E’ nella nostra indole, piangerci addosso senza analizzare la situazione. Succede sempre che quando una squadra “traballa”, in ogni disciplina, prima ancora di lasciare il verdetto al campo si costruiscono ad arte illazioni. Lo assistiamo nell’Hockey, nel basket, nel calcio ed in ogni disciplina, sempre quando sul campo non si riesce a fare la differenza. E questo non fa onore all’etica sportiva delle dirigenze. Se una squadra arriva alla fine, o quasi, e deve sperare in qualche regalia per facilitare il proprio compito, siamo sportivamente messi molto male. Che la si smetta di vedere il diavolo dietro l’angolo, e si cominci a far cerchio attorno alle proprie forze, perché il destino sportivo di qualsiasi club è il club stesso che se lo costruisce. Cosa dovrebbe dire l’HCL che durante i Play-off ne ha subite di tutti i colori sia dagli arbitri che dalla federazione: hanno giocato lasciando stare le polemiche fino alla fine, complimentandosi con i campioni del Berna. Poi dopo, nelle sfere alte delle varie federazioni si sono discusse le varie situazioni. Forse questo è un grande esempio di etica sportiva. Godiamoci gli ultimi istanti del campionato di calcio Svizzero, consapevoli che tutto può accadere, ma smettendola di fare i processi prima ancora di giocarsele sul campo. Ma noi siamo latini e se non diamo le colpe agli altri dei propri insuccessi non saremmo latini e anche questo è il bello di essere ticinesi.