Piatti pronti 2022
Risultati in linea con gli anni precedenti
Le possibilità di consumare un pasto fuori casa sono molteplici. Cibi e bevande possono essere consumate sul posto negli esercizi di ristorazione quali ad esempio bar, snack bar, ristoranti, osterie e grotti, ma anche in altri tipi di strutture come ad esempio mense, alberghi, ospedali, case di cura e di riposo. Derrate pronte al consumo possono inoltre essere acquistate presso attività nelle quali non è previsto il consumo sul posto come take-away, negozi, food truck, bancarelle ecc. Anche nel 2022 il Laboratorio cantonale ha eseguito diverse attività volte a sorvegliare la qualità delle derrate alimentari e dei processi produttivi delle aziende attive nella fabbricazione, distribuzione o somministrazione di derrate pronte al consumo presenti sul territorio cantonale.
La qualità microbiologica dei piatti pronti al consumo è stata verificata in 426 campioni prelevati da 195 aziende. A comprova della sicurezza dei prodotti pronti al consumo offerti nel Canton Ticino, in nessun campione è stata riscontrata la presenza di batteri patogeni quali Salmonella spp. o Listeria monocytogenes al di sopra dei limiti di legge. Il 19% dei campioni analizzati ha tuttavia mostrato il superamento di uno o più valori microbiologici indicativi per la verifica della buona prassi procedurale. Questi dati analitici evidenziano dunque alcune lacune nelle buone pratiche di fabbricazione e d’igiene.
14 di 92 campioni (15%) di ghiaccio prelevati da macchine per la produzione di ghiaccio ad uso alimentare sono risultati non conformi a causa del superamento di uno o più parametri microbiologici ricercati. Le contaminazioni riscontrate sono da attribuire ad una carenza nella gestione delle macchine del ghiaccio.
La qualità dell’olio di frittura, in particolare la misura della “parte polare” è stata verificata in 153 campioni di olio per frittura prelevati da friggitrici. Gli esiti analitici non conformi sono stati 21 (14% sul totale campionato). Per 4 dei 21 casi, oltre alla contestazione amministrativa, si è aperta una procedura contravvenzionale a carico del responsabile a causa del massiccio superamento del valore massimo ammesso di parti polari.
Il contenuto di istamina, sostanza implicata nella sindrome sgombroide, è stato verificato in 12 prodotti della pesca impiegati nelle aziende di ristorazione, dei quali 11 di tonno. Tutti i campioni sono risultati conformi.
Le percentuali di non conformità riscontrate nella presente campagna si attestano a livelli simili a quelli riscontrati negli anni passati. I risultati non conformi sono stati contestati alle aziende, imponendo azioni correttive per migliorare il proprio autocontrollo. Soltanto applicando correttamente e scrupolosamente i principi della buona prassi procedurale può essere infatti garantita la qualità degli alimenti e la tutela della salute dei consumatori.
Il rapporto completo può essere consultato qui.
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Radionuclidi nella terra, nell’erba e nel latte
Livelli compatibili con i dati storici
L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) propone annualmente un piano di misurazioni su scala nazionale volto a monitorare nel tempo le concentrazioni di Cesio-137 e Stronzio-90 in diverse matrici. Il Laboratorio cantonale contribuisce analizzando campioni di terra, erba e latte prelevati di regola a fine maggio – inizio giugno e provenienti da tre aziende agricole operanti sul territorio ticinese. Gli esperimenti nucleari degli anni sessanta e l’incidente di Chernobyl del 1986 sono stati la principale causa delle immissioni su scala mondiale di radionuclidi artificiali nell’ambiente.
Gli isotopi più persistenti, in particolare il cesio-137 (t1/2: circa 30 anni) e lo stronzio-90 (t1/2: circa 29 anni), sono ancora misurabili in tracce e possono contaminare l’ambiente e le derrate alimentari. A causa delle maggiori ricadute radioattive sul Ticino per rapporto al resto del nostro paese, alcune derrate alimentari locali presentano residui leggermente superiori alla media svizzera. Fortunatamente i livelli osservati non destano preoccupazioni di ordine sanitario.
Il rapporto completo può essere consultato qui.
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Monitoraggio della presenza di batteri resistenti agli antibiotici e qualità microbiologica della carne di pollo e tacchino
Eseguito il monitoraggio annuale
Gli antibiotici sono indispensabili per debellare le infezioni batteriche, sia nella medicina umana sia in quella veterinaria. Tuttavia, essi perdono sempre più la loro efficacia poiché i batteri, in virtù di un naturale meccanismo di adattamento, sviluppano resistenza. Per contrastare l’inquietante aumento delle resistenze agli antibiotici nell’essere umano e nell’animale, l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) è stato incaricato, unitamente all’Ufficio federale della sanità pubblica e all’Ufficio federale dell’agricoltura, di elaborare una strategia nazionale contro le resistenze agli antibiotici (StAR). L’USAV è in particolare responsabile delle misure che interessano gli animali, le quali includono il monitoraggio della situazione concernente la resistenza agli antibiotici nel pollame da ingrasso, nei suini da ingrasso, nei bovini e nei prodotti a base di carne in collaborazione con il Centro per le zoonosi, le malattie animali di origine batterica e la resistenza agli antibiotici (ZOBA). Nell’ambito di questa sorveglianza, il Laboratorio cantonale si occupa ogni anno di prelevare campioni di carne, valutandone anche la qualità microbiologica.
Nel 2022 sono stati prelevati dalla vendita al dettaglio 22 campioni di carne fresca (9 campioni di carne di pollo svizzera, 5 campioni di carne di pollo estera e 8 campioni di carne di tacchino estera). Due campioni hanno mostrato il superamento dei valori di riferimento per la verifica della buona prassi procedurale. Per quanto riguarda la resistenza agli antibiotici, in 1 campione di pollo è stato riscontrato E. coli produttore di beta-lattamase ESBL/AmpC e in nessuno dei campioni analizzati sono stati identificati enterobatteri resistenti ai carbapenemi. I risultati raccolti nell’ambito di questo monitoraggio, i quali saranno divulgati tramite le pubblicazioni dell’USAV e dell’UFSP, fungeranno da base per nuove raccomandazioni terapeutiche all’indirizzo dei veterinari e per l’elaborazione e l’attualizzazione di direttive tecniche.