Le contraddizioni di questo Cantone e di una mancata sensibilità rivolta ai privati cittadini anche da parte dei politici. Quando oltre un anno fa, l’artigiano, semplicemente un cittadino che si è reso conto in anticipo sul mondo politico, non ci voleva molto, che la situazione per i piccoli imprenditori andava facendosi drammatica, ecco studiato un logo tanto per sensibilizzare i politici, la popolazione e via dicendo, sul fatto che per la nostra economia sarebbe stato importante sostenere il mondo dell’artigianato e del commercio locale. Quando noi come redazione siamo stati tra i primi, se non i primi a prendere a cuore questa campagna di sensibilizzazione, nulla di più, inserendo il logo in ogni nostro stampato e nella home del giornale online ETiCinforma.ch, siamo anche stati un po’ derisi, in quanto le osservazioni erano del tipo disfattista: il logo non è graficamente pulito, bisogna seguire degli iter precisi, ma noi come associazione lavoriamo già a favore dei nostri artigiani, e via di questo passo, tanto per far capire che era una bella idea ma non era suffragata da nessuna istituzione “importante” o presunta tale. Qualche altro giornale si è avvicinato a passi di gigante a questa campagna di sensibilizzazione, citiamo il “Mattino della Domenica” e il “Giornale del Popolo”, con le loro motivazioni. Poi lentamente gli altri più non restare alla finestra che per loro convinzione, almeno questo ci sembra di aver inteso. Qualche politico, stuzzicato dal fatto che grazie all’artigiano questo logo girava ovunque, pensiamo che a volte ha anche rotto i “cocomeri” per la sua testardaggine nel credere in quel che faceva, si è avvicinato all’idea e ha iniziato a pubblicare nella propria pagina Web il logo. A seguire alcune associazioni di categoria, che hanno valutato se questo logo e la sua pubblicazione potesse loro arrecare danno o fosse un elemento in più per sostenere i propri commerci. E’ stata come una catena di Sant Antonio, solo la reazione non il concetto, dove tutti i politici e le associazioni hanno fatto a gara per avere questo logo, inizialmente giudicato brutto, poco grafico e insomma un qualcosa di un privato cittadino che aveva il buon tempo. L’Artigiano ha invitato tutti ad affiggere questo logo, alle bacheche nei vari comuni, e ovunque con scritti e usando i socialnetwork supportato dai media citati. Si va oltre e ora ecco che un comune come Claro ha affisso nelle proprie vetrine lo stemma creato da loro “Noi impieghiamo personale residente”. Questa dicitura è stata discussa anche in parlamento non ottenendo l’avvallo dei nostri politici. Ecco allora che il cittadino non deve sentirsi colpevolizzato se ogni tanto fa una scappatina in Italia a fare i suoi acquisti, perché la predica arriva da chi per sola opportunità personale predica bene e razzola male. Vi dobbiamo raccontare di quell’artigiano al quale abbiamo spiegato che volevamo ristrutturare la nostra abitazione, facendo uno sforzo economico non indifferente perché volevamo solo artigiani della valle, della regione e al massimo del cantone e lui qualche giorno fa ci viene a chiedere un passaggio per Chiasso perché innocentemente ammette di aver comperato per la sua casa materiale da costruzione in Italia… Ma come lui politici-parlamentari-imprenditori che ci fanno sentire piccoli piccoli e che urlano sia a Berna che a Bellinzona, addirittura in corsa per un posto in Consiglio di Stato, che poi nelle loro aziende hanno praticamente solo frontalieri perché…
Noi siamo convinti che va sostenuta l’economia ticinese con acquisti fatti in casa, anche perché quegli artigiani sono gli stessi che offriranno posti di apprendistato ai nostri figli, garantendo la continuazione di una forte e sana economia in ottica futura, ma per carità chiediamo anche agli artigiani, commercianti ed imprenditori la coerenza nel loro operare, perché lo sforzo e i sacrifici vanno fatti da entrambi le parti; dal consumatore ma in primis dagli artigiani ed imprenditori. In questa unità di intenti si potrà mantenere e costruire il nostro futuro florido, altrimenti tutto tempo e fiato sprecato …..
Ai comuni, agli enti e ai privati imprenditori l’invito di seguire l’esempio di Claro, affiggere uno scritto che certifica come il personale impiegato sia tutto, o per lo meno la maggior parte, residente sul territorio. (per chi non lo ha capito; che vive in Ticino, paga le tasse in Ticino e spende in Ticino)
Guardate che per un padre di famiglia in disoccupazione (che ha perso il lavoro grazie al suo licenziamento sostituito da mano d’opera estera) oppure per un ticinese che riceve una paga da fame e alla fine del mese non ci arriva quasi mai la tentazione è forte, a meno che da parte degli artigiani e commercianti come imprenditori non vi sia la dimostrazione di coerenza verso l’economia Ticinese:



e possiamo continuare con le immagini ….