L’economia con Amalia – 25
Eccola, l’estate è proprio arrivata! Il sole sta scaldando questa bella domenica. Passeggiando per le strade si sentono le voci di amici e amiche che si ritrovano per trascorrere insieme la giornata, mentre annusando l’aria non possiamo non riconoscere l’appetitoso odore di pietanze che si cuociono sul grill. Insomma, ottime premesse per una bella giornata in compagnia!
Sintesi della settimana ed evoluzione
Il tribunale internazionale dell’Aia ha emesso una sentenza storica in ambito ambientale: entro il 2030 Shell dovrà ridurre del 45% rispetto al 2019 le sue emissioni di anidride carbonica (Co2) . La causa contro la multinazionale britannico-olandese è stata intentata da sette organizzazione ambientaliste in rappresentanza di 17 mila cittadini olandesi che ritenevano la strategia di Shell di continuare a investire nella produzione di combustibili fossili una minaccia per i diritti umani. Secondo la sentenza, l’azienda è obbligata a proteggere il clima, mentre le misure adottate fino ad oggi sono state “poco concrete e piene di eccezioni”. Di conseguenza è stato imposto alla multinazionale un obiettivo chiaro e ben preciso. E la settimana ha visto un’altra vittoria in questo senso. ExxonMobil, altro colosso petrolifero, dovrà accettare di avere nel suo nuovo Consiglio di Amministrazione due rappresentanti proposti dagli attivisti in difesa del clima. I nomi dei candidati “alternativi” sono stati portati avanti dal piccolo fondo Engine No.1 che detiene solo lo 0.12% di Exxon. Il suo fondatore, Chris James, è però riuscito in pochi mesi a mobilitare e portare dalla sua parte un numero importante di alleati influenti che hanno garantito il loro appoggio ai membri proposti. Così qualche giorno fa nell’incredulità dei vertici di Exxon, che per disperazione hanno pure interrotto per un’ora l’assemblea, gli azionisti hanno eletto due persone che si sono contraddistinte nelle esperienze professionali precedenti per le loro capacità di portare in azienda i cambiamenti necessari alla salvaguardia ambientale. Con queste notizie confermiamo ancora una volta che l’ambiente necessita di misure serie e concrete per essere tutelato e non di tasse inefficaci come quelle proposte in votazione tra qualche settimana. Il concetto non deve essere “vuoi inquinare, allora paga”, il concetto deve essere “non si inquina”. Sull’ingiustizia, inefficienza e inefficacia delle tasse punitive così come proposte ci siamo espressi più volte (“Tassa sul CO2, tassa sbagliata”).
La notizia più rilevante della settimana per la Svizzera è l’abbandono delle trattative sull’Accordo Quadro con l’Unione Europea. Abbiamo affrontato il tema in molte occasioni nel nostro blog (clicca qui) evidenziando come i punti di discordia fossero troppo importanti per poter trovare una soluzione. La ripresa automatica del diritto europeo si scontrava con il nostro DNA di democrazia semidiretta. L’abbandono delle già poche misure a tutela del lavoro, la rinuncia ai sussidi dello Stato nelle aziende che avrebbe portato alla fine delle banche cantonali e il riconoscimento a tutti i cittadini europei delle nostre prestazioni sociali erano richieste troppo grandi e impossibili da accettare. Purtroppo le prime ritorsioni europee non si faranno attendere molto e le minacce sono già nell’aria. Alcuni hanno già proposto di “comperare” la pace con l’Unione Europea aumentando il contributo al famoso miliardo di coesione. Certo nessun problema a pagare di più, ma proprio l’atteggiamento di sedersi al tavolo senza pari dignità ci ha portati fino a qui. La Svizzera ha bisogno di buoni rapporti con l’Unione Europea, ma anche l’Unione Europea dovrebbe ricordarsi degli 800 mila posti di lavoro che i buoni rapporti con la Svizzera le garantiscono. Ci sono oltre 300 mila persone frontaliere che lavorano in Svizzera e altre 500 mila che producono i beni e i servizi al netto che la Svizzera compera dall’Unione Europea. Perché è vero che è il nostro principale partner commerciale, ma non dimentichiamo che il saldo delle transazioni è a loro vantaggio: noi comperiamo più di quello che vendiamo. Magari se nei prossimi tentativi di negoziazione la Svizzera si ricorda di essere uno stato sovrano potrà portare di fronte ai suoi cittadini e cittadine un accordo rispettoso per entrambe le parti.
Infine chiudiamo con la notizia che proprio in Ticino è stata venduta la bottiglia di vino più cara al mondo: 1 milione di franchi per una bottiglia da sei litri di Domaine de la Romanée-Conti del 1985. Purtroppo noi non siamo in grado di dirvi se il prezzo era in linea con la qualità, ma qualche settimana fa abbiamo proprio parlato dei beni rifugio e dell’importanza che sempre più trovavano in queste categorie beni un po’ particolari. Comunque calcolatrice alla mano un bicchiere di questo vino vi costerebbe circa 17 mila franchi… a voi scegliere se ordinarlo. D’altra parte il mercato stabilisce i suoi prezzi, quasi sempre…
Quasi sempre, appunto. Grazie allo spunto di Franca una nostra lettrice e amica, questa settimana abbiamo parlato del valore delle attività non remunerate. In particolare ci siamo dedicati all’importanza di attività come quelle legate ai lavori domestici, ai lavori di accudimento e cura e al volontariato (qui). L’occasione ci ha permesso di spiegare perché queste attività non rientrano nel conteggio del Prodotto Interno Lordo e perché non avere un prezzo non significa non avere un valore.
Infine trovate il “dietro le quinte” della mia preparazione per l’intervista a Tempi Moderni (che ringrazio) del 28.05.2021, oltre al risultato finale (qui).
Ecco qui gli articoli:
Quanto “vale” fare la mamma e il papà?
Dietro le quinte per la preparazione di Tempi Moderni…
Se vi siete persi gli articoli delle scorse settimane li trovate qui:
Bandeaux e borsette. Gli accessori? Un capriccio già degli antichi
La bolla immobiliare in Svizzera
Accordo Quadro: questo mistero
Lo spettro dell’inflazione si aggira negli Stati Uniti
120 secondi
Qui potete vedere in video la sintesi dei fatti economici commentati in meno di 120 secondi.
L’Economario – il vocabolario di economia
Vi ricordiamo che il nostro vocabolario di economia vi spiega in parole molto semplici, temi apparentemente complessi e soprattutto perché sono importanti nella nostra vita di tutti i giorni. PIL, consumi, commercio estero, disoccupazione: temi in apparenza complessi che vengono spiegati con parole semplici.
Ascoltami
Come sempre potete ascoltare i miei articoli sulle principali piattaforme podcast, oltre che direttamente sul link www.economiaconamalia.com e più precisamente:
Quanto “vale” fare la mamma e il papà?
Bandeaux e borsette. Gli accessori? Un capriccio già degli antichi
La bolla immobiliare in Svizzera
In attesa di quello che ci riserverà l’economia la prossima settimana, vi auguro una splendida domenica!
Un caro abbraccio,
Amalia Mirante