Dopo avere assistito alla trasmissione tv “Il Quotidiano” del 18 ottobre 2022 e dopo avere avuto contezza delle dichiarazioni rilasciate dalle diverse autorità intervenute, siamo nella posizione di dovere ribadire la preoccupazione dell’Associazione StopARP in merito alla qualità della riforma delle ARP al cui proposito i cittadini si esprimeranno il prossimo 30 ottobre.
Al di là del fatto che non sono le ARP in quanto tali a essere oggetto di critiche ma le persone che vi lavorano, il rischio che siano ancora queste ad animare le Preture di protezione è da intendere come totale assenza di garanzie. (Come abbiamo già fatto notare sul blog dell’Associazione StopARP).
Alla stessa stregua, appaiono privi di garanzia – su tutti – due aspetti principali, ovvero:
– La volontà (per noi irragionevole) di sottoporre a perizia i cittadini non appena si trovano a cospetto della Pretura di protezione: la giurisprudenza Cedu ridimensiona molto il concetto caro alle ARP secondo il quale possono indagare senza limiti nella vita dei cittadini, cosa ritenuta spesso in conflitto con i dettami dell’Art. 8 che ammette ingerenze di tale tipo soltanto se a vantaggio della libertà altrui e non delle limitazioni di libertà. In questo caso le ARP si rifanno al diritto interno il quale, a sua volta, ignora quello sovranazionale.
– Il fatto che si stia chiedendo ai cittadini di esprimersi in materia di qualcosa che ancora non esiste: non c’è una procedura, non ci sono garanzie, non si è mai parlato di migliore protezione dei diritti dei cittadini.
Prima di congedarci, facciamo notare che quanto sopra è soltanto parte delle osservazioni che l’Associazione StopARP ha sollevato e che vi giunge in anteprima in segno di rispetto, giacché verrà girato nelle prossime ore ai media ticinesi, sperando che gli concedano spazio sulle rispettive pagine cartacee o online.
Con ogni ossequio.
Associazione StopARP
Il Presidente
Orlando De Maria