Domenica 22 ottobre 2023 abbiamo assistito ad una votazione che ha dato risultati contrastanti. Abbiamo aspettato una giornata prima di scrivere queste righe per non essere influenzati dal momento, dalle delusioni e/o soddisfazioni. La prima costatazione e’ la percentuale di chi non si e’ recato al voto, tanto da far gridare allo scandalo agli eletti, che sono la rappresentanza di meno della metà della popolazione con diritto di voto. Una votazione simile dovrebbe essere annullata e creare un obbligo di voto per tutti per avere in realtà una fotografia della vera democrazia e non solo di una parte, magari non tanto rappresentativa, di popolazione. Come mi sentirei io ad essere eletto da parte di poca gente, forse mi sentirei delegittimato in quanto non sarei il rappresentante della popolazione ma soli di una minima parte della stessa. Detto cio’ vediamo di fare un’analisi abbastanza oggettiva. Hanno ottenuto piu’ voti di tutti il partito di destra UDC, per alcuni motivi molto semplici. UDC e i suoi candidati, che seguono alla lettera le indicazione dei senatori, con molti candidati che arrivano da altri partiti dove non hanno avuto successo o sono stati stralciati dalle liste. L’UDC e’ sicuramente quel partito che ha speso tantissimi soldi in pubblicità, dunque presenti in ogni dove. Va dato atto all’UDC di avere condotto una campagna aggressiva ma molto lineare dove hanno cavalcato in maniera chiara e inequivocabile i temi sui quali puntare, condivisibili o meno, ma di certo l’UDC non ha lasciato dubbi sulla sua politica. Mantenere poi la coerenza non sarà facile, e già hanno mostrato anche in passato che stare all’opposizione e’ un gioco facile, ma poi se chiamati a decidere difficilmente saranno in grado di agire con coerenza. Di certo l’avanzata della destra dura pone qualche perplessità sulla socialità. E’ noto infatti come questo partito sia per sostenere gli imprenditori, legittima operazione e sia anche per tagli importanti sulle spese statali, in particolare sulla socialità verso i meno fortunati. Detto questo l’UDC sia in Ticino che a livello Federale e’ il partito che ha vinto queste elezioni.
La lega dei Ticinesi, che ha corso con l’UDC, ha invece subito l’ennesimo tonfo, segno di una disaffezione del suo elettorato che non si vede piu’ rappresentato dai vari senatori al potere, che ormai hanno perso quello che di sociale ha permesso alla lega di Bignasca di sfondare delle porte aperte. La Lega, con gli alleati, erano quelli che 8 anni fa dichiaravano al massimo 40mila frontalieri, oggi ne abbiamo 80mila e su 5 ministri cantonali due sono leghisti, dunque maggioranza relativa che non ha fatto nulla per mantenere le proprie promesse. Il fatto poi che dalla morte della sua guida carismatica, i leghisti non hanno ancora definito una loro linea e un comitato direttivo, lascia tutti allo sbaraglio tanto da risultare poco credibili. Probabilmente il Momentum Lega si sta esaurendo lentamente.
Tra gli sconfitti anche l’area dei Verdi, che si sono profilati eccome, quasi con fanatismo ecologico perdendo la dimensione reale della situazione. Per i Verdi, quasi tutti benestanti, l’ecologia va difesa con i soldi dei cittadini, obbligando gli stessi, già in grande difficoltà economica, a dover affrontare spese abnormi per soddisfare le proprie ideologie estreme. Va anche detto che ogni partito ultimamente si dimostra con un’anima verdicchia, segno che gli estremismi in Svizzera non hanno vita lunga. Il tonfo era nell’aria e infatti e’ puntualmente arrivato.
Il PS che si e’ imborghesito in questi anni, non riesce piu’ a far passare i suoi messaggi, tanto da essere in balia di poche persone che decidono autonomamente le direttive, tanto da permettersi, storia di qualche mese fa, di estromettere candidati che potrebbero minare quelli che per destino e logica contorta dovrebbero essere gli eletti. Questo modo di agire, e una comunicazione poco trasparente sui temi, dove a volte si schierano incomprensibilmente con posizioni che non dovrebbero appartenere a loro, fa si che le lezioni sono sempre una grande incognita. Hanno tenuto le posizioni senza assolutamente incrementarle, misconoscendosi come quel partito che dovrebbe essere il partito della classe operaia. Difficile che rappresentino la classe operaia quando la maggior parte di aderenti sono impiegati di rango, liberi professionisti, imprenditori, ecc.
Il Centro, l’ex partito PPD, ha perso un seggio al Nazionale pur incrementando i consensi rispetto le ultime votazioni federali. Per il Centro che era in calata di consensi, da qualche anno stà riprendendosi anche grazie alla linea del loro presidente cantonale che nelle sue comunicazioni e’ sempre molto diretto e chiaro, purtroppo abbiamo l’impressione che questa voce sia un sasso nello stagno.
Il partito Liberale e’ forse quel partito meno gradito, che meno di tutti e’ in grado di dare una sua linea ideologica. Un partito ondivago che non riesce a trovare il suo assetto, che si allea a volte con gli uni e a volte con gli altri, cercando di barcamenarsi. E’ vero che al suo interno ha personaggi molto differenti, che potrebbero essere la ricchezza di un confronto interno, ma che sembra piu’ invece un cercare di farsi le scarpe, un agire non da team ma da persone sciolte e libere di agire come desiderano. Questo atteggiamento non e’ un positivo confronto di idee interno e viene certamente penalizzato dagli elettori. Il Partito Liberale dovrà chinarsi molto presto sul tema di alleanze, in particolare con il Centro, pena la sua dipartita.
Non andiamo ad analizzare tutti quei partitini inutili, creati per strategie di congiunzioni, che nulla hanno a che vedere con la politica. Molti partitini, quello dei pensionanti, delle donne, del centro pensionanti e via dicendo, che raccolgono 300 voti per candidato (praticamente famigliari e parenti e colleghi di lavoro) non hanno ragione di esistere e questo e’ il rovescio della medaglia della troppa democrazia. A qui partiti che non raggiungono almeno un 3% di tutto l’elettorato, dovrebbero essere chiamati al sostegno delle spese elettorali.
Poi ci troviamo ad analizzare un qualcosa di particolare, se non straordinario; La lista nr 2 Avanti con Ticino&Lavoro, con candidata agli Stati Amalia Mirante e anche candidata per il CN. Dopo l’exploit delle Cantonali, che poteva essere un’attestazione di stima per come e’ stata trattata dal PS, annoveriamo un altro risultato eclatante.
Con il 13,26% di preferenza agli Stati con 13744 voti personali e’ un risultato straordinario che le permette di andare al ballottaggio, senza alcuna speranza di elezione per vari motivi. Riuscire ad ottenere questo risultato lo si deve alla sua persona, al modo di comunicare e ai concetti espressi dei sui intendimenti, senza mezze parole dette ma con trasparenza e chiarezza. A livello di spese per la campagna possiamo affermare che sono minimissime, anche perch non ha dietro di lei una macchina elettorale organizzata, finanziariamente forte e con strutture capillari sul territorio. Per il Nazionale se consideriamo che i candidati Pamini (UDC) e Gysin (Verdi) sono stati eletti con 14mila voti ca., facenti parti di partiti super organizzati e economicamente forti, Amalia Mirante ne ha ricevuti 12118, possiamo vedere la straordinarietà della sua elezione, tanto da poter affermare come in rapporto alle forze messe in campo, Amalia Mirante sia la vera vincitrice di queste elezioni.
Cosa cambierà per i Ticinesi con queste elezioni; poco o nulla, nel senso che a Berna vano personaggi politi allineati alle loro attività, che sono abbastanza distanti dalle vere esigenze dei Ticinesi; analizzando poi anche la provenienza ci troviamo con due candidati del sopraceneri e ben 6 del sottoceneri! Ad oggi una sola donna eletta su 8, prima del ballottaggio. E’ una mia impressione che ci troveremo un Ticino sempre piu’ scollato dalla Berna Federale con candidati che lotteranno verosimilmente per gli interessi delle loro appartenenze. L’unica consolazione e’ che su 200 consiglieri Nazionali solo 8 sono del Ticino e non potranno certo far cambiare tutti gli equilibri, equilibri che in generale si sono spostati a destra, dunque piu’ distanti dalle esigenze vere del popolo che lavora e produce.
Saremo smentiti, penso proprio di no!, purtroppo.
ETC/rb