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Care amiche, cari amici, buona domenica!
Buona prima domenica dell’avvento (nella fotografia quella fatta dalla mia mamma); speriamo che questo mese di dicembre porti a tutti un po’ di serenità.
Mi devo scusare, perché nella newsletter di due settimane fa ho commesso un errore quando ho parlato delle cifre richieste dai paesi in via di sviluppo durante la COP 29: “tra i 1’000 e i 2’000 miliardi di dollari” corrispondono a 890-1’800 miliardi di franchi e non come erroneamente indicato “89-180 miliardi CHF”.
Sintesi della settimana ed evoluzione
La nostra informazione domenicale dell’Economia con Amalia comincia dando un’occhiata alla situazione economica della Svizzera e in particolare ai dati pubblicati dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO) sul prodotto interno lordo (PIL) del terzo trimestre (luglio-settembre). Rispetto al trimestre precedente che aveva segnato un aumento dello 0.4%, quest’ultimo mostra un incremento “solo” dello 0.2%. Il dato non è particolarmente preoccupante vista la situazione economica mondiale piuttosto stagnante, tuttavia speriamo che nei prossimi mesi il valore dei beni e dei servizi prodotti all’interno della nostra economia possa crescere maggiormente. I consumi delle famiglie e quelli delle amministrazioni pubbliche hanno mostrato nuovamente una tendenza di crescita (+0.5%), come anche gli investimenti nelle costruzioni (+0.9%). Per quanto riguarda il commercio estero si è registrata una certa stabilità per il settore chimico-farmaceutico (che però aveva mostrato una crescita particolarmente elevata nel trimestre precedente) e una riduzione significativa, purtroppo, dell’industria manifatturiera. Questo lo abbiamo visto anche nella diminuzione significativa (-1.3%) degli investimenti interni in beni di equipaggiamento (macchinari). Evidentemente, se le aziende si aspettano di esportare di meno e quindi di produrre di meno, compreranno meno macchinari. Anche l’industria alberghiera e la ristorazione, in linea con il settore finanziario e assicurativo, hanno mostrato una decrescita attorno all’1%. Speriamo che l’ultimo trimestre indichi una ripresa.
Ripresa e anzi crescita spettacolare che sembra non arrestarsi per le criptovalute. Nelle settimane scorse abbiamo commentato l’effetto positivo dell’elezione di Donald Trump supportato da Elon Musk sul valore di queste attività. La scorsa settimana i Bitcoin hanno raggiunto il valore di 96 mila dollari (85 mila CHF) e molti scommettono sul superamento della soglia storica dei 100 mila a breve (88 mila CHF). Ma oltre al risultato elettorale, altri fattori nel 2024 hanno portato all’aumento del suo valore: in gennaio è stato consentito anche agli investitori istituzionali di comperare Bitcoin (cosa che hanno fatto, anche se in maniera indiretta, la Banca Nazionale Svizzera e il Fondo Sovrano Norvegese) e in aprile c’è stato l’ultimo halving di Bitcoin. L’halving è un freno che si mette alla creazione di questa moneta digitale che ricordiamo fonda il suo valore, anche sull’idea della sua scarsità e limitatezza. Concretamente, ogni quattro anni circa si dimezza la ricompensa per la creazione di queste criptovalute. L’idea che sta dietro a questo concetto è un caposaldo dell’economia: se la domanda rimane costante e l’offerta si riduce, il prezzo aumenta. Insomma, anche dietro alle grandi innovazioni tecnologiche, le regole fondamentali e “vecchie” di due secoli dell’economia, reggono.
E a reggere, anzi a crescere nuovamente sono gli acquisti fatti online durante il Black Friday. Adobe analytics, che è una piattaforma di analisi dei dati del commercio online, ha stimato per quest’anno un nuovo record di vendite: i consumatori americani dovrebbero aver speso tra i 10,7 e gli 11 miliardi di dollari (9.4-9.7 miliardi CHF). Secondo gli analisti gli articoli più acquistati sono i giocattoli, i set per il trucco e la cura della pelle, gli altoparlanti Bluetooth, le televisioni, i funghi da giardino e le friggitrici ad aria. Interessante notare come sempre più spesso lo shopping online avvenga utilizzando schermi mobili, quindi principalmente dai telefonini: si parla di quasi il 58% degli acquisti. Altra particolarità che sembra farsi strada è l’uso che i consumatori fanno dell’intelligenza artificiale per trovare le offerte migliori: potremmo parlare di tecnologia al servizio della tecnologia. Infine, non dimentichiamo che domani ci sarà il Cyber Monday, che rappresenta negli Stati Uniti il giorno in cui si spende di più in tutto l’anno. Quest’anno si stima una crescita della spesa del 6.1% che la porterà a 13.2 miliardi di dollari (11.6 miliardi CHF). Da un punto di vista economico, queste sono buone notizie.
E concludiamo con il nostro articolo della settimana “Quando la debolezza degli Stati causa problemi alle aziende” che è stato pubblicato sull’edizione Gold di InfoPMI che ringraziamo. In questo articolo abbiamo discusso dell’importanza che devono ancora ricoprire gli Stati nel garantire alle aziende la difesa di settori chiave, come l’approvvigionamento energetico. Abbiamo già parlato dei colossi come Amazon, Google o Microsoft che si stanno premunendo per la loro indipendenza, ma non possiamo pensare che il nostro tessuto svizzero di piccole e medie imprese possa fare lo stesso. Sta allo Stato garantire condizioni quadro sicure.
Trovate qui gli articoli della settimana
Quando la debolezza degli Stati causa problemi alle aziende
Se vi siete persi gli articoli delle scorse settimane, eccoli:
Jaguar: nuovo inizio o inizio della fine?
La disoccupazione cresce: non facciamo gli struzzi!
L’effetto Trump sull’economia
Ticinesi? Sempre più poveri
Speriamo che Natale arrivi in fretta…
120 secondi
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L’Economario – il vocabolario di economia
Vi ricordiamo che il nostro vocabolario di economia vi spiega in parole molto semplici, temi apparentemente complessi e soprattutto perché sono importanti nella nostra vita di tutti i giorni. Inflazione, PIL, consumi, commercio estero, disoccupazione: temi in apparenza complessi che vengono spiegati con parole semplici.
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Quando la debolezza degli Stati causa problemi alle aziende
Jaguar: nuovo inizio o inizio della fine?
La disoccupazione cresce: non facciamo gli struzzi!
L’effetto Trump sull’economia
Ticinesi? Sempre più poveri
In attesa di quello che ci riserverà l’economia la prossima settimana, vi auguro una splendida domenica!
Un caro abbraccio,
Amalia Mirante