La 99esima Assemblea generale della Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del cantone Ticino vuole sottolineare l’importanza della libertà economica e imprenditoriale, sancita dall’articolo 27 della Costituzione federale. Una libertà che ha pari diginità come gli altri diritti costituzionali e che va tutelata senza compromessi, tenuto conto dei numerosi e ripetuti attacchi a cui è sottoposta da qualche anno.
La libertà imprenditoriale è un pilastro del sistema economico svizzero. Il clima ostile verso le imprese, caratterizzato da pericolose semplificazioni e generalizzazioni, rappresenta purtroppo una minaccia importante per tale libertà, essenziale per la prosperità del paese. La Cc-Ti non può accettare accuse forfettarie al mondo imprenditoriale, basate spesso su sensazioni e non su fatti. Un dibattito superficiale, basato esclusivamente su slogan di facile presa, mina inutilmente elementi centrali del nostro sistema e in particolare la certezza del diritto, essenziale affinché l’economia possa creare la ricchezza del paese e distinguersi da esempi di paesi anche vicini, paradossalmente tanto vituperati ma scimmiottati nei metodi.
La missione della Cc-Ti è quella di continuare a lavorare malgrado il non facile contesto, tutelando e promuovendo la libertà economica senza compromessi e forte dei valori che da sempre contraddistinguono l’attività dell’associazione-mantello dell’economia ticinese: ponderatezza, rispetto per tutte le opinioni, affidabilità per tutti gli interlocutori e disponibilità alla collaborazione. Ma senza compromessi verso chi ritiene il mondo imprenditoriale un conglomerato di disonesti. Lo “Swissness” non solo come marchio per beni e prodotti ma anche come approccio imprenditoriale è un valore imprescidibile. Non a caso da molti anni la Cc-Ti valuta con estremo rigore chi può far parte dell’associazione, rifiutando le iscrizioni di chi non è ritenuto affidabile secondo i valori elvetici. La bontà di questa scelta è dimostrata dal fatto che ad oggi non vi sono stati casi di associati passibili di espulsione, secondo gli statuti, per comportamento non rispettoso delle regole associative ma anche e soprattutto di quelle legali vigenti.
In quest’ottica di rigore rientra anche la certificazione di sostenbilità dell’attività della Cc-Ti, prima Camera di commercio e dell’industria svizzera a farlo. Questo permette di consolidare pure la credibilità su un tema che la Cc-Ti sta affrontando in modo approfondito, nel quadro più ampio della responsabilità sociale delle imprese.
La classica attività di sostegno alle aziende associate attraverso la consulenza in senso lato, ha visto la Cc-Ti attiva in particolare sul fronte dell’apertura di nuovi mercati, specificatamente la Russia, la Turchia e il Kazakistan. Lavoro svolto nell’interesse di tutto il cantone, ma completamente finanziato con mezzi privati della Cc-Ti e delle aziende, senza un centesimo a carico dei contribuenti ticinesi.
Fra le molte attività formative, informative e di consulenza svolte a favore delle aziende figura ad esempio un importante e assolutamente nuovo corso di formazione sulla mobilità aziendale, che ha fatto scuola nel resto della Svizzera, visto che la struttura di tale corso sarà ripresa da diverse Camere di commercio e dell’industria svizzere.
I ruoli di Presidente dell’Associazione svizzera delle Camere di commercio e dell’industria e dell’Associazione delle Camere di commercio e dell’industria della Svizzera latina ricoperti dal direttore Luca Albertoni sono essenziali affinché la Cc-Ti sia parte integrante e rilevante della rete dell’economia nazionale e internazionale. Questi ruoli hanno reso possibile ad esempio una collaborazione con il prestigioso Swiss Economic Forum di Interlaken, che nel 2017, per la prima volta nella suastoria, terrà unevento in un’altra regione svizzera, segnatamente il Ticino. Un riconoscimento importante per il lavoro della Cc-Ti e per il valore del territorio ticinese dal punto di vista economico.