Lodevole Consiglio di Stato,
I numeri degli alloggi ticinesi posti in locazione ad uso turistico sulle piattaforme online (come Airbnb, Expedia e altri) hanno superato le 3’000 unità ca.
Numeri che hanno portato il legislatore ad introdurre alcuni correttivi sul numero massimo di posti letto e superati i 90 giorni l’attività non viene più considerata accessoria.
Ma un forte dubbio rimane: il Cantone dopo l’entrata della legge LTur ha una reale e aggiornata mappatura di queste attività?
Come abbiamo notato anche nei crediti Covid, non mancheranno, in questo settore, coloro che potrebbero approfittarne e quindi usufruire di alcune zone grigie e non intendiamo la tassa di soggiorno.
Per questo motivo porgiamo al Consiglio di Stato le seguenti domande:
A) Con le modifiche di legge apportate e dopo l’entrata in vigore della nuova LTur, il Cantone ha una reale situazione del numero di unità presenti sul territorio ticinese? Se si, con quali risultati numerici?
B) Il Governo ha già una situazione finanziaria completa di quanto ha incassato in termini di tassa di soggiorno (turistica) dall’entrata delle nuove disposizioni di legge?
C) Come si vorrebbe affrontare questo settore specifico dal profilo fiscale? (quali controlli incrociati e incasso delle tasse son stati fatti sui redditi generati)
D) Sono stati denunciati i redditi percepiti dai proprietari? Se si, corrispondono esattamente ai posti unitari messi a disposizione su queste piattaforme in rapporto al loro utilizzo reale?
E) Nel caso non si abbiano dati riguardante la domanda D, come si vorrebbe, ed entro quanto tempo, affrontare questo delicato tema fiscale? (reddito generato)
F) Ci sono stati degli abusi? (Se sì quanti e a quanto ammonta la cifra non dichiarata al fisco)
In attesa delle risposte, cordialmente vi salutiamo.
Tiziano Galeazzi
Matteo Quadranti, Sara Beretta Piccoli, Roberta Soldati, Fabio Schnellmann, Paolo Ortelli,
Daniele Piccaluga, Sara Demir e Arnaldo Caccia