Il tempo non è dei migliori, ma speriamo che quesot non influisca sulla partita odierna. Tra poche ore tutti e tutte a tifare Lugano e speriamo che la coppa torni in Ticino!
Sintesi della settimana ed evoluzione
La nostra informazione domenicale dell’Economia con Amalia comincia dando uno sguardo ai dati internazionali. Tendenzialmente l’inflazione sembra aver arrestato la sua crescita. Anche se in alcune nazioni il mese di maggio mostra un leggero aumento dei prezzi al consumo, fortunatamente rimaniamo ben lontani dalle impennate viste lo scorso anno. In effetti, l’inflazione nell’Eurozona ha segnato un aumento del 2.6% su base annuale, rispetto al 2.4% del mese precedente. Le cose vanno meglio invece per quanto riguarda l’aumento mensile solo dello 0.2% (in aprile i prezzi erano saliti dello 0.6%). Per dare un quadro di riferimento il tasso di inflazione annuale in Spagna è stato del 3.6%, in Germania del 2.4%, in Francia del 2.2% e in Italia dello 0.8%. Ricordiamo che questo basso tasso di inflazione nel caso italiano dipende dal fatto che l’anno scorso questa nazione stava vivendo aumenti dei prezzi molto più grandi delle altre. I dati svizzeri sull’andamento dei prezzi saranno pubblicati solo domani 4 giugno.
Ma qualcosa sulla Svizzera possiamo dirlo. Proprio questa settimana la Segreteria di Stato dell’Economia (SECO) ha confermato che nel primo trimestre del 2024 la crescita del prodotto interno lordo (PIL) è stata piuttosto modesta (+0.3%, in linea con il valore precedente). Come spesso succede ci sono settori che mostrano un andamento più positivo e altri un po’ più negativo. Così vediamo che il settore industriale mostra in generale un andamento negativo (-0.2%) con tuttavia dinamiche differenti al suo interno: il ramo chimico-farmaceutico ha mostrato nel primo trimestre un rallentamento (-0.9%), al contrario del settore delle costruzioni (+0.3%) e soprattutto di quello energetico (+2.1%). Decisamente meglio sono andate le cose per i servizi, anche se in questo caso distinguiamo l’andamento ad esempio di quelli finanziari (-0.2%) dal settore del commercio e della ristorazione (+1.3%). Nonostante questi primi tre mesi non troppo entusiasmanti, giungono buoni segnali dalle esportazioni del mese di aprile. I dati appena comunicati confermano un importante aumento delle esportazioni (+9.6% in termini reali rispetto a marzo) come pure delle importazioni (+3.2%). In particolare, si segnalano aumenti delle esportazioni del settore della chimica e della farmaceutica, dell’orologeria, dei macchinari, dell’elettronica e degli strumenti di precisione. Per produrre quanto vendiamo all’estero è importante comperare materie prime e prodotti semilavorati, ecco perché leggiamo con ottimismo anche l’aumento delle importazioni che dovrebbe indicare un certo fermento anche per i prossimi mesi.
Dove purtroppo non ci sarà più fermento invece è al salone dell’auto di Ginevra. È notizia di questi giorni che l’appuntamento del 2025 non si terrà come neppure quelli degli anni prossimi. I responsabili di questo evento hanno dichiarato che le incertezze legate all’industria automobilistica e l’erosione dell’attrattiva dei principali saloni europei sono oggi fattori incontrovertibili. Il salone dell’auto di Ginevra è stato il più importante evento del settore automobilistico al mondo. La sua prima edizione risale al 1905 e fu organizzata da un rappresentante di Michelin, un uomo d’affari ginevrino e un giovane ingegnere. Già dalla prima edizione fu un successo: 59 espositori e oltre 17 mila visitatori. L’evento non si svolse tutti gli anni, anche a causa dei fatti internazionali come le due guerre mondiali, ma sicuramente fu una delle fiere internazionali più importanti al mondo. il record di visitatori fu nel 2005 quando si registrarono 747’700 ingressi; questo fu l’anno del 100º anniversario e della 75ª edizione. Ma la crisi economica del 2008 toccò anche il settore automobilistico e non fu l’unica. L’edizione del 2020 fu cancellata a un paio di giorni dal suo inizio a causa della pandemia e da allora nulla è stato più come prima. Purtroppo assistiamo oggi alla fine anche di questo pezzo di gloriosa storia svizzera.
L’annuncio della chiusura del salone di Ginevra avviene in concomitanza con la fine di Credit Suisse. Proprio questa settimana la seconda più grande Banca svizzera è stata cancellata dal registro di commercio di Zurigo. In “Addio Credit Suisse“ ripercorriamo la triste storia di questo ultimo anno della gloriosa banca che ricordiamo fu fondata nel 1856. A tutti i collaboratori e le collaboratrici che vivono gli effetti di questo ridimensionamento vada la nostra massima solidarietà.
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Vi ricordiamo che il nostro vocabolario di economia vi spiega in parole molto semplici, temi apparentemente complessi e soprattutto perché sono importanti nella nostra vita di tutti i giorni. Inflazione, PIL, consumi, commercio estero, disoccupazione: temi in apparenza complessi che vengono spiegati con parole semplici.
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In attesa di quello che ci riserverà l’economia la prossima settimana, vi auguro una splendida domenica!
Un caro abbraccio,
Amalia Mirante