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Care amiche, cari amici, buona domenica!
Il sole è tornato a splendere e oggi potrete godervi le innumerevoli manifestazioni all’aperto che ci offre il nostro Cantone. Tra queste segnaliamo la due giorni dei Caseifici aperti in cui potrete gustare i prodotti caseari ticinesi e in alcuni casi anche quelli vitivinicoli. E se invece volete rimanere leggeri, una bella passeggiata nel bosco non guasterebbe.
Sintesi della settimana ed evoluzione
La nostra informazione domenicale dell’Economia con Amalia inizia con uno sguardo internazionale. Questa settimana è successo qualcosa di particolare. I dati relativi all’inflazione sono stati comunicati quasi in contemporanea alla notizia degli aumenti dei tassi di interesse. E purtroppo sembrano aver confermato la giusta strategia di proseguire sulla via di una politica monetaria restrittiva. Dopo l’annuncio della Federal Reserve (Fed) di aumentare ancora una volta i tassi di interesse dello 0.25%, anche la Banca centrale europea (BCE) è andata nella stessa direzione. In questo caso la forchetta va dal 3.25 al 4%. Siamo ancora lontani da quelli americani che variano tra il 5 e il 5.25%, eppure le dichiarazioni della presidente Christine Lagarde non ci rassicurano. Noi siamo concordi che i danni causati dall’inflazione potrebbero essere gravissimi, tuttavia l’ostinazione di dichiarare che non si cambierà strategia fintanto che non sarà raggiunto l’obiettivo di un aumento dei prezzi pari al 2% ci sembra altrettanto dannosa. Soprattutto in un momento in cui l’economia reale sembra riuscire a contenere le conseguenze di questa politica monetaria restrittiva. Sappiamo che l’obiettivo della stabilità dei prezzi sulla carta e dal punto di vista teorico parla di una variazione del 2%, ma bisogna essere cauti quando nella realtà oramai da diversi mesi si viaggia a tassi d’inflazione dell’8%. Dal nostro punto di vista, come spesso capita con la politica monetaria, gli effetti degli aumenti dei tassi di interesse devono ancora pienamente manifestarsi. In questo senso preferiamo una strategia prudente, che valuti mese per mese ciò che accade senza sfiduciare troppo i consumatori e le aziende. Tutti gli economisti sanno bene che tra la teoria scritta sul manuale di testo e la realtà rimane fondamentale attribuire maggior peso alla seconda.
E un’immagine di realtà un po’ confusa l’hanno data i media internazionali questa settimana parlando dei dati relativi all’occupazione degli Stati Uniti. Il 2 maggio l’ufficio delle statistiche sul mercato del lavoro americano rivedeva al ribasso i dati dei nuovi posti di lavoro creati in marzo. In questo documento si parlava anche di un clima piuttosto negativo e di grande sfiducia verso il futuro. I pessimisti di natura non hanno mancato l’occasione di demonizzare le politiche monetarie restrittive. Sono passate solo quarantott’ore ed ecco arrivare i dati sul mercato del lavoro nel mese di aprile. Entusiasmo a mille. Oltre alla creazione di tanti posti nuovi di lavoro (anche se ricordiamo che il particolare periodo congiunturale ci parla di aumento del turismo e di occupazione di stagione), il tasso di disoccupazione ha mostrato una riduzione rispetto al mese precedente. Era dal maggio del 1969 che non si toccava un tasso così basso (3.4%). L’economia americana necessita di creare 70-100.000 posti di lavoro al mese per compensare l’aumento del numero di persone attive sul mercato del lavoro. I dati di aprile parlano di 253.000 posti di lavoro, quindi ben al di sopra di questa cifra. Nonostante l’entusiasmo, bisogna rimanere cauti perché ribadiamo che gli effetti delle politiche monetarie restrittive non sono stati ancora traferiti pienamente all’economia reale.
Infine chiudiamo con la guerra all’intelligenza artificiale che sembra non trovare fine. Dopo che abbiamo visto Nazioni che hanno cercato di vietarne l’uso invocando il rispetto di normative alquanto discutibili, questa settimana è stato il turno dell’industria cinematografica di Hollywood. Attori, sceneggiatori e registi sono saliti sulle barricate per invocare protezione contro l’uso dell’intelligenza artificiale. Noi sappiamo che nel corso della storia, fortunatamente, le nostre economie sono state protagoniste di grandi rivoluzioni tecnologiche. Sappiamo anche che i lavoratori più fragili hanno cercato di opporsi al progresso perché avevano ben intuito che ne sarebbero state vittime. Pensiamo agli operai che introducevano i loro zoccoli di legno (sabot) negli ingranaggi dei telai meccanici durante la prima rivoluzione industriale. Anche noi probabilmente ci saremmo comportati alla stessa maniera se fossimo stati nella loro situazione. Oggi però le cose sono un po’ diverse. Oggi sappiamo che il progresso tecnologico è fondamentale per progredire e che non c’è nessun modo per arrestarne la crescita. Quello che possiamo ragionevolmente fare, essendo noi fortunatamente in uno stato sociale forte è fare in modo di tutelare le persone più fragili dalle conseguenze di questa nuova rivoluzione che per molti è la coda di quella legata all’automazione e alla digitalizzazione. Non possiamo chiudere le porte al progresso, nemmeno attraverso le più sofisticate leggi. Quello che possiamo fare è utilizzare questa rivoluzione a nostro vantaggio. Non trattando l’intelligenza artificiale come una nemica, ma sfruttandone i benefici che può portarci. E saranno tanti.
Benefici che invece non abbiamo visto nei nostri salari reali l’anno scorso, come abbiamo discusso nell’articolo “In Ticino abitanti sempre più poveri”. In effetti, a fronte di un aumento dei salari medio in Svizzera dello 0.9%, i prezzi sono aumentati del 2.8%. Di fatto, siamo diventati più poveri. E le cose in Ticino probabilmente sono andate ancora peggio…
Trovate qui gli articoli della settimana
In Ticino abitanti sempre più poveri
Se vi siete persi gli articoli delle scorse settimane, eccoli:
C’è lavoro ma non ci sono lavoratori. Che fare?
PMI: Sorpresa amara nell’uovo di Pasqua
L’indebitamento record delle famiglie: “Confermate le difficoltà finanziarie dei ticinesi”
L’inflazione rallenta
UBS-CS: Non c’era più tempo ma è stato un duro colpo
120 secondi
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L’Economario – il vocabolario di economia
Vi ricordiamo che il nostro vocabolario di economia vi spiega in parole molto semplici, temi apparentemente complessi e soprattutto perché sono importanti nella nostra vita di tutti i giorni. Inflazione, PIL, consumi, commercio estero, disoccupazione: temi in apparenza complessi che vengono spiegati con parole semplici.
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In Ticino abitanti sempre più poveri
PMI: Sorpresa amara nell’uovo di Pasqua
L’inflazione rallenta
UBS-CS: Non c’era più tempo ma è stato un duro colpo
8 marzo: perché
Svizzera, le cose sono andate bene, ma non benissimo