(In fondo articolo ricca galleria fotografica della visita a Milano Expo 2015 del 16 maggio 2015) Ho avuto occasione di partecipare ad una, o meglio più conferenze stampe per lavoro a Milano Expo 2015, nell’Auditorium del Padiglione Svizzero. Ma andiamo con ordine. Fino a Chiasso in macchina poi sul treno direzione Stazione Rho Expo 2015. Con tante ansie, paure e insicurezze per non sapere dove andare, immaginandomi frotte di persone che spintonano e che nessuno ti ascolta. Nulla di tutto questo. Sceso dal treno dovevo andare al Center Press per tramutare l’accredito richiesto online in pass cartaceo. 3 minuti ed eccomi con l’accredito al collo. Tra l’altro personale presente di una squisita gentilezza. Dopo una bella camminata, verso le 10 di mattina e dovevo trovarmi alle 14’00 al padiglione Svizzero, e dopo aver chiesto regolarmente agli addetti la strada eccoci entrare al padiglione “0”. Ebbene il mondo e i suoi problemi di alimentazione subito all’occhio. Un mondo sprecone, incoerente ai valori del prossimo, tutto concentrato in un padiglione enorme, ca 40 minuti per visitarlo, che ti fa sentire un privilegiato e forse pensare che quando getti via un pezzo di pane o lasci scorrere l’acqua mentre fai la barba se un vero “criminale” verso l’umanità.

Via di corsa verso il Centro Stampa, scorrendo vari padiglioni, Sicigli, Belgio, Sudan, Tunisia, Angola e altri ancora, visti dall’esterno nella loro maestosa eccellenza architettonica con tante colorazioni spettacolari. Chiedendo dove era il nsotro Padiglione, ci spiegano di prendere la navetta e alla 4 fermata scendere. Navetta che passa ininterrottamente ogni 5 minuti. Arriviamo alla 4 fermata e camminiamo ancora, ci si specchia nel maestoso albero della vita. Non possiamo farci fare una foto con un gruppo di donne in costume che passavano. Una corsa attraverso altri padiglioni, Grecia, Albania, Sicilia, San Marino ecc. Una fermata ai Greci che stanno eseguendo una loro danza, una fermatina in Sicilia per gustare le loro specialità e via lo vediamo il nostro Padiglione. Ma prima ci fermiamo in quello Germanico, nel loro ristorante ci mangiamo qualcosa di semplice ad un prezzo giusto e poi eccoci al Padiglione Svizzero pronti alla presentazione di “Locarno città del gusto”. Una conferenza stampa che ci ha permesso di conoscere delle persone squisitamente preparate e gentili. Permetteteci di citarne due: il dir. Andrea Arcidiacono, portavoce per il Padiglione Svizzero e il cuoco stellato Pietro Leemann, vegetariano e titolare del ristorante milanese Joia. Chef unico, che offre la opportunità vegetariana, Ambasciatore di Milano Expo 2015 e tanto di più. In un altro articolo vi racconteremo della sua conferenza stampa, straordinariamente semplice ma piena di contenuti interessanti che ci obbligano a pensare sul cibo in generale. Finite la varie degustazioni, la pasticceria Marnin ci ha fatto gioire con il suo nuovo nato, il cioccolattino “Locarno”, ecco che abbiamo la fortuna di visitare il padiglione Svizzero con Arcidiacono e Leemann. Non dimentichiamoci di alcuni dati: la Svizzera è stata la prima Nazione ad aderire a Milano Expo 2015, il Padiglione Svizzero è stato il primo ad essere terminato. La filosofia del concetto è semplicemente geniale, fantasiosa e che deve far riflettere gli oltre 6000 visitatori giornalieri delle nostre torri. Caffé, girelle di mela seccata, sale e acqua. A piani con la sensibilizzazione di pensare a chi viene dopo.

Un messaggio forte: “Hai paura di restare senza?”. Purtroppo questo messaggio non è molto recepito, semplicemente per il fatto che il terzo piano trova la torre del caffè e del sale con ancora tanti campioncini, quella delle mele vuoto e quella dell’acqua senza più bicchieri. E non vengono riempiti, perché si vuole far capire al visitatore, che se non trova più i bicchieri o le mele, chi ci ha preceduto ha pensato solo a se stesso, prendendone di più di un pezzo, fregandosene di chi segue. Questo concetto a nostro modo di vedere è geniale e tipicamente Svizzero. Finita la visita guidata, un fermatina ad un concerto in basso dei Alligator Nail in rappresentanza di Music magic Blues Valle Maggia e poi via sulla navetta, per raggiungere la stazione e il treno di ritorno. Fantastico. Tornerò a Milano in questi 6 mesi ogni volta che ne avrò la possibilità per visitare tutti o il numero maggiore di padiglioni per finire con la ciliegina al 31 agosto dove noi dell’Associazione ETC saremo i protagonisti e presenteremo proprio nel Padiglione Svizzero la nostra rassegna Incontro Gastronomico “Al nos mangee…” dando opportunità ad altri piccoli gruppi come noi, ma sempre rappresentativi di un Ticino laborioso, di presentare i loro eventi e prodotti a livello planetario. Un sogno che si è concretizzato grazie a varie circostanze positive. (A tempo debito saremo riconoscenti a chi ci ha permesso di realizzare questo sogno).
Invitiamo tutti i ticinesi a visitare Milano Expo 2015, lasciando perdere le solite battute stupide sull’Italia e sui costi e via dicendo. Ho l’impressione che siano tutte scuse per non ammettere che l’Italia quando organizza questi eventi è unica e di certo inimitabile. Lasciamo perdere le invidie e gelosie malsane e andiamo a Milano Expo 2015 con il proposito di riflettere sul nostro modo di alimentarci pensando anche al nostro vicino che non ha nulla da mangiare e noi sprechiamo 1/3 di alimenti che potrebbero sfamare tutta la popolazione mondiale. E permetteteci di affermare che le esternazione dell’Arch. Botta fatte su un quotidiano della Svizzera Tedesca sono fuori luogo e intellettualmente scorrette, fuorvianti e stimolati da solo un sentimento di invidia verso chi ha realizzato questa eccellenza filosofica e architettonica Svizzera. (ETiCinforma.ch/RB)
Galleria fotografica con oltre 60 fotografie realizzate da Roberto Bosia