Anni 60, un’altra Italia. L’immigrazione, lo spopolamento delle campagne del nord e del sud, il riversamento nelle città industriali, la ricerca di una vita migliore. I sogni, la speranza, il bisogno di un’aria diversa. Ma anche il rimanere nonostante tutto. Abruzzo 1960, c’è chi molla tuto e corre nelle fabbriche e chi crede nella terra, nella vigna e rimane. Nasce così, il quel contesto storico sociale, al Cantina Tollo oggi annoverata tra le più importanti e consolidate realtà del panorama enologico nazionale. Ma Tollo non è solo una Cantina, da quell’ormai lontano anno di nascita ha sviluppato un vero progetto di crescita costante, svolgendo nel tempo un ruolo attivo nel settore che ha contribuito al cambiamento del mondo viticolo dell’intera regione.
I numeri parlano chiaro e ancora di più lo fanno i 13 milioni di bottiglie prodotte annualmente, i 780 soci e i 3.000 ettari coltivati sul territorio; un grande vigneto che si estende dalle colline del litorale fino a lambire le pendici della Maiella.

Nella cornice atmosferica di un clima prevalentemente mediterraneo contraddistinto da forti escursioni termiche, Tollo concentra la sua produzione sui vitigni tipici e autoctoni del posto: Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Passerina e Cococciola. La coltivazione a pergola come vuole la tradizione e la vocazione alla sperimentazione sia in campo che in cantina vivono in armonia. Nella Cantina, ubicata a Tollo, comune della Provincia di Chieti con poco più di 4.000 abitanti, troviamo gli impianti di invecchiamento con le botti grani e le barrique, ma anche le vasche di cemento vetrificato per l’affinamento.
Tradizioni dunque, ma anche la tecnologia della Cantina è all’avanguardia. Ben 8 linee di pigiatura, un grande reparto di stoccaggio, una bottaia contenente oltre 190 grandi botti di rovere di Slavonia e più di 1.000 barrique.
Le bottiglie raggiungono i mercati di tutte le regioni italiane e di buona parte del mondo: Svezia, in Danimarca, in Germania, nel Regno Unito e, oltreoceano, in Giappone, negli Stati Uniti, in Canada. Cantina Tollo si affaccia anche su nuovi mercati emergenti come la Russia, l’India e la Cina.
L’export si attesta sul 32% con una crescita che sfiora il 5%, così come è in crescita è anche il fatturato: 37,5 milioni (agosto 2015). Molto positiva e in aumento la produzione di vino biologico che fa registrare alzamenti produttivi e di fatturato. Con i suoi 50 anni di successi Tollo continua a portare avanti l’evoluzione della strategia avviata nell’ultimo decennio, non solo curando sempre con massima attenzione la qualità dei propri prodotti ma anche con un maggiore riguardo, per esempio, verso la salute. Di fatti produce vini con solo solfiti naturali, pensa alla sicurezza controllando attentamente origine e filiera, alla sostenibilità co la produzione biologica, alla responsabilità della sobrietà, stimolando un consumo consapevole.
La filosofia dei vini biologici, prodotti nelle varianti Montepulciano d’Abruzzo Dop e Trebbiano d’Abruzzo Dop, invitano ad una nuova dimensione del consumo, amando e rispettando l’ambiente. La produzione bio è cresciuta negli ultimi mesi del 62% e da quest’anno sono tutti vini certificati vegan.
Moltissimi i premi e i riconoscimenti nazionali e internazionali ottenuti nel corso degli anni o, meglio ancora, delle vendemmie.
I vini Tollo mi piacciono, sono sinceri ed esprimo al meglio una terra dalle mille sfumature. Non sarebbe per niente male se per le feste di questo Natale potessi ancora brindare in loro compagnia. Si, farò così. Un buon bicchiere d’Abruzzo: indiscutibilmente.
Fabrizio Salce