In data 1. settembre 2020 è stata pubblicata dal Municipio di Mendrisio la domanda di costruzione per il “restauro bagno spiaggia” in Via Cave di Marmo ad Arzo.
Nel mese di luglio un’interrogazione sottoscritta da diversi consiglieri comunali, chie-deva al Municipio la possibilità di sistemare l’intero comparto e contemporanea-mente recuperare i “bagni pompeiani” per creare una bio-piscina utilizzando l’ac-qua del torrente Gaggiolo.
Un intervento interessante (e costoso) che andrebbe ad inserirsi perfettamente nel contesto di valorizzazione dell’offerta e della fruizione turistica della Montagna e che gioverebbe in primis ai suoi abitanti.
La domanda di costruzione pubblicata oltre alla sistemazione dei “bagni pom-peiani” prevede la costruzione di una tribuna per poter accogliere degli eventi. Quest’ultimo dettaglio non fa breccia nella popolazione di Arzo visto che negli scorsi anni e, a un centinaio di metri di distanza, sono state restaurate le Cave di marmo rendendole fruibili per organizzare eventi… il “restauro” così come presen-tato è un doppione.
In questo periodo di difficoltà bisogna porsi della priorità, ricordando che il grado di soddisfazione della popolazione si misura sì con il soddisfacimento dei bisogni pri-mari (lavoro, istruzione, servizi), ma anche attraverso la scelta di voler investire in strutture di supporto alle famiglie, come parchi gioco, mense scolastiche, sicurezza dei bambini sul percorso casa-scuola come pure attraverso aiuti concreti ad asso-ciazioni e gruppi di volontariato attivi sul territorio.
Nei quartieri della Montagna si percepisce un certo malcontento. Se da una parte si saluta con soddisfazione l’allestimento dietro la palestra di un parco gioco con attrezzature adatte agli allievi della scuola elementare, dall’altra c’è apprensione per lo stato di degrado dell’asfalto sul piazzale antistante il palazzo scolastico, la cui sistemazione è prevista solo per il 2021.
Alcuni cittadini nostalgici vorrebbero rivedere sul piazzale la bellissima fontana con i pesci dello scultore Remo Rossi, e si chiedono se mai tornerà.
C’è pure apprensione per la situazione di pericolo che si crea all’inizio e al termine delle lezioni sulla stretta e trafficata via Raimondo Rossi, sprovvista di marciapiede. Sempre per quanto riguarda la sicurezza dei bambini sul tragitto casa – scuola va segnalato che la richiesta formulata al Municipio di Mendrisio e alla Polizia nel 2016 per il sostegno nell’organizzazione del “Pedibus” è rimasta fino ad ora inascoltata e priva di risposta.
Sono poco meno di 20 le associazioni e i gruppi di volontariato attivi nei quartieri della Montagna. È forte la necessità di trovare una sede dove tali gruppi possano riunirsi e svolgere le proprie attività; il loro valore di utilità sociale e aggregativa va assolutamente riconosciuto e valorizzato. A titolo di esempio va citato il GGM (Gruppo Genitori della Montagna) che da anni organizza corsi dopo-scuola social-mente utili per bambini, adolescenti e adulti. Dalla primavera di quest’anno la sede dove venivano organizzate le attività è stata smantellata per lasciare il posto al nuovo posteggio nei pressi del palazzo scolastico.
I quartieri della Montagna sono meta ambita per giovani coppie e giovani famiglie che cercano casa: anche il pre-asilo organizzato da mamme volontarie necessita di una sede consona dove poter aumentare e migliorare la propria offerta.
Questa lunga premessa per concludere dicendo che se ci sono finanze da investire, bisogna farlo ascoltando gli effettivi bisogni dei cittadini, evitando di sperperare soldi in progetti inutili che non apportano nessun beneficio sostanziale.
Fatte queste considerazioni, desidero porre al Municipio di Mendrisio le seguenti do-mande:
– Il Municipio è propositivo a voler trovare una soluzione per le diverse associa-zioni e gruppi attivi sul territorio?
– Il Municipio potrebbe aiutare ad organizzare il PediBus?
– Quale sarà il futuro dello stabile ex Coop?
– È ipotizzabile una sistemazione a tappe dei “bagni pompeiani”?
– Quando verrà ripristinata la “Fontana dei Pesci” sul piazzale delle scuole?
– Viste le numerose costruzioni pubbliche fatte negli ultimi anni sul territorio della Città, come mai non si è mai pensato all’utilizzo del Marmo di Arzo come materiale di “design” nostrano?
– Il Municipio si impegnerà in futuro ad utilizzare maggiormente il Marmo di Arzo nei progetti pubblici?
In attesa di una vostra risposta, porgo i miei più cordiali saluti
Monica Meroni
Andrea Carri
Davide Rossi