Stimati Consiglieri di Stato,
Vi scriviamo in seguito alle dichiarazioni rilasciate a “Il Quotidiano” del 29.7.22 (RSI) dal signor Putelli, capo dell’Ufficio della caccia e della pesca (UCP) del Dipartimento del Territorio.
Le informazioni che ha diffuso in quell’occasione sono distorte e riteniamo molto grave questo fatto. A che scopo si ritiene necessario nascondere una realtà che sta così tristemente e rapidamente degenerando?
Alcuni dati che sconfessano le affermazioni tranquillizzanti li possiamo dedurre direttamente anche soltanto esaminando le predazioni riportate sul sito internet cantonale, secondo il quale saremmo già a quota 43 animali uccisi. Nonostante ci troviamo a poco più della metà della stagione di pascolo libero, questa cifra è già superiore alla media annuale dei tre anni precedenti!
Quindi affermare che siamo “in linea” con gli anni passati è una palese disinformazione. Rileviamo che in realtà il sito web non è nemmeno aggiornato e che secondo le verifiche dell’Associazione per la protezione del territorio dai grandi predatori, i capi predati superano già il numero di 135! Se aggiungiamo le predazioni delle zone confinanti con i nostri alpeggi e attribuibili al branco transfrontaliero dell’Onsernone (che inspiegabilmente non volete prendere in considerazione) la situazione appare inequivocabilmente fuori controllo.
Chiediamo una spiegazione in merito a questi strani tentativi di minimizzazione e chiediamo ancora una volta più trasparenza sulla grave situazione.
Riguardo i fondi di risarcimento e le misure di protezione, ci teniamo a ricordare che nel 70% dei nostri alpeggi queste misure non sono attuabili (secondo uno studio di Agridea). Gli aiuti finanziari supplementari per la stagione 2022, come già ribadito da molti esponenti del settore, riguardano misure temporanee di emergenza che non servono a risolvere il problema alla radice. La nostra domanda è sul perché le autorità preposte non siano ancora consapevoli di questi fatti e che si continui a mettere unicamente pressione sugli allevatori? Chi è il proprietario formale dei lupi? Perché non viene preso sul serio il problema?
Sorge inoltre un’ulteriore perentoria domanda che richiede una risposta urgente, tenuto conto che le misure di protezione attuali sono pensate unicamente per animali di piccola taglia: che facciamo con i bovini?
L’aggressività e la sfrontatezza delle predazioni sono in rapido aumento, la situazione si aggrava di settimana in settimana e molte famiglie contadine non vedono ormai più via d’uscita. I disagi psicologici e finanziari aumenteranno ulteriormente.
Auspichiamo maggiore serietà, prontezza e sensibilità nel trattare la problematica e consapevolezza della realtà.
Chiediamo delle risposte concrete ed esaustive dai due uffici preposti, che purtroppo giocano a passarsi la patata bollente (UCP e UCA) per rassicurarci che la nostra agricoltura e alpicoltura possano avere una continuità e che i nostri investimenti in tempo, fatiche e denaro non siano vani.
Vi ringraziamo per prendere in considerazione le nostre richieste e rimaniamo a vostra disposizione per qualsiasi discussione e domanda.
Il comitato GCT
Albisetti Michela, Ambrosini Matteo, Bassetti Giacomo, Boggini Cecilia, Forni Alvaro, Lucchini Nadia, Magnoni Alex, Martinali Marina, Memeo Giulia