove piste di ghiaccio da 50 e oltre milioni di costi, che non porteranno alcun beneficio se non un accumulo di debiti ulteriori, che andranno sacrificati per iniziative più concrete e con ritorni economici di certo migliori. Ma è il solito ritornello che assistiamo da oltre venti anni, con i soliti personaggi che da oltre venti anni si sono fossilizzati sulle poltrone e ricevono uno stipendio senza doverselo sudare e pertanto senza capire le difficoltà di chi deve investire di proprio e cercare di far quadrare i conti, perché se ha un passivo il privato chiude baracca e burattini e si porta per tutta la vita un debito da pagare.
Ma questi signori, che si permettono di criticare chi lavoro per conto proprio, pensando di avere inventato l’America, dovrebbero una volta solo nella vita fare qualcosa di loro con i propri soldi e doversi guadagnare la pagnotta con il loro lavoro. Forse capirebbero che il turismo non lo si costruisce con le riunioni di teoria, e forse capirebbero di lasciare le posizioni che occupano a persone forse più competenti e che vivono il territorio con il proprio borsino !!!
Tutto il resto sono solo parole al vento, che servono per giustificare le oro poltrone ma non portano nulla, ripetiamo nulla, alla causa del turismo e non danno, questo che è peggio, nessun aiuto agli operatori privati che devono vivere grazie al proprio lavoro rischiando ogni giorno di fare flop e di non avere lo Stato che pareggia sempre e in ogni momento i conti. Ora basta sentire le interviste di questi fantomatici direttori incompetenti e assolutamente inutili alla causa del turismo locale. Naturalmente non si può generalizzare ma è un po’ un luogo comune di questi malaffari e se del caso potremo portare migliaia di esempi di come vengono spesi male i soldi pubblici a favore del turismo. (ETC/rb)