L’UDC Ticino esprime le sue perplessità riguardante l’esistenza e soprattutto il continuo aumento dell’organico e del costo del Centro di risorse didattiche e digitali (CERDD) quando invece i cittadini ticinesi hanno dato il mandato al Cantone di conenere la spesa pubblica. In un’interrogazione (firmata da Paolo Pamini) il Gruppo UDC chiede al Governo, oltre a molte altre domande, perché il CERDD sia l’unico caso nell’Amministrazione in cui un’ampia paletta di funzioni informatiche e digitali non vengano fornite dal Centro sistemi informativi CSI bensì sono erogate internamente ad un dipartimento.
Motivo dell’interrogazione è la pubblicazione, sul Bollettino ufficiale delle leggi del 31 marzo 2023 dello stralcio con effetto al 1° maggio 2023 di 20 dipendenti del Centro di risorse didattiche e digitali sostituito dall’aggiunta di 27 nuovi posti, per di più con la creazione dell’Ufficio della scuola e del digitale nonché dell’Ufficio della tecnologia per le scuole. Oltre ad aumentare di numero, anche i gradi salariali delle nuove posizioni sono maggiori delle precedenti.
Si è in particolare creata la posizione di un Capo sezione II (FD, grado 14) e di un Capo ufficio III (FD, grado 12), allorquando in precedenza le posizioni non superavano il grado 10. Lascia inoltre perplessi la scelta di questa edizione del Bollettino ufficiale, ossia l’ultima della legislatura uscita a soli due giorni dall’esito elettorale (il venerdì preelettorale), quando i riflettori dell’opinione pubblica sono puntati altrove.
UDC Ticino
Paolo Pamini 078 624 29 64