In val di Cembra a Faver nel trentino alla Locanda del Passatore solo emozioni forti per il palato….
Nella nostra immersione totale nel trentino, regione viticola d’eccellenza, dove tutti ti accolgono a braccia aperte, salendo in val Cembra per visitare le famose piramidi, l’orario era di quelli che chiedeva una sosta per un buon pranzetto.

Così incontriamo la Locanda del Passatore, che tutto ha meno che saper di locanda. Fermiamo le nostre macchine nel posteggio, tutto chiuso, con stupore risaliamo in macchina fino a quando una signora esce da una porticina e ci chiama. “Venite, venite, siamo qui, abbiamo chiuso alle 14’00 ma se volete noi ci siamo”.

Ci guardiamo in faccia e tra di noi senza parlarci pensiamo che questa signora sia un po’ matterella a chiamarci. Da noi difficile succedono cose simili. Ci fermiamo e chiediamo che vorremmo mangiare, ma senza disturbare. La signora bionda, con un sorriso materno ci dice; il nostro mestiere, o meglio capimmo dopo che più di mestiere tratta vasi di passione, è cucinare bene per i viandanti. Entriamo ancora un po’ titubanti e si apre un mondo meraviglioso di delicatezze già nell’arredamento e di come le tavole siano preparate. Si scusa la signora che ha chiuso, ma felice di poterci dare da mangiare.
Cerchiamo di dar loro meno disturbo e cerchiamo di raggruppare le comande, al che la “sciura” ci dice di ordinare cosa gradiamo senza nessun problema. Loro aspettano solo di andare in cucina a divertirsi. Sempre più meravigliati pensiamo che siamo finiti in casa di pazzi oppure in casa di chi ha capito esattamente cosa sia l’accoglienza e il sorriso. Hanno iniziato a servirci le pietanze ordinate e con somma sorpresa ad ogni piatto è stato un susseguirsi di emozioni indescrivibili. Dai primi, tagliatelle in varie salse, ai crostini al lardo come le crespelle di grano saraceno al formaggio e via verso i filetti di maiale (vera delizia) alla tagliata di manzo, incomparabile per arrivare ai dessert delicati e squisiti, sembra con la “sciura” che ci ha messo subito a nostro agio e ci ha fatto sentire amici non turisti, straordinario.
Ci siamo fermati un paio d’ore, a magiare tutto quanto potevamo, o meglio a deliziare la nostra voglia di tradizione gastronomica in un ambiente delicato, composto ma straordinariamente regale. Al saluto abbiamo abbracciato la signora, in segno di gratitudine per averci fatto passare due ore al tavolo da principi. Le foto non esprimono le nostre emozioni, ma fuori in direzione poi verso le Dolomiti ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti. Trovare ora un ristorante migliore sarà molto difficile e così fu. Grazie “sciura” hai messo la ciliegina alla nostra “full immersion” nel trentino. In questa Locanda si respira solo passione e amore per la gastronomia e il risultato è straordinario.
