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Care amiche, cari amici, buona domenica!
Questa newsletter domenicale sarà in versione speciale: un po’ ridotta e con notizie legate al Natale. Difatti, vi immaginiamo affaccendati nei preparativi o alla ricerca degli ultimi regali, per cui con poco tempo per l’economia.
Anche l’Economia con Amalia si prenderà qualche giorno di riposo, ma torneremo con il nuovo anno. Auguroni di buone feste, Amalia
Sintesi della settimana ed evoluzione
La nostra informazione domenicale dell’Economia con Amalia comincia dando un’occhiata all’indagine svolta dall’istituto specializzato in analisi di mercato GfK da cui emerge che gli svizzeri quest’anno spenderanno meno in giocattoli. Nel 2022 avevano speso mediamente 500 franchi, scesi poi a 411 l’anno successivo e ora si parla di 373 franchi. Tra le cause citate dall’Istituto di ricerche ci sono l’incertezza economica internazionale e l’aumento dei costi legati in particolare ai premi della cassa malati. Anche se l’indagine è stata svolta in Svizzera tedesca e in Svizzera romanda, dubitiamo che le cose vadano diversamente nel Cantone Ticino, dove abbiamo due tristi primati: i salari più bassi della Svizzera e i premi cassa malati più alti. Ma non abbiamo alcun dubbio che i ticinesi saranno in grado anche quest’anno di rendere il Natale sereno ai loro cari, prescindendo dai beni materiali.
Beni materiali che anche quest’anno saranno consumati in grandissima quantità dai nostri vicini italiani. I dati appena pubblicati da alcuni istituti stimano una crescita importante delle spese natalizie che tra regali, generi alimentari, pranzi e cene al ristorante e viaggi dovrebbero superare i 25 miliardi di euro (23.3 miliardi CHF). La spesa media per famiglia sarà intorno ai 992 euro (924 CHF), ma questo aumento in parte dipende dall’incremento dei prezzi e non per forza da una crescita dei consumi. In effetti, in Italia si stima, per esempio, che il prezzo del burro sia aumentato rispetto all’anno scorso del 20%, il caffè del 13%, i pomodori di quasi il 24% e il cioccolato dell’8.5%. Interessante curiosare anche tra quelli che saranno i regali più scelti: abbigliamento, borse, calzature, prodotti di cosmetica e giocattoli. Ma tengono molto bene anche i libri.
E che dire della musica? Chiudiamo con la notizia del concerto di Capodanno di Roma organizzato dal comune e che prevedeva l’esibizione di tre cantanti, tra cui il rapper Tony Effe. Qualche giorno fa il sindaco ha chiesto al cantante di fare un passo indietro e non partecipare a questo concerto a causa dei suoi testi ritenuti misogini e sessisti. Questo tentativo di censura da parte dell’ente pubblico ha scatenato un grande dibattito, portando anche gli altri cantanti invitati ad esibirsi a rifiutare. Ma sappiamo che il mercato è difficilmente controllabile con i divieti. Così la risposta di Tony Effe di organizzare sempre a Roma e sempre la notte di Capodanno un concerto con tanti altri cantanti solidali in questa “battaglia” è stata decisamente vincente. Pare che gli 11’500 biglietti disponibili a un prezzo simbolico di 10 euro (9.30 CHF) siano stati venduti in 24 ore. C’è chi ritiene che questo successo dipenda solo da un’ottima strategia di marketing e non tanto dalla bravura del cantante. Di certo è, che è ancora una volta, l’ente pubblico è mancato di una grande occasione per fare marketing per sé stesso.
E chiudiamo con l’articolo della settimana in cui parliamo de “L’anno che sta arrivando, tra un anno passerà…”. Partendo dagli ultimi dati relativi alle esportazioni svizzere che hanno mostrato un importante calo nel mese di novembre rispetto a quello precedente, analizziamo le previsioni economiche per l’anno prossimo. La segreteria di Stato dell’economia (SECO) preannuncia un anno un po’ a tinte fosche: come sempre, la nostra speranza e che le nubi all’orizzonte si dissolvano.
Trovate qui gli articoli della settimana
L’anno che sta arrivando, tra un anno passerà…
Se vi siete persi gli articoli delle scorse settimane, eccoli:
L’economia nel nuovo anno fra ottimismo e prudenza
Quando la debolezza degli Stati causa problemi alle aziende
Jaguar: nuovo inizio o inizio della fine?
La disoccupazione cresce: non facciamo gli struzzi!
L’effetto Trump sull’economia
120 secondi
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L’Economario – il vocabolario di economia
Vi ricordiamo che il nostro vocabolario di economia vi spiega in parole molto semplici, temi apparentemente complessi e soprattutto perché sono importanti nella nostra vita di tutti i giorni. Inflazione, PIL, consumi, commercio estero, disoccupazione: temi in apparenza complessi che vengono spiegati con parole semplici.
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L’anno che sta arrivando, tra un anno passerà…
L’economia nel nuovo anno fra ottimismo e prudenza
Quando la debolezza degli Stati causa problemi alle aziende
Jaguar: nuovo inizio o inizio della fine?
La disoccupazione cresce: non facciamo gli struzzi!
In attesa di quello che ci riserverà l’economia nel nuovo anno, vi auguro una splendida domenica!
Un caro abbraccio,
Amalia Mirante