Appuntamento con la stampa e sponsor al Villa Sassa di Lugano, nella sala “Lugano”. Anche i dettagli andrebbero curati. In corpore il comitato guidato dal Pippo di casa, alla presenza del roaster quasi al completo. Pure presente il presidente dei Rokets di Biasca, Davide Mottis. Le aspettative erano parecchie, forse più in relazione allo sviluppo della pista. Ma andiamo con ordine. Sportivamente l’obiettivo stagionale è sempre il solito e si chiama salvezza. Tenere duro, questo è importante.
Il budjet della prima squadra è stato nuovamente tagliato di mezzo milione, mentre nel settore giovanile si è speso parecchio per delle nuove figure professionali, che possano seguire il nuovo corso: valorizzazione del vivaio e dei giovani. Tra l’altro unica via di sopravvivenza per il club stesso. Si è leggermente accorciato il roaster e questo a nostro avviso potrebbe causare non pochi grattacapi in caso di eventuali assenze per infortuni, cosa che va messo in cantiere. La parola passa poi a chi, a nostro avviso è il vero motore di questo progetto, l’allenatore Luca Cereda. Le sue analisi sono sempre concrete e realistiche, dice che solo il duro lavoro in allenamento potrà dare i suoi frutti, mentre una volta sotto pressione nulla potrà essere cambiato o meglio stravolto.
Ogni giocatore deve scendere in pista, sia in allenamento che in partita con la giusta aggressività e quella voglia di mangiare il ghiaccio. Anche il direttore generale Paolo Duca è sulla stessa lunghezza d’onda, e si rende conto che assemblare una squadra con i mezzi economici limitati non sempre è facile. Ma l’arte del suo mestiere è proprio quella di scovare giocatori talentuosi, magari non troppo alla ribalta, che ad Ambri possano dare un contributo importante nell’economia del gioco. Alcune note rimangono delle costanze: si chiede maggior affetto del pubblico durante le partite, si afferma di avere fatto piccoli accorgimenti per evitare le situazioni vergognose accadute la passata stagione (Ambri – Losanna assomigliava una guerriglia sugli spalti), si vorrà sensibilizzare contro il fumo, e ammette un dirigente che è proibito fumare in pista ma succede spesso. Dove è la sicurezza del club? Proprio a livello di sicurezza e garantire l’incolumità degli spettatori vi sono, a nostro avviso, le più grandi lacune. Il fatto che la presidenza sia in balia dei GBB e che sia intervenuta presso il dir. del DI per evitare misure già decise dall’autorità politica, come quella di identificarsi all’entrata, la dice lunga sulla poca sensibilità del club ad attuare misure decise per permettere a tutti, le famiglie in particolare, di salire alla Valascia a gustarsi lo spettacolo nello spettacolo. Certo perché la Valascia, tifosi o non, è mitica e il partecipare ad una partita è certamente uno spettacolo al di fuori delle gesta prettamente sportive. Ma da quello che abbiamo sentito in sala altre sono le osservazioni da fare: la solita chiamata al borsino da parte di tutti, chiedere maggiori spettatori e anche essere coscienti che questa squadra è ancora in costruzione e non lasciarsi andare dopo magari un filotto di sconfitte. L’Ambri, e questo è il suo grande difetto, è molto volatile. Vince tre partite di fila ci si esalta come se si avesse vinto il campionato del mondo, ne perde tre ci si abbatte a dismisura. Questo è il difetto di un tifo molto sanguigno, forse unico nel suo genere, ma di difficile gestione.
Tema pista con la presenza dell’arch. Mario Botta che fa un discorso poetico sulla pista e la concretezza dei tifosi e via dicendo. La sua genialità non va certamente messa in discussione, ma certe affermazioni di facciata poteva anche risparmiarsele. Il presidente dichiara che l’HCAP è l’unico club che è proprietario della sua pista in Svizzera, sia di hockey che di calcio, ma le cifre che ci hanno ocnsegnato dicono comunque altro. La pista si farà, sembra che anche il pool di banche, 4 note e una stranamente non nota(!) sembra ci siano e l’investimento totale sale a fr 50 milioni, non esagerato afferma il presidente…
Il nome è tutto un programma e lascerà tanto amaro in bocca a chi ha l’Ambri nel cuore: “Nuovo Stadio Mltifunzionale di Ambri”. Un nome complicato che non fa nessun riferimento al nome impresso nel cuore dei tifosi “Valascia”. Questo dice due cose: nessuno sponsor ad oggi ha voluto legare il proprio nome allo stadio e nessuna sensibilità della dirigenza nell’abbracciare la spiritualità del nome Valascia. Ma questi sono i dettagli. Sui conti consegnati, il 31% sono mezzi propri, il 30% sono soldi pubblici (si nostri soldi per finanziare un club privato di sport che da anni non chiude in pareggio) e il 40% sono debiti verso banche, leasing, enti locali. Affermare poi che questo stadio possa avere tanti altri indotti al di fuori delle partite ci sembra aleatorio e specchio per le allodole. Un tema non affrontato che a noi stà a cuore. Il pool di Banche sembra abbia legato la sua approvazione al fatto che 5 comuni della valle firmassero in totale 4 mio di fideiussione. Pensiamo a Faido con 1 mio e ad Airolo con 1,5 mio. Inutile che ci si cucia sopra, questi soldi sono a fondo perso per i Comuni e pensate per un comune come può essere Faido, sempre in bilico finanziariamente, con un moltiplicatore fiscale elevato, se si dovesse trovare costretto a pagare questo milione? Significherebbe mandare completamente a gambe all’aria il comune. Di questo non si è parlato anche perché queste fideiussioni devono ancora passare al vaglio dei vari CC e speriamo vivamente che i Consiglieri Comunali si dimostrino una volta tanto saggi da non accettare di sottoscrivere assegni in bianco!. Non dimentichiamoci che l’HCAP a livello economico è un sorvegliato speciale da parte della lega.
Le tappe della pista sono le seguenti: entro il mese di settembre terminare tutta la burocrazia necessaria, fine settembre convocare la stampa per spiegare in dettaglio il progetto, mese di ottobre iniziare il cantiere e per la stagione 2021 inaugurazione della pista. Ecco perché tenere duro, senza un club di serie A tutto questo sforzo, e certamente lo riconosciamo, sarebbe vano.
Al presidente gli auguri, entra nel 10 anno di presidenza consecutiva uguagliando l’allora Giovanii Celio e la speranza che veramente per la valle sia una soluzione che porti benessere alla popolazione e all’economia, permetteteci di dubitarne fortemente.
Dunque a prescindere da tutto, alla Valascia inizierà questo campionato con le aspettative di sempre, quelle della salvezza, con le difficoltà economiche di sempre e con l’impegno della nuova pista. Auguri Ambri, ma sappi che la valle ha bisogno di imprese che portano economia in valle e non fuori dai confini della valle! (ETC/rb)