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Care amiche, cari amici, buona domenica!
La pioggia sembra darci qualche ora di tregua e questo ci consentirà di poter fare una delle tante attività previste anche per oggi. Tra tutte segnaliamo la possibilità di visitare i caseifici del nostro Cantone e gustare le prelibatezze che ci offrono, mentre per gli affamati di cultura si chiude oggi il festival ChiassoLetteraria.
Sintesi della settimana ed evoluzione
La nostra informazione domenicale dell’Economia con Amalia inizia dando un’occhiata a quello che è successo di recente negli Stati Uniti. La settimana scorsa la Banca centrale statunitense, la Federal Reserve (Fed) ha deciso di mantenere i tassi di interesse invariati tra il 5.25% e il 5.5%. Su questa decisione ha pesato sicuramente l’andamento dell’inflazione che ancora nel mese di marzo era cresciuta del +0.4% rispetto a febbraio e del 3.5% su base annua. I dati precedenti mostravano un aumento rispettivamente dello 0.4% e del 3.2%. In particolare è stato messo in evidenza l’aumento dei prezzi energetici (+2.1%), fatto questo che non si verificava da ben 12 mesi. In generale, l’inflazione è stata maggiore di quello che ci si aspettava alimentando i timori di una nuova crescita. La decisione presa, quindi, sembrava suggerire l’impossibilità di ridurre i tassi di interesse almeno fino al prossimo autunno. Ma si sa, “la sola funzione della previsione economica è quella di rendere l’astrologia rispettabile” (Galbraith) ed ecco subito arrivare un altro dato a cambiare le aspettative degli esperti. Il Dipartimento del lavoro degli Stati Uniti ha comunicato che nel mese di aprile sono stati creati 175 mila nuovi posti di lavoro. La cifra è stata di gran lunga inferiore alle previsioni degli analisti che ne stimavano almeno 240 mila, dopo i 315 mila del mese precedente. A questo punto non è tanto il tasso di disoccupazione che è aumentato dal 3.8% al 3.9% a preoccupare, quanto piuttosto il fatto che gli alti tassi di interesse inizino a frenare la crescita statunitense.
Ma non sono solo gli Stati Uniti a preoccuparsi del mercato del lavoro. Il KOF che è il centro di ricerca congiunturale del politecnico federale di Zurigo, un paio di giorni fa ha pubblicato il barometro dell’impiego in Svizzera. Purtroppo la tendenza al ribasso già rilevata nel primo trimestre di quest’anno si conferma anche oggi. L’istituto di ricerca basa le sue stime sulle risposte alle prospettive di impiego nei prossimi mesi inviate da circa 4’500 imprese durante il mese di aprile. Non tutti i settori economici sembrano essere toccati però alla stessa maniera. Segnaliamo in particolare le prospettive negative nel settore manifatturiero e in quello bancario, dove si stima che il numero di collaboratori sia troppo elevato e di conseguenza si prevedono riduzioni. Gli altri settori fortunatamente sono rimasti pressoché stabili. Quello che può in parte consolarci e che pochi giorni prima lo stesso istituto aveva definito la nostra situazione economica abbastanza robusta. Anche in questo caso tuttavia notiamo differenze importanti come per esempio il settore della chimica e della farmaceutica che hanno buone prospettive al contrario dei settori legati alla costruzione e alla ristorazione.
Ma non tutti soffrono nella ristorazione: è il caso di McDonald’s. Questa settimana abbiamo letto che la catena di fast food presente in Svizzera con 180 ristoranti ha dichiarato di voler aprire sette nuovi ristoranti e di voler proseguire nella modernizzazione di una trentina quelli esistenti entro la fine di quest’anno. Nel loro comunicato stampa leggiamo anche altri dati interessanti: l’anno scorso hanno comperato prodotti alimentari per 235 milioni di franchi e di questi l’88% da fornitori svizzeri. La catena conta 8’600 dipendenti di cui donne il 59% nei quadri dei ristoranti e circa la metà tra i dirigenti. McDonald’s sta formando attualmente anche 42 apprendisti. Ma interessante appare anche l’informazione che l’anno scorso i panini preferiti sono stati il Big Mac e il Cheeseburger, con un incremento importante del consumo di Bacon e delle varianti piccanti. Sicuramente i gusti e i cibi preferiti dai clienti sono importanti per chi fa ristorazione e questo anche nei fast food. In effetti, questa azienda ha appena rivelato che nei prossimi mesi testerà nei suoi ristoranti un hamburger più grande e saziante. A detta dell’amministratore delegato questa esigenza nasce dalle richieste dei clienti. Concordiamo con i responsabili che è assolutamente necessario ascoltare i clienti a maggior ragione se, come risulterebbe da molti, proprio in questo periodo gli stessi americani avrebbero dichiarato di voler cambiare abitudini alimentari poiché ritengono che gli aumenti dei prezzi dei panini non sono assolutamente giustificati, nemmeno tenendo conto dell’inflazione.
E chiudiamo con l’articolo della settimana pubblicato da L’Osservatore, che ringraziamo, e che spiega “L’importante differenza fra ricchezza e benessere”. Partendo dai dati pubblicati dalla Banca Nazionale svizzera che dicono che gli svizzeri sono diventati più ricchi analizziamo le ragioni per le quali alla maggioranza di noi sembra non essere cambiato nulla.
Trovate qui gli articoli della settimana
L’importante differenza fra ricchezza e benessere
Se vi siete persi gli articoli delle scorse settimane, eccoli:
Politica: Giù le mani dalla Banca Nazionale Svizzera
Svizzera La crisi mondiale si fa sentire anche in Svizzera
Ticino: sempre più poveri e infelici
Salari in Ticino: tutti giù per terra
Pensiamo ad una nuova AVS
Ticino terra di bassi salari… per sempre?
120 secondi
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L’Economario – il vocabolario di economia
Vi ricordiamo che il nostro vocabolario di economia vi spiega in parole molto semplici, temi apparentemente complessi e soprattutto perché sono importanti nella nostra vita di tutti i giorni. Inflazione, PIL, consumi, commercio estero, disoccupazione: temi in apparenza complessi che vengono spiegati con parole semplici.
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L’importante differenza fra ricchezza e benessere
Politica: Giù le mani dalla Banca Nazionale Svizzera
La crisi mondiale si fa sentire anche in Svizzera
Ticino: sempre più poveri e infelici
Salari in Ticino: tutti giù per terra
Pensiamo ad una nuova AVS
In attesa di quello che ci riserverà l’economia la prossima settimana, vi auguro una splendida domenica!
Un caro abbraccio,
Amalia Mirante