Il progetto di Irene Leone va ben oltre la mera operazione promozionale di una cantautrice, ma presenta un concept tutto suo. Nato grazie anche alla collaborazione con Mascia Calamandrei che ha curato riprese e montaggio, la cantautrice sperimenta la difficoltà di conoscere se stessi e, prestandosi come vera e propria “cavia”, si pone la domanda “chi sono io?”. A quanto pare qualsiasi definizione sarebbe limitante o superflua, perciò, propone la cantautrice, “dobbiamo superare le parole e andarci a cercare altrove”.
INTERVISTA:
Dalla tua biografia si evince che hai una formazione classica, come sei arrivata alla composizione di brani cantautorali?
E’ stato un percorso complicato, amo moltissimo la musica classica e continuo a studiarla, ma mi sono sempre sentita molto stretta in schemi troppo rigidi, avevo bisogno di fare qualcosa che fosse il più creativo possibile e che mi desse modo di esprimermi in totale libertà, perciò mi sono messa a cercare e ho iniziato a scrivere…
Quindi dal classico al pop, com’è stato fare questo salto?
Nel mio modo di scrivere si sente tutto il repertorio classico che mi ha formata e ancora è parte di me come musicista e persona. Uso tutti i parametri espressivi del linguaggio musicale classico, non mi sono poi allontanata tanto!
Cosa pensi della musica di oggi?
Credo che siamo in una fase depressiva molto profonda e radicata, sia dal punto di vista musicale, sia culturale. Per quanto riguarda la musica, siamo schiavi dei mezzi di comunicazione di massa, e delle regole dettate da essi; ci costringono a scrivere in maniera omologata.
Che cosa pensi dei talent?
Sfruttano i talenti dei giovani per fare soldi. Nella società in cui viviamo qualsiasi cosa deve portare ad un profitto, e i talent ne sono l’ennesima dimostrazione. Il talento, qualsiasi esso sia, è un qualcosa di molto delicato e prezioso, va coltivato nella maniera giusta. I talent show vogliono invece sfruttarlo per fare business fino all’ultimo centesimo, una volta prosciugato il potenziale economico dell’artista, quello scompare, e con lui il suo talento tanto decantato.
Per te che sei un’artista emergente, quali prospettive senti di avere oggi?
Purtroppo non so. Lo show business non ci permette di emergere, e allora noi dobbiamo cercare altrove. Credo che il pubblico voglia e cerchi anche questo, nuove idee, dobbiamo solo trovare un modo per entrare in contatto con le persone.